Focus: le statistiche di Leonardo, libero e pittore

di Alex Campanelli |

Il suo omonimo dipingeva su tela e inventava mirabolanti marchingegni ai tempi del Rinascimento, lui preferisce pennellare traiettorie celestiali (anzi, azzurre) col suo destro telecomandato, facendo le veci di un altro grande artista che da qualche tempo non veste più la maglia della Nazionale. Coi suoi lanci panoramici, i cambi di gioco millimetrici e l’assist illegale per Giaccherini, Leonardo Bonucci è stato il leader indiscusso della squadra di Conte contro il Belgio, senza lesinare interventi salvifici in difesa nei lunghi momenti di sofferenza. Andiamo ad analizzare la sua partita nel dettaglio.

Partiamo proprio dalla fase difensiva: a restare negli occhi è sicuramente il lancio che ha permesso a Giak di sbloccare il risultato, ma analizzando le statistiche della gara scopriamo quanto Leo sia stato fondamentale anche in fase di non possesso. Bonucci è stato il migliore in campo per palloni respinti (7) e il secondo per intercetti (4, dietro a Vermaelen), con un solo fallo fatto, peraltro ben speso, che gli è costato l’ammonizione. Meno preciso e anche meno sollecitato nell’uno contro uno, con un duello vinto su 3 e un tackle su 2 andato a buon fine, Bonni ha giocato da vero e proprio libero, coprendo le (poche) falle lasciate dagli azzurri e raddoppiando ove era necessario.

Ancor più interessante è l’analisi della sua gara in fase di possesso palla, soprattutto se paragonata alle partite giocate da Bonucci con la Juventus. La differenza sostanziale è una sola, decisamente ovvia: il Belgio ha tenuto in mano il pallino del gioco per lunghi tratti di gara e ha impedito all’Italia di costruire con continuità la propria manovra partendo dal basso. In questo spaccato statistico notiamo bene come il numero 19 azzurro abbia avuto la possibilità di giocare molti meno palloni rispetto alle gare con la Juve, squadra abituata a tener palla e scambiare in posizione bassa. Ad influenzare queste statistiche concorrono anche la qualità media della squadra azzurra, decisamente inferiore a quella bianconera, e lo stile di gioco voluto da Conte, meno speculativo di quello di Allegri.

bonucci vs belgio

Tutto ciò non ha comunque impedito a Leo di incidere pesantemente sulla manovra azzurra; secondo tra gli italiani per passaggi riusciti (27 come De Rossi e Chiellini, il migliore è Barzagli con 40), è significativo constatare come ìil centrale abbia indirizzato all’indietro appena il 3% degli appoggi, ovvero solamente uno su tutti i passaggi tentati! Con De Rossi dedito più alla rottura che alla costruzione è Bonucci la vera fonte di gioco dell’Italia, anche se non viene ancora cercato quanto dovrebbe (complice il pressing belga), come testimonia il sesto posto tra gli azzurri per passaggi totali. La partita con la Svezia verrà sicuramente impostata in un altro modo, e lì potremo vedere come girerà un’Italia che avrà la possibilità di affidarsi di più al suo regista arretrato.

bonucci pass belgio