Focus Bayern: Kimmich, pregi e difetti del piccolo Mascherano

di Alex Campanelli |

I più accaniti sostenitori di Guardiola affermano che, se potesse, il tecnico catalano schiererebbe una squadra di soli centrocampisti, o comunque di giocatori estremamente tecnici che fanno della proprietà di palleggio la loro caratteristica principale. In principio fu Mascherano, inventato centrale difensivo da Pep dopo una vita da mediano davanti alla difesa; la critica fu spietata, inizialmente a ragione, ma ora il Jefecito è un cardine imprescindibile della retroguardia blaugrana. Allo stesso modo, per far fronte alle incredibili defezioni in serie di praticamente tutti i centrali difensivi in rosa, Guardiola ha riflettuto sulla possibilità di spostare Xabi Alonso al centro della difesa. L’ipotesi è stata velocemente accantonata, almeno finché il Bayern si schiererà con la retroguardia a 3: al posto del basco verrà arretrato il centrocampista ventunenne Joshua Kimmich, già sperimentato da Pep come difensore nelle ultime 4 gare.

Cresciuto nelle giovanili dello Stoccarda e svezzato dai “nuovi ricchi” del red Bull Lipsia, due promozioni tra il 2013 e il 2015, il ragazzo è arrivato a Monaco in estate per 7 milioni di euro con le stimmate del ragazzo prodigio. Impiegato col contagocce da Guardiola nella prima parte di stagione, comunque sempre a centrocampo, Kimmich ha trovato continuità nelle ultime giornate ripercorrendo le orme del già citato Mascherano, al quale assomiglia in fase d’impostazione ma non ancora nell’interpretazione della gara in fase di non possesso. Andiamo con ordine analizzando le statistiche relative alle partite disputate come centrale difensivo.

A fare impressione è la naturalezza con la quale un ragazzo alla prima esperienza in Bundesliga gioca il pallone in una zona di campo decisamente delicata. Vero che, Leverkusen a parte, il Bayern ha affrontato squadre non esattamente aggressive nelle ultime gare, ma il 93% di media di passaggi completati in 4 partite da centrale lo pone in linea con i tanti palleggiatori in squadra e davanti ai centrali di ruolo del Bayern, da Boateng a Badstuber e Martinez. Se gli avversari gli lasciano campo, il ragazzo è anche in grado di regalare palloni come questi (21 lanci lunghi azzeccati e 8 sbagliati in 4 gare):

L’altra faccia della medaglia, com’è ovvio che sia per un ragazzo che si sta calando in un ruolo completamente nuovo, riporta numeri difensivi non esattamente esaltanti. Fisicamente tutt’altro che imponente (176 cm per 70 kg), come peraltro molti giocatori del Bayern dalla cintola in giù, Kimmich ha finora totalizzato un non esaltante 47% alla voce duelli vinti. Scendendo più nel dettaglio, il giovane tedesco tende a commettere pochi falli, 0,5 a partita contro 1,75  falli subiti, ma ha numeri pessimi per quanto riguarda gli interventi in tackle, solo uno riuscito su 9 tentati, ed è rivedibile anche nelle palle alte, penalizzato dalla statura, con 7 duelli aerei vinti su 13.

Un playmaker arretrato come piace a Guardiola, dunque, ma ancora decisamente leggero e tutto da verificare su un palcoscenico internazionale. La coppia centrale martedì sera sarà con ogni probabilità formata da lui e da un altro adattato, Alaba, con buona pace di Taşçı che di ruolo fa il centrale ma sabato pomeriggio è apparso lontano dal top della forma.