La forza di Matuidi

di Jacopo Azzolini |

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Appena 3 giorni dopo il tiro al bersaglio contro una delle formazioni più passive d’Europa (il Frosinone), la Juve ha dovuto giocare contro un avversario  molto simile, caratterizzato da un baricentro basso e da una fase di risalita a dir poco primordiale. Tuttavia, nonostante il dislivello, era un test interessante soprattutto per avere più indicazioni sull’intesa tra Dybala e Ronaldo, tandem del (teorico) 352 con cui la Juventus è scesa in campo.

Certo, i due attaccanti hanno mostrato un’intesa tutto sommato buona, con discrete combinazioni sia nel corto che nel lungo. Hanno però sovente agito – l’argentino soprattutto – piuttosto lontani dal centro dell’attacco, con Dybala che si defilava a destra e Cr7 a sinistra. Quindi, per evitare che l’area fosse svuotata, sono stati determinanti gli inserimenti delle mezzali.

Se Bentancur ha agito tendenzialmente abbastanza vicino a Pjanic, Matuidi si è rivelato una sorta di attaccante aggiunto, puntando la porta con cattiveria ed efficacia. Rispetto alle primissime uscite, la Juve ha cercato di risalire palla a terra con un palleggio più efficiente tra le linee, tuttavia quando ha avuto l’occasione ha provato ad attaccare utilizzando il lancio lungo (Bonucci ti consente queste soluzioni) per sfruttare le qualità offensive del francese nell’inserimento. Il primo gol, non a caso, è proprio avvenuto in questo modo.

Insomma, se si vuole parlare di moduli si è visto una sorta di 3421, con Benta e Pjanic in mezzo e Matuidi sottopunta. Il centrocampista uruguagio non è però stato troppo compassato, con Allegri che gli ha chiesto di buttarsi dentro come con il Frosinone. Per la verità, i suoi movimenti da mezzala non sono sempre ottimali, in futuro sarebbe curioso vederlo invertito con Pjanic: ossia, Bentancur più bloccato e il bosniaco maggiormente propenso ad agire nella zona di rifinitura. Interessante anche Cancelo schierato a sinistra, spesso ben servito da Dybala con cambi di gioco che lo hanno isolato sul lato debole.

Nella ripresa, la Juve è stata meno straripante dal punto di vista fisico, ha anzi preferito fare un palleggio conservativo e attaccare in modo più “ragionato”, senza però più riuscire a rendersi pericolosa come nel primo tempo.

Al netto dei grossi limiti del Bologna, questi anni ci insegnano che non è scontato vedere una Juventus così incisiva anche quando attacca costantemente in spazi stretti. Se si vuole essere maliziosi, è un caso che si sia vista una manovra più fluida negli ultimi metri proprio nella gara in cui Mandzukic non ha giocato? Di certo, c’è ottimismo per un Dybala tornato finalmente sui suoi livelli, e che oltretutto è sembrato molto sicuro nelle giocate.

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