Un gallese, un francese e un brasiliano, verso la Champions

di Riceviamo e Pubblichiamo |

La crescita compulsiva ed evidente della Juventus è sotto gli occhi di tutti.

La vittoria di San Siro ha solo certificato, per chi ne avesse bisogno, che il gruppo sta assimilando gradualmente la mentalità ed i principi di gioco del suo allenatore, abbinando alle indiscutibili qualità tecniche della rosa nel suo complesso, una propensione al possesso palla di qualità e al controllo del gioco che dalle parti dello Stadium non si vedevano da un bel po’.

Detto questo, è ora di pensare allo step successivo.

Tornata al posto che le compete in campionato, la Juventus può e deve migliorare ulteriormente per ambire a quella che sarebbe la logica e giusta conclusione del fantastico ciclo iniziato con il primo ed indimenticabile scudetto conquistato dall’innominabile leccese: la Champions League.

Per conquistare la “maledetta”, è indispensabile che il gruppo cresca come tale e nei singoli perché appare evidente che molti interpreti possono e devono dare di più. Il salto di qualità, insomma, passa anche  per il contributo che i vari Ramsey, Rabiot e Douglas Costa daranno da qui in avanti.

Tre “casi” diversi, sia chiaro.

Il gallese ha fatto intravedere ottime cose ma finora ha giocato con il contagocce a causa di problemi fisici. Se integro, l’ex Arsenal potrebbe rappresentare il crack della stagione bianconera: da lui ci aspettiamo un discreto contributo in zona gol, una sponda nella creazione del gioco sulla trequarti e quegli inserimenti killer che lo hanno reso famoso oltremanica.

Il francesino, invece, ha iniziato troppo timidamente, forse penalizzato dalla lunga inattività. Toccherà a Sarri metterlo in condizione di rendere perché, a nostro avviso, un Rabiot sulla sinistra, capace di abbinare piedi buoni e fisico, sarebbe una manna per il centrocampo bianconero. E farebbe contento Sarri che adora i giocatori tecnici.

Il brasiliano, dal canto suo, ha iniziato benissimo la stagione ma è stato frenato dall’infortunio. Sarri e i tifosi contano moltissimo sui suoi irresistibili strappi ma bisognerà capire la sua collocazione: se si gioca con il trequartista, il funambolico brasiliano può rappresentare una variabile fondamentale  a partita in corso. Ma non è da escludere nemmeno un nuovo passaggio al 4-3-3 proprio per far posto dall’inizio alle sue qualità. Problemi di Sarri, insomma.

di Giancarlo De Rosa.