La forma dell'acqua

di Juventibus |

di Emilio “Triglione” Carli

Il giorno che Conte salutò tutti lasciando il ritiro ero davvero amareggiato: trovavo davvero ridicolo separarsi in un momento di crescita evidente di squadra e società; inoltre confesso che mi seccava davvero perdere Iturbe e non ero ottimista della prospettiva di affidare la squadra ad Allegri. Già quella notte, appena lessi la notizia di un possibile ballottaggio con Mancini, iniziai ad apprezzare Max.

Massimiliano Allegri non è un disegnatore di schemi come Conte, né un motivatore e innovatore come Lippi, né un uomo di infinita esperienza come Trapattoni o Capello, ma è per me l’uomo migliore possibile nella posizione di allenatore della Juventus attuale.

E’ aziendalista: non solo nel senso di accettare il mercato senza polemiche, ma soprattutto nella ricerca di sfruttare e migliorare tutte le risorse della rosa, senza voltare le spalle a nessuno, compresi i giocatori meno adatti al suo progetto.

E’ comunicatore: da buon toscano non ricerca mai un termine forbito di cui non ha il completo controllo; è capace di fare una frizzante conferenza stampa di un’ora parlando del nulla, divertendo e assecondando i giornalisti e senza farsi mai nemici. Quando poi deve dire una cosa importante, la sottolinea.

E’ consapevole dei suoi limiti: sa di essere bravo, ma anche di fare spesso errori; chi è preparato all’eventualità di sbagliare non ricerca poi strade tortuose per rimettersi in carreggiata, quindi si prende dei vantaggi sui colleghi più integralisti.

E’uomo di mondo: sa di essere fortunato e invidiato, pertanto apprezza quello che gli arriva dalla vita e dalla carriera senza né gli eccessi né i vittimismi di molti suoi colleghi. Mi piace molto pensare che se avessi le sue conoscenze e il suo lavoro, me la godrei davvero come lui e questo aspetto è quello per cui mi fa più simpatia.

E’ molto complementare agli avversari: sia nelle gare secche che nei campionati la squadra di Max si adatta alle situazioni, magari con piccolissimi accorgimenti tattici. La Juventus di Allegri non ha quella fisionomia netta e prevedibile delle squadre con cui spesso si confronta, ma come l’acqua (cit. Camilleri) “piglia la forma che le viene data”.

Come detto in precedenza, anche Allegri fa i suoi errori: non so se a fine anno avremo vinto due una o nessuna delle due competizioni rimaste e che ci vedono leggermente favoriti. Sono convinto però che comunque vada, dirà le cose giuste a tifosi ed avversari alla fine delle competizioni e quelle più utili ai giocatori al momento di iniziare la prossima stagione.

Triglione