La gente della Juve deve tornare a sognare

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Luca Berti

Questo campionato lo considero concluso. Sportivamente parlando. Ma riprendere per riconquistare la normalità, lo trovo essenziale. Cambiare le regole del gioco in corsa non è mai stato sportivo. Non è sportivo forzare le squadre a giocare ogni 2 giorni, senza possibilità di recuperare energie, senza poter preparare le gare, senza contare eventuali infortuni. Inevitabilmente si sceglierà di puntare tutto su determinate partite chiave. Si faranno calcoli, cercando di indovinare quali gare giocare osando, quali sperimentando soluzioni alternative e quali per cercare di recuperare energie. Parliamo di tante partite ancora, forse troppe. E tutto questo per assegnare un titolo. E che valore avrà un titolo conquistato o perso in questo modo? Perso, si, perché in questo contesto si può solo perdere. Non sarà mai un titolo uguale agli altri, un titolo che nessuno sentirà proprio, che non mostrerà i reali valori in campo. E quindi? Con quale spirito verrà giocato? Con che voglia? Ma poi quale competizione sarà più importante? Il campionato, la champions? No, la coppa Italia proprio no.

Eppure bisognerà giocare anche per quella. Sarà più un fastidio che un impegno da onorare. Forse solo la champions manterrà l’appeal. Ma sarà comunque un’edizione particolare e personalmente non con lo stesso valore delle edizioni che l’hanno preceduta. Posso parlare solo a livello personale ma non riesco a sentire interesse per questa ripresa. Apparentemente non ci sono sufficienti motivazioni. Non da un punto di vista puramente sportivo. Sono tifoso, questo si, è proprio per questo vorrei tornare a parlare di calcio senza se e senza ma. Senza dubbi sulla regolarità, sui reali valori espressi sul campo e vincere, continuare a vincere, senza scuse. Ecco perchè chiudere tutto e ripartire ad agosto sarebbe stata la scelta migliore. Ma se quanto appena detto ha un senso per i puristi del calcio, riprendere a giocare è invece essenziale. La vita intesa come vita sociale e attività economiche è tornata a scandire gli stessi ritmi di quando si era interrotta. E perché mai questo non dovrebbe avvenire anche per il calcio? Abbiamo vissuto un periodo difficile e la voglia di normalità è molta.

Ma dal mio punto di vista è più una necessità per esorcizzare un pericolo che non sentiamo ancora lontano. Non è paura del covid19. È l’incertezza per il futuro. È l’essere consapevoli che da ora in poi qualsiasi emergenza si paleserà, vera o presunta, potrà comportare nuovi stop, per lo sport ma anche per la vita sociale. E allora si, lo sport deve riprendersi i suoi spazzi. È essenziale. Non è per lo sport in se quindi ma per quello che lo sport e il calcio in particolare, rappresenta per il popolo italiano. Rischiamo di vedere ancora limitate le nostre libertà e se non facessimo nulla per impedire questo, potremmo perdere molto di più. Ci siamo concessi una pausa di un paio di mesi per fronteggiare un’emergenza che non sapevamo come affrontare. Ma questo non deve diventare un precedente per future interruzioni.

La paura non deve essere il nostro limite e non dovrà mai essere motivo per giustificare future limitazioni alle libertà. Riprendere i nostri spazi per cui è fondamentale. Questa motivazione sociale è a mio avviso la motivazione per la quale onorare questo campionato e per il quale deve essere portato a termine. L’impegno dovrà essere all’altezza: è la motivazione stessa che lo richiede. Gli stessi club e i giocatori dovrebbero sentire questa responsabilità. Per una di quelle poche volte, il calcio potrebbe fare molto di più per il sociale che per se stesso. Non si potrà pretendere di vedere tutte partite giocate al massimo, ci saranno partite tattiche al limite della noia, ma lo spettacolo dovrà comunque essere all’altezza, lo deve essere.

La gente deve tornare a sognare e a guardare al futuro con occhi pieni di speranza. Il campionato riprenderà e dovrà arrivare a conclusione. Si dovrà fare di tutto per arrivare all’ultima di campionato e alla finale di Champions e dovremo fare tutti il tifo affinché ciò avvenga. Si festeggerà e si dovrà festeggiare, sarà giusto farlo. Vivremo un estate di calcio e avrà un sapore particolare, speciale. Alla fine qualcuno vincerà e io ne sono certo, festeggerò.


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