Ezequiel Garay per sostituire il problema Benatia

di Luca Momblano |

Medhi Benatia e la Juventus sono ormai distanti anni luce, distanza già piuttosto vertiginosa all’inizio dell’estate scorsa. Trattenere per un anno ancora (e poi per sei mesi ancora) il centrale marocchino veniva però ritenuta una necessità fisiologica in mezzo agli estremi rappresentati da Rugani e Barzagli nella Stagione delle Stagioni della seconda vita bianconera dopo il 2006. Una distanza che ora lo stesso Benatia ha deciso di lacerare definitivamente – con ampie avvisaglie tra una poco ortodossa intervista postpartita e alcune stranezze social – perché c’è il contratto giusto al momento giusto per tornare a sentirsi re come lo è in patria. Momento che fu sfiorato, su scala mondiale, in quell’istante da dentro o fuori al Santiago Bernabeu. Con il finto remake di Portogallo-Marocco nello scorso mondiale di Russia.

Manifesta incompatibilità. Questa è la situazione al cambio di anno solare. Seguita dall’attuale presa di posizione dell’ex Bayern e Roma, antieroe nell’apparente partita scudetto della primavera scorsa contro il Napoli, eroe però di Coppa Italia come capitò di esserlo ad attaccanti come Matri e Morata. Incompatibilità soltanto in parte tecnica (con Bonucci, dopo un anno da titolare, non se l’è nemmeno giocata), ma sempre più di carattere ambientale. Perché Medhi è un uomo particolare, di quelli che rischiano di andare di traverso. E Allegri, la Vecchia Guardia e gli uomini grigi della società notano e segnano tutto.

Però si è a metà di un anno molto delicato, per quanto eccitante. Però Benatia non è proprio un difensore di complemento. Però, forse, non si può catturare un giovane (che quelli buoni costano cari e salati) e fare formazione quando serve esclusivamente picchiare ogni tre giorni contro il muro, fino al Wanda, fino al ritorno, fino a spiaccicare il campionato, e poi chissà cos’altro. Serve, in sostanza, un altro Benatia per poter accontentare Benatia. Magari mettendoci anche qualche segno più sul conto economico che in tanti attendono smaniosamente al varco.

E chi è un altro Benatia? Fabio Paratici ha le idee chiare perché ha anni di costruzione mentale dei calciatori alle spalle. Il nome individuato è quello di Ezequiel Garay, argentino classe 1986 – dunque esperto, con le spalle larghe, alla possibile grande occasione della carriera dopo il prematuro biennio al Real Madrid – che tra le altre cose ha nello stacco aereo e nelle letture acrobatiche il suo punto di forza. Piede discretamente educato, personalità, fisico e non rapido, per chi non lo ricordasse fu tra i migliori in campo nella doppia e amara sfida tra Juventus e Benfica nella semifinale di Europa League 2012 (tutte lui le prese di testa, altro che Luisao).

Garay milita attualmente nel Valencia dove opera l’ex Juve Pablo Longoria, avversario nel girone di Champions League, società con la quale è stata confezionata la magnifica operazione Cancelo e dove Paratici ha sistemato prima Zaza (di passaggio) e poi Neto (un titolarissimo). Il suo contratto è in scadenza 2020, e certo la cosa non rappresenta un problema. Anzi. E’ pure assistito di Jorge Mendes con cui parlammo sia nel 2015 che nel 2017 valutando il profilo del calciatore quando dominava le aeree del campionato russo tra le fila dello Zenit. Individuato e, se la Juve ne ha davvero bisogno, colpito.