Genoa-Juve 2-4: menomale che Dybala c’è!

di Fabio Giambò |

L’incubo dello scorso campionato qui al Marassi, sponda rossoblù, era ancora vivo negli occhi della Juventus, ed anche stavolta il Genoa ha creato parecchi problemi alla squadra bianconera che, però, stavolta è stata capace di ribaltare un match che sembrava ormai incanalato verso il baratro.

Mister Allegri conferma ancora una squadra fatta solamente da “vecchi” calciatori, nessun nuovo acquisto dal 1′, ed allora via con Lichtsteiner a destra e Rugani accanto a Chiellini, per il resto i soliti noti.

I primi dieci minuti sono pazzeschi: un autogol di Pjanic figlio di uno svarione in collaborazione fra Alex Sandro e Chiellini, un rigore concesso con VAR con errore degli assistenti nella valutazione globale (Galabinov era in fuorigioco), e il doppio svantaggio è cosa fatta. La botta è tremenda, la reazione è da fenomeni: con estrema calma, sfruttando un’arma silenziosa come lo spazio concesso a Chiellini e quella più rumorosa che risponde al nome di Paulo Dybala, ed entro fine frazione si raccoglie il pareggio, col piccolo aiuto stavolta del VAR che pesca un mani invisibile normalmente che permette all’ex Palermo di siglare la doppietta allo scadere. Nella ripresa è la calma la virtù bianconera, il vantaggio arriva sulla giocata del tandem Mandzukic-Cuadrado, gli stessi che avevano procurato il rigore del 2-2, stavolta il colombiano si mette in proprio e sigla il tris. Il prezioso contributo del subentrante Matuidi a match in corso permette di gestire al meglio il pallone nella fase finale, e nel recupero Dybala, sfruttando un ottimo contropiede di Mandzukic ed Higuain, trova ancora la via del gol con una conclusione sul primo palo.

Arriva ora la sosta, tempo necessario al mister di registrare quello che ancora c’è da registrare, tempo necessario al mister per inserire i nuovi, tempo necessario alla dirigenza per puntellare come si deve la rosa per sistemare quei problemini di organico ancora evidenti.