La forza della Juve senza le star De Ligt e Cristiano Ronaldo

di Roberto Nizzotti |

In questo periodo post pausa delle nazionali la Juventus si ritrova a dover sopperire all’assenza di Cristiano Ronaldo risultato positivo al Covid durante la permanenza con la nazionale portoghese, assenza che si aggiunge a quella di De Ligt.

Due elementi cardini che mancano ma che non fanno crollare la struttura bianconera costruita per poter sopperire a queste deficienze.

La rosa, anche se da molti criticata, è composta da giocatori di alto spessore con caratteristiche differenti ma complementari che consentono a Mr Pirlo di armare sempre una squadra competitiva, di spessore, con il lusso di poter, in certe gare, schierare dei giovani senza il rischio di metterli alla gogna mediatica, questo perché l’impronta tattica è ben definita e lo spartito è chiaro a tutti, aiutando l’inserimento dei giovani e dei nuovi.

Parlando nello specifico di De Ligt e CR7 si può dire che l’assenza dell’asso olandese, che racchiude in se leadership, fisicità , tecnica e lettura del gioco, può essere sopportata grazie ad elementi di esperienza come Bonucci e Chiellini, con un elemento in rampa di lancio come Demiral pronto e voglioso di prendersi un ruolo da titolare, profili che racchiudono in sé le caratteristiche di De Ligt e che consentono all’allenatore di poter armare una linea difensiva di alto livello.

In attacco la mancanza del miglior giocatore al mondo, seppur per poco tempo, è sicuramente una problematica importante considerando anche le non perfette condizioni di Paulo Dybala, l’altro elemento di spicco della delantera bianconera.

Sostituire Cristiano Ronaldo non è una frase che abbia un senso in quanto sostituirlo è impossibile ma, detto ciò, non vuol dire che non esistano in rosa le soluzioni per ovviare alla sua assenza.

Avere il fenomeno di Madeira in campo significa, statistiche alla mano, partire già con un goal di vantaggio oltre ad avere un elemento che calamita l’attenzione di più avversari e che va, tanto, al tiro, aspetti che possono essere sopperito grazie alla presenza in rosa di profili giovani e di qualità come Kulusevski e Chiesa (assist all’esordio, e un’espulsione), di un elemento come Cuadrado che può ricoprire praticamente tutti i ruoli sulla trequarti, e di una punta come Alvaro Morata che può dire la sua sia in accoppiata con CR7 che svolgendo il ruolo di primo attore, tutti giocatori che consentono all’allenatore di poter individuare più soluzioni, tutte importanti.

Lo spagnolo ha un gioco che lo rende pericoloso soprattutto in campo aperto, ma è anche in grado di giocare per la squadra, di scendere per difendere palla e giocare di sponda, permettendo agli esterni o interni di centrocampo di attaccare gli spazi, ruolo svolto egregiamente contro il Crotone dove ha segnato il primo goal della sua nuova avventura juventina e, per 10 maledetti centimetri, non ha messo a segno una doppietta che sarebbe valsa, molto probabilmente, la vittoria.

La gara pareggiata contro la squadra di Stroppa, pur con molti aspetti migliorabili (siamo un cantiere aperto e non abbiamo fatto la preparazione, non dimentichiamolo), è stata una conferma di quanto detto e, al netto della preparazione assente e del periodo di inserimento necessario dei nuovi, conferma a mio avviso la bontà della rosa costruita dalla Juve.

Al di la delle soluzioni tecniche e tattiche che la Juve ha per superare queste due eccellenti assenze, l’arma migliore è seduta in panchina e si chiama Andrea Pirlo.

Il calcio che il Maestro ha in mente, e che si è potuto osservare contro la Sampdoria e meno contro la Roma e Crotone, è un calcio fluido che permetta alla squadra di giocare ed esprimersi al massimo al di là delle qualità dei singoli giocatori, sicuramente importanti.

Le prime gare potrebbero far storcere il naso, creare preoccupazioni ma i miracoli, ricordiamolo, li faceva solo chi è stato poi crocifisso.

A Pirlo e ai ragazzi serve necessariamente del tempo per poter lavorare insieme e con continuità così da trasmettere sul campo le idee che, cosa importante, tutti condividono.

Avere una squadra in grado di adattarsi alle varie situazioni di gioco, fluida nell’applicare i concetti, consapevole e convinta della proposta che sta portando avanti è sicuramente il valore aggiunto e rappresenta una sicurezza importante al quale aggrapparsi in questi momenti di difficoltà, il punto di forza di questo nuovo ciclo della Juve targato Andrea Pirlo


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