Pullman parcheggiato? Nessun problema, sposta Cristiano

di Sabino Palermo |

cristiano ronaldo

San Cristiano da Funchal
ORA PRO NOBIS!
San Federico da Carrara
ORA PRO NOBIS!
San João da Barreiro
ORA PRO NOBIS!

Lo sentite anche voi il profumo di incenso nelle vostre case? No, perché avevo chiamato un amico prete per benedire il mio televisore, e m’è rimasto questo odore per tutta la sala.

Recitiamo come un Vangelo questi tre nomi: ci avete salvato l’anima (e il culo, si può dire?). La sofferenza non è mai infinita quando gioca la Juventus contro l’ultima in classifica. Si mettono in modalità “partita della vita” e dall’altra parte, invece, sembra che stiano facendo una scampagnata sul Naviglio Pavese.

Alla fine la decidono questi SANTI UOMINI, tra l’altro uno molto devoto a quel Signore lassù. Nella ripresa, anzi negli ultimi 10’ di gioco, vinciamo una gara davvero stregata. Grazie alla zampata di CR7 (era regolare eh, nemmeno il VAR ferma le accuse degli anti-juventini) e alla stoccata in contropiede di FB33. Il Diavolo di Valencia e l’Acqua Santa di questo inizio di stagione. Una meraviglia per i miei occhi.

Ma partiamo dall’inizio…

Sabi? Sei sveglio? Diamine sono le 9:20 e ti sei addormentato con la faccia sull’IPad. Sabi? Ma non stavi guardando la Juve?

Questa è la tipica scena dell’uomo convivente, casalingo e juventino di questa sera. Il primo tempo più brutto della storia del calcio si è concluso ed io, me ne prendo la responsabilità, sono con il muso schiacciato su SkyGo e con la bava precisa sul microfono che sta intervistando Molinaro a fine primo tempo.

Colui che viene definito dal web “la sposa di Allegri” (per i detrattori) oppure “il guerriero croato” (per chi?) ha disegnato una parabola ascendente in questo inizio di stagione che lo sta portando dal disprezzo a fine match all’odio profondo alla comunicazione delle formazioni. Caro Mario, ma che ne dici di un periodo di riposo?

Si dice che Guardiola non potesse tenerlo fuori per “problemi di spogliatoio”, ma ora con Cristiano Ronaldo non si può metterlo un attimo a ridipingere la Continassa? Per poco eh, tempo che si asciughi la vernice.

Non è da meno il Fenomeno portoghese: passa la metà campo, solito dribbling e palla sbilenca verso Sportiello. Al “tiro al piccione” di Aosta (con la collaborazione di Cracco, che si sa, se ne intende) sarebbe ingiocabile. Purtroppo, però, siamo allo Stirpe di Frosinone e questi hanno messo un pullman di anziani pronti per il pellegrinaggio a Lourdes pur di non farci segnare.

Ragazzo mio, datti ‘na calmata. Anche sulle punizioni: ci stanno Dybala e Pjanic, falli contenti ‘sti pischelli. Mi fai davvero uscire fuori dai gangheri. Va bene Messi ha già segnato, ma “halma!” ti grida anche Max in panchina.

Primo tempo che si chiude – oltre che con la mia interminabile sonnolenza – anche con una Juve spenta, insofferente e noi decisamente fuori di senno. Da segnalare solo un salvataggio sulla linea (si, va beh, classico contro CR7) e le smadonnate di noi telespettatori davanti a tutto ciò.

La ripresa, invece, si riapre con false speranze. Ma dopo l’ennesimo cross di Cuadrado e le finte-controfinte-rientrosuldestro-perdopalla di Alex Sandro, capisco che sarà una lunghissima serata. La Juventus è davvero imbrigliata da 11 giocatori, tutti davanti a Sportiello (oh, ma proprio davanti eh, cioè non ci vede questo poveruomo). Non si passa, mai.

Poi di fila entrano Bernardeschi (per Bentancur che, tanto acclamato, finisce dietro la lavagna dei bocciati) e Cancelo. Si torna a giocare a calcio. Assedio all’arma bianca, diventiamo una squadra e non ci tengono più. Cioè, ora Federico e João fanno i “Douglas Costa” della situazione: e lo fanno da Dio.

Berna è imprendibile, dribbla tutti e ha una grinta da insegnare a tutti gli altri 10 in campo. No, Szczesny non tu, torna a dormire tranquillo. Il prodotto del settore giovanile dell’Inter (no, forse non era così) comincia a mettere un paio di cross interessanti e ad arare completamente la fascia destra. Ora il Frosinone è alle corde, un po’ come al primo minuto di gioco, ma ora il gol è caldo.

Esulta lui, l’uomo della ripresa, che però è a casa che suda come un matto davanti alla televisione. Ha segnato per noi il NUMERO SETTE, CRISTIANO RONALDO. Sinistro sporco, all’angolino, imparabile per Sportiello: la Juve è finalmente in vantaggio contro l’ultima in classifica.

Diamine datemi dei fazzoletti, questi 56 gradi non li sopporto in casa. Ho cominciato a respirare in questo momento: apnea continua alla ricerca di un gol che sembrava scontato sin dal sorteggio dei calendari di Serie A.

E poi lui, a chiudere il cerchio di una perfezione finalmente arrivata. Bernardeschi chiude con il suo classico movimento, finta e mancino ad incrociare, una partita sontuosa da parte sua. Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette, quest’anno giocherà con la maglia numero…. Oh, no, quella è già presa: sapete per caso da chi?

I bianconeri vincono, ci fanno soffrire da matti, ma alla fine rimangono imbattuti e vincenti da oltre un mese. Un inizio di stagione perfetto, complice il calendario, per gli uomini di Allegri. Ora con quei tre, però, viene il bello: chi li toglie più dal campo con quest’intesa?

Postilla finale: ma quanti Chiellini c’erano in campo? Nel vero senso della parola.