Fotostoria Juventus-Lazio

di Juventibus |

di Irene Bontà

foto di Valentina Gaglio

Vuoi non prendere un giorno di ferie per andare a vedere Juve Lazio? Ma certo.. e allora andiamo!
Arriviamo allo stadio. Solita trafila dei controlli, dove ci sequestrano la pericolosissima Amuchina liquida per disinfettarsi le mani. Nonostante l’imprevisto la testa va alla partita e ai tre punti fondamentali da conquistare.
Dentro allo stadio tutto è pronto. Paratici, Nedved e Agnelli come di consueto parlano a bordo campo del mercato che è alle porte.

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La tensione si taglia a fette, con la partita di stasera ci assicuriamo lo scudetto al 99%. E’ fondamentale vincere e far sentire la nostra vicinanza alla squadra. Alla Lazio dovranno tremare le gambe, soprattutto perché i tifosi ospiti sono assenti per squalifica questa sera e lo spicchio vuoto li renderà ancora più vulnerabili.

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Ultima rizzollatura del campo e risuona l’inno. Entrano i ragazzi, più concentrati che mai.

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La Lazio, guidata dal nuovo condottiero Simone Inzaghi, prova a fare la partita, ma capisce subito che è serataccia.

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Prime parate del solito Marchetti, primi errori clamorosi dei nostri sotto porta.

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Inzaghi urla e si sgola, ma la Juve è un muro invalicabile. Non è facile lottare contro una difesa imperforabile ed un Gigi Buffon che ha un’apertura alare maggiore dell’aquila Olimpia.

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Ed infatti, dopo aver scherzato per quasi tutto il primo tempo, Super Mario lancia via la maschera, decide che è il momento di sfondare la rete e con il suo piedone la mette dietro ad un incolpevole Marchetti.

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Bello che sei Marione! Grandi ragazzi! La partita si mette subito sul binario giusto. L’unico, come al solito, che rimane glaciale e imperterrito è Acciughina che continua a dire “occhio” ai suoi. Non vuole cali, le vuole vincere tutte, è fatto così.

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Si va al riposo abbastanza soddisfatti ed al rientro tutti sono decisi a chiudere la partita. La difesa confabula, Gigi si scalda un po’, giusto per giustificare la doccia e il lavaggio del completino. Si era pure messo i guanti nuovi stasera il buon Gigi, ma manco glieli hanno fatti sporcare..

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Ricominciata la partita, ci pensa tale Patric (Patrizio per gli amici), a farsi mandare sotto la doccia con un certo anticipo. Lo sanno tutti che le docce del moderno Stadium sono molto confortevoli e all’avanguardia: luci soffuse che cambiano tonalità, diversi tipi di getto, sali da bagno a disposizione in comodi cassettini, possibilità di ascoltare musica e di cantare con morbide spugne a forma di microfono, ecc. A chi non verrebbe la voglia di uscire dal campo?

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La Lazio in 10, con il pensiero già al bagnetto rigenerante del dopo gara, si addormenta su un calcio d’angolo ed il direttore di gara, ricordando ai biancocelesti che le maglie potranno scambiarsele a partita finita, decreta il calcio di rigore.

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Pogba gli indica il dischetto e lui obbedisce agli ordini di sua maestà tentacolare.

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Va sulla palla il piccolo Dybi che si mangia in un sol boccone Marchetti e l’over 1.5.

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Tutti festeggiano e lo coccolano, poi arriva il polpo e decide di fare la fusione di Dragon Ball con Paulino. Per fortuna che si sono ben sincronizzati! C’è mancato poco che la fusione riuscisse male e che ne venisse fuori un Majin Bu o un Cassano qualsiasi. #fiuuuuuuuu

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Ed invece la fusione riesce e nasce un giocatore ancora più forte, capace di mettere a ferro e fuoco la burrosa difesa della Lazio, che ormai, sciolta come le meduse al sole d’estate, si fa buggerare dal trio delle meraviglie, Mario, Sami ed il piccolo Dybi che insacca il 3-0 dopo un’azione monumentale.

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Durante gli ennesimi festaggiamenti, un timido Hernanes chiede a Dybala di provare la fusione anche con lui. Pogba lo manda via spaventato delle conseguenze e si abbraccia il suo amicone. Che coppia ragazzi! Così giovani e già così devastanti! Vederli dal vivo vale sempre il prezzo del biglietto!

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Cuadrado si sbraca in panchina, ormai la partita è in ghiaccio. Non c’è più tempo.

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Siamo ai saluti finali, Marchetti spiritato ed ancora sotto trauma per la pesca di beneficienza subita in 90 minuti, rimane folgorato alla vista di Gigi. Neanche lui si era accorto che fosse in porta. San Gigi lo tocca per dimostrargli che non è un fantasma e che domani potrà raccontare ai suoi figli di aver visto un supereroe vestito di verde.

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Non ci resta che esultare, consapevoli del fatto che ormai lo scudetto è cosa praticamente fatta, una formalità.

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Nonostante ci attendano 4 ore di macchina con conseguenti 4 ore di sonno il giorno dopo, la gita ne è valsa come sempre la pena. Il saluto sotto la sud ci rimarrà negli occhi e tornerà alla mente nei più bei sogni di tutti gli juventini, tanto quanto negli incubi di chi da 5 anni si è logorato qualsiasi cellula del corpo. E comunque… grazie a tutti per aver partecipato anche quest’anno! Adesso testa a Firenze, c’è da mandare di traverso la fiorentina a un’intera città…

Trovate una fotogallery più completa qui http://valentinagaglio.altervista.org/gallery/juventus-lazio-2042016/