Focus Bayern: Coman, mezzala e mezzapunta

di Alex Campanelli |

Iniziamo la marcia di avvicinamento verso gli ottavi di finale di Champions League con una serie di focus sui calciatori del Bayern Monaco, analizzati individualmente nell’arco di una singola gara. Non potevamo che cominciare da Kingsley Coman, passato nel giro di qualche mese da “talento incompreso” alla corte di Allegri a pedina importante della formazione bavarese scientificamente messa in campo da Pep Guardiola. Il francese classe 1996 non ha brillato come in altre occasioni contro l’Hoffenheim, ma la partita disputatasi oggi pomeriggio, terminata per 2-0 in favore del Bayern, ha offerto comunque buoni spunti sull’atteggiamento di Coman in entrambe le fasi e sulla sua posizione in campo.

Indicato come esterno sinistro in diversi portali importanti, Coman ha in realtà ricoperto il ruolo di trequartista sinistro nell’elastico 4-1-4-1 messo in campo da Guardiola, accentrandosi per favorire le difese del funambolo Douglas Costa e abbassandosi nella posizione di mezzala in fase di non possesso. Proprio da un suo recupero palla in area sul centro sinistra nasce l’azione che porterà al traversone basso di Costa e al successivo inserimento di Lewandowski per il gol dell’1-0.

Lo schieramento sin troppo difensivo dell’Hoffenheim, che ha in pratica concesso al Bayern di giocare sulla propria trequarti per quasi tutti i 90′, ha messo in difficoltà Kingsley, più portato a inserirsi negli spazi e correre sulla fascia che a giocare quasi da fermo. Il suo lavoro in fase di ripiegamento ha permesso a Douglas di trovare più spazio sulla fascia e ad Alaba di attaccare con più tranquillità, ma ne ha penalizzato il rendimento in fase offensiva, come testimoniato dagli 0 tiri in porta e dall’unico key pass effettuato. Una statistica che non va letta solamente in chiave negativa, dato che dimostra quanto il ragazzo sia cresciuto dal punto di vista tattico, risultando prezioso anche senza rendersi protagonista di giocate individuali importanti.

Ciò che salta all’occhio infatti, paragonando il Coman del Bayern a quello della Juventus, è l’acquisita maturità da parte del francese: in Italia era considerato un giovane molto promettente, in Germania Guardiola lo ha trattato fin da subito come una risorsa per la sua squadra nell’immediato, non nel futuro. Kingsley sembra calato alla perfezione negli schemi del tecnico catalano e non appare come un ingranaggio ancora poco oliato o un neofita fuori dal gioco. Anche se lontano dalle percentuali bulgare di mostri quali Lahm e Xabi Alonso, Coman ha chiuso la gara con un dignitoso 85% di passaggi riusciti, in linea con le altre prestazioni stagionali e 5 punti percentuale sopra l’80% di media relativo alla scorsa stagione. Bene anche in fase di dribbling, 2 riusciti su 3 tentati e 2 falli subiti, il giovane transalpino ha numeri discreti anche nei duelli, 4 vinti sui 6 totali.

Come già detto, una gara del genere non può dare informazioni vitali sulle qualità e i numeri di Coman, peraltro sicuramente già noti ai lettori più attenti, ma è importante per riconoscere l’importanza e il “peso” del ragazzo nell’economia di una delle squadre più importanti d’Europa. Quello che il 23 febbraio tornerà allo Stadium da avversario non sarà certamente un ragazzino.