Fratelli d’Italia, quest’anno più che mai

di Guido Tolomei |

“Italians, what’s wrong with you?!”

Inizia così la pubblicità di un noto liquore nostrano, già, gli Italiani e il loro singolarissimo modo di essere e di porsi. l’ Italia, terra di poeti, santi e navigatori…ma anche di propri interessi, campanilismo al limite del feudalesimo e tanta, tantissima voglia di stupire. Sempre, per forza. Il bisogno viscerale di essere slegati e controversi, quasi per espiare il peccato originale di appartenere al Paese più bello del mondo. Del resto, si sa, non si può avere tutto, quindi chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti. Col calcio poi arriviamo all’autolesionismo puro, una storia e una tradizione che ci posiziona di diritto tra le sfere celesti del gioco…ma tanti di noi preferiscono fare spallucce o, peggio ancora, tifare contro. Tifare contro il proprio Paese. Premetto, fatico a capire chi odia la propria città, avrete comprensione delle mie modeste capacità d’apprendimento quando dico che, pur sforzandomi, non riesco a comprendere come si faccia a tifare contro la propria bandiera in una competizione internazionale…dal pallone al polo su prato passando per i mondiali di scopone scientifico.

Lungi da me peccare di spocchia, ma mi permetto di farvi riflettere, o provarci almeno. Ci riempiamo spesso la bocca – e i wall dei nostri social – su come questo non sia solo un gioco (e badate bene, non lo è affatto!!), dopo un 2020 che ci ha visti additati come “sempre i soliti”, come quelli di “vedi loro, fai diverso”, come appestati, come culla di una pandemia che ci ha messi in ginocchio e che ci ha semplicemente colpiti per primi, dando agli altri modo di provare ad organizzarsi. Dopo aver visto rifiutarci aiuti e comprensione. Chi semina vento raccoglie tempesta, vero, ma alle volte ho captato una soddisfazione quasi sadica. Ora, lo sport aggrega e non voglio certo aizzare nessuno contro nessuno, né regolare conti ben più importanti su un campo da calcio…ma su quel rettangolo verde, noi Italiani, possiamo toglierci delle belle soddisfazioni e non dobbiamo farcela spiegare da nessuno. Insomma, non facciamo dell’ipocrisia spiccia, chi è che non va fuori dal campo con la mente durante un Italia – Germania? Su. E Italia – Francia? Non ditemi che è solo perché fanno le pernacchie tra una parola e un’ altra…!

Tutto il mondo riesce a mettere nel cassetto le proprie maglie di club, le proprie faide di quartiere, le rivalità infinite tra spalti e pub che divisi da pochi km sulla cartina sono poi due galassie diverse se si parla di sport e di cultura. Perché noi no? Credo sia arrivato il momento di mettere da parte tutto, quest’anno più che mai. Credo che sia arrivato il momento che “Fratelli d’ Italia” smetta di essere solo il nome di un film (kolossal!!) della nostra cinematografia, ma un modo di essere. Almeno per un mese, almeno quando siamo contro tutti. Prendiamo ingiustizie, insoddisfazioni, vecchi rancori, l’odio per quello lì o quello là e mettiamoli via un attimo. Ho 33 anni di stadio, e mezzo globo girato con qualsiasi mezzo per seguire la mia squadra, giuro, non vi rende meno tifosi né vi farà cascare la corona. Per una volta, facciamo scudo, mettiamoci spalla a spalla tutti insieme, vedrete facce nuove ma vi assicuro che sarà bello! Sono come voi, hanno cantato po-po-po-po-po-po-poooo nel 06 come voi, hanno sofferto nel 16 e imprecato nel 18 proprio come voi.

Se ci riusciremo, comunque vada sarà un successo, perché OLTRE A TUTTO!

“C’è più gusto ad essere Italiani”


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