Francia-Svizzera e l'elettrico Pogba

di Juventibus |

di Raffaello Scolamacchia

Per l’ultima del girone, a qualificazione agli ottavi oramai acquisita, Deschamps torna al 433, mantenendo la stessa difesa ma cambiando centrocampo e attacco. Pogba prende posto nell’undici iniziale a sinistra del terzetto centrale, così come è abituato a fare nella Juventus. In mezzo c’è Cabaye (che non veniva schierato titolare in nazionale dal novembre 2015) e a destra Moussa Sissoko. Il tridente è anch’esso “sperimentale”: Gignac centrale con Griezmann e Coman ai lati.
Dall’altra parte, in una Svizzera schierata con un 4231, l’osservato speciale è Stephan Lichtsteiner, dato per possibile partente da Torino dopo cinque stagioni di onorato servizio.
La Francia parte forte, trascinata da un Pogba elettrico che prende prima la mira con un destro a giro e, alla metà del secondo tempo, sfodera in corsa un sinistro al fulmicotone da trenta metri che scheggia l’incrocio alla destra di Sommer. Il nostro Polpo sdradica palloni, riparte e apre il gioco come nelle sue partite migliori con la Juve. Ad un certo punto lo si vede letteralmente scalare il malcapitato Embolo per ricadere quasi a testa in giù… e palla al piede. E’ talmente straripante che Coman gli lascia la fascia sinistra per passare dall’altra parte, anche perché sul lato destro della difesa svizzera c’è un Lichtsteiner che ha gamba e voglia di lasciare il segno. E quasi ce la fa, quando Evra (e chi se no?) lo dimentica, lasciandogli un’autostrada davanti con la difesa francese che deve fare i miracoli per evitare il pericolo.
Tutta l’effervescenza francese del primo tempo cessa, quasi di colpo, al rientro dagli spogliatoi. La Svizzera appare più ordinata, dopo aver ridotto le distanze tra i reparti, e al tempo stesso la Francia sembra quasi che tiri i remi in barca, aspettando che magari, anche questa sera, qualcuno tiri il coniglio dal cilindro in zona Cesarini.
Pogba si vede meno, se si esclude il numero che fa quando, solo contro quattro avversari, riesce a passare all’accorrente Griezmann che, dal limite dell’area, controlla e calcia forte ma centrale verso la porta di Sommer. Poi, con l’ingresso di Matuidi, deve lasciare la sua zona di pertinenza per accentrarsi e arretrare a “fare legna”.
Resta giusto il tempo per ammirare la cavalcata in contropiede di Sissoko che, superati di slancio due avversari, centra per l’accorrente Payet (che ha preso il posto di Coman al 20’ del secondo tempo), che impatta mirabilmente con l’interno destro e centra la parte bassa della traversa. Questa di Lilla non è serata per i miracoli, nemmeno per quelli di Payet.
La Francia può essere contenta del primo posto nel suo girone, ma deve forse ringraziare l’arbitraggio troppo casalingo dello sloveno Skomina per aver evitato problemi contro una Svizzera volitiva. Le resta una settimana per guardarsi allo specchio e capire cos’è che serve ancora per arrivare in fondo a quest’europeo.