Slegata e fragile: i numeri della Juve col Sassuolo

di Mauro Bortone |

juve finale

Una Juve slegata, incostante e fragile quella uscita con un punto da Sassuolo: le cause possono essere molteplici ma i numeri, anche se non dicono tutto, raccontano molto, tipo che la squadra ha perso il suo naturale cannibalismo.

Trentacinque: le reti incassate in 33 partite che tolgono alla Juve il trono della miglior difesa. 22 le gare in cui ha subito almeno un gol.

Venticinque: i minuti serviti per incassare tre gol. Sedici: i tiri subiti per mano del Sassuolo in una singola frazione di gioco. Non accadeva dal 2004-05.

Due: i punti in tre gare. Non accadeva dal 12 maggio scorso con Max Allegri ai titoli di coda sulla panchina bianconera e l’ottavo scudetto di fila appena conquistato: 1-1 con Inter e Torino e sconfitta 2-0 con la Roma. La striscia proseguirà con Atalanta (1-1) e sconfitta con la Sampdoria (2-0). Due i gol di Danilo in campionato: è il secondo giocatore nel campionato odierno a festeggiare con la rete il compleanno (dopo Ramirez della Sampdoria).

Sette è il numero ricorrente. Le parate di Szczesny nella sfida col Sassuolo: non accadeva in un singolo match dal marzo 2014 a Buffon contro il Milan; i tiri totali della Juve nella porta dei neroverdi; e ancora come i gol di Higuain in questo campionato (10 in stagione con 8 assist) e quelli personali al Sassuolo (in sei sfide). Come le rimonte subite nell’anno (Napoli, Lazio, Verona, Milan, doppia gara col Sassuolo e Atletico Madrid), sintomo di una squadra con “recidiva”. Come i gol totali dei centrocampisti (3 Pjanic, 3 Ramsey, 1 Rabiot), nove se si considera anche Cuadrado: un reparto che aiuta e finalizza poco nell’area avversaria.

Settanta: i gol segnati, a dimostrazione che qualcosa funziona.

Sessantacinque: le reti in bianconero del Pipita che raggiunge Nedved al 21esimo posto della classifica marcatori di tutti i tempi. A secco invece Ronaldo.

Quarantadue: la percentuale di possesso palla dei bianconeri a Reggio Emilia.

Diciassette: i gol di Caputo in un anno di Sassuolo, quasi il doppio di quelli di Bernardeschi in tre anni di Juve e senza reti da 48 partite in serie A.

Undici: i gol di Alex Sandro in bianconero, in rete dopo 28 partite (l’ultima volta, alla 33esima del 2018-19 con la Fiorentina).

Nove: i gol incassati in appena tre gare (undici, calcolando le ultime cinque). Non accadeva dal febbraio 1962 (58 anni fa) una Juve così vulnerabile: all’epoca due gol incassati dall’Inter, 3 dal Bologna, 4 dal Milan con due sconfitte e un pareggio. Sono anche i punti che mancano allo scudetto da racimolare in cinque gare.

Tre: i match point già a vuoto. Con la speranza che non ce ne sia un quarto.