-14 e la formazione anti-Atletico è nell’aria

di Luca Momblano |

Meno quattordici. Due settimane. Sarà di martedì. Che giorno inutile il martedì. Seriamente, ve lo immaginate un ribaltone di martedì? Cosa è mai successo nella mia vita di martedì? Già il giovedì è diverso per me, perché ci sono nato. Poi il giovedì, quando non sono a Milano, faccio il Top Match in tv. L’analisi, o meglio la rianalisi, la psicanalisi delle partite della Juventus. Il movimento, il sovraccarico, la ricezione, la zona di rifinitura… sono sovrappensieri, ma anche il momento in cui trovare spiegazioni a fatti calcistici già accaduti. Qui sul web è tutta un’altra cosa, i proclami restano, te li rinfacciano. Su internet e sui social le persone hanno una memoria che sarebbero mariti, mogli, segretari perfetti. Sovrumani che fanno sentire quanto tu sia umano. Chissà se capita anche a Massimiliano Allegri, o ai calciatori, chissà con quanti profili fantasma ci seguono, ci leggono, se la ridono salvo poi voler spaccare il cellulare.

Ne basterebbe uno, uno tra loro, che soltanto a leggere la formazione che fareste per sentire il profumo dell’impresa senza precedenti (un ritorno con tre gol di scarto in rimonta mai, una finale europea con tre gol di scarto mai, i rigori per andare avanti mai, mentre ai supplementari lego ricordi di ogni genere dai più maledetti ai più esplosivi) sono certo direbbe la sua. Perché ognuno ce l’ha lì, con gli inamovibili e con la mossa fantasma, chi per Spinazzola e chi per Emre Can. Perché Bologna – comunque fosse andata – avrebbe consentito a tutti di voltare pagina, senza più troppi mugugni per Madrid, ma con in testa soltanto l’Atletico. E’ forse l’unico degli aspetti che mette sullo stesso livello giocatori e tifosi in situazioni come questa.

Chi incorpora il calcio dentro i bioritmi della propria vita non può non crederci. E’ uno scatto in avanti istintivo. Vale anche per chi sbraita. “Troppo amore, troppa passione” si è scusato via sms Enzo da casa che è intervenuto in diretta. E’ la Juve, diamine. Poi ognuno ha il suo carattere. Ognuno ce l’ha lì, la sua formazione. Quella che la fortuna è un dettaglio in più, ma è evidente che ce la si possa fare soltanto così. Anche Allegri che fa tanto il grillo ce la deve avere. Io ho Szczesny, tu hai Szczesny, egli ha Szczesny. Anzi neppure più ricordiamo di avere un portiere. E magari ci si inginocchierà ringraziando proprio lui. Tra quattordici giorni – qualcosa come trecento e qualcosa ore – guarda caso la durata del corso di abilitazione per estetisti. Per prima cosa, in questo nuovo giorno di riposo per la squadra, facciamoci belli. Tanto Cristiano Ronaldo in campo ce lo mettiamo.