Fluttuazioni titolo Juventus a Piazza Affari: i 4 scenari

di Mario Sironi |

Da qualche settimana le azioni di Juventus S.p.A, quotate sul listino della Borsa di Milano, sono andate in fibrillazione. Qualche mio post su Twitter ha destato curiosità e successivamente anche diversi siti specializzati, compreso quello del Sole24ore, hanno sottolineato la cosa. È dunque il caso di approfondire meglio quanto è accaduto, o meglio, quanto potrebbe essere accaduto. Come si può notare dal grafico, da metà febbraio il prezzo è passato da 0,32 euro a 0,47 con un incremento del 40% . La performance ad un anno, nel momento in cui scrivo, ha raggiunto l’86%, livello davvero fuori dal comune e sovraperformando qualunque listino mondiale  se si eccettuano forse i mercati emergenti, Ma cosa ha allora di “emergente” il titolo Juve e cosa sta accadendo?

 

 

Spessissimo i rialzi di breve periodo sono accompagnati da aumento netto dei volumi di azioni scambiate e dunque di controvalore. Si pensi che in questo periodo si è passati da una media di poche centinaia i migliaia di azioni scambiate a picchi di 17 milioni di titoli. Cercherò di essere schematico, ecco gli scenari possibili:

a) Corsa al dividendo​: investitori che sono fortemente interessati all’acquisto di azioni che pagheranno interessanti dividendi nel prossimo mese di maggio. Situazione da escludersi totalmente, visto che Juventus non paga dividendo dal 2002 e continuerà questo trend nonostante il bilancio pervenuto in zona verde di utile di esercizio. Non avrebbe infatti alcun senso non reinvestire in società gli utili conseguiti.

b) Incremento quote azionisti di minoranza​: alcuni fondi esteri proprietari di quote di minoranza, specie l’inglese Lindsell Train Ltd, potrebbero aver deciso di posizionare maggiori quote sul football market. L’anno scorso, ad esempi , i partner suddetti hanno raddoppiato la partecipazione dal 5 al 10%. Si tratterebbe dunque di variazioni strategiche per il portafoglio del fondo.

c) Scalata ostile​: per scalata si intende il rastrellamento di azioni sul mercato per raggiungere soglie vicine a quelle necessarie per un OPA ossia offerta pubblica di acquisto, procedura finanziaria che ha l’obiettivo di prendere il comando di una società scalzando i controllanti . Qualcosa di simile potrebbe essere successa un paio di mesi prima di Calciopoli nel 2006, come illustrato all’epoca nel libro “Juventus, il processo farsa” scritto con l’amico Mario Pasta. Analogia in qualche modo sinistra ma che riteniamo comunque infondata in quanto non vi sono le condizioni di base ossia c’è una forte unità di intenti in questo momento storico , almeno così appare, tra tutti i rami della famiglia.

d) Speculazione​: qui gli amanti del “complottismo” potrebbero trovarsi a loro agio. Si tratterebbe in questo caso di operazioni fatte da ribassisti – chi di preciso non è dato dirsi – volte a “distribuire” le azioni al mercato parcellizzato costruendo un trend rialzista. Dopodiché al verificarsi di un evento societario negativo , i ribassisti ossia venditori allo scoperto ricomprerebbero le azioni a prezzi più bassi, lucrando la differenza. Quale evento negativo societario ? Le recenti vicende con la Procura Federale della FIGC retta da Pecoraro fanno pensare ad un possibile insider trading ribassista, ma anche qui siamo ancora nella “fanta-finanza”. Forse.

In generale non credo neanche ad una diluizione delle quote voluta da Exor per ragioni strategiche. L’ipotesi più verosimile è forse la (b) : gli azionisti di minoranza vogliono salire di percentuale e, complice il basso flottante, questo ha creato pressioni al rialzo sul prezzo. Anche se il vecchio detto andreottiano circa il “pensar male “ mi porta a non escludere le manovre speculative sopra descritte. Del resto nelle ultime settimane è passato di mano almeno il 10% del capitale sociale. Qualcosa è successo . Ora i volumi , ossia le quantità di azioni negoziate, stanno rientrando verso le medie storiche . L’operazione, qualunque essa sia stata, ha probabilmente terminato i suoi effetti .