Flussi #3 – Caro giovane Matthijs

di Marco Bonomo |

Caro Matthijs, ammetto che per essere sicuro di averlo scritto correttamente, il tuo nome, ho fatto un piccolo check sul tuo profilo Instagram. Caro Matthijs, a proposito di nomi (e di check…), e dei destini che contengono, beh nel tuo c’era pur scritto che prima o poi questa “pioggia sottile sarebbe passata come passa il dolore” e sarebbe tornata la luce. È successo nel mese in cui, per antonomasia, la pioggia è fredda e dura per sempre. Era lì, ancora una volta, a bagnarti cadendo da una nuvoletta che in confronto anche l’esimio Fantozzi sarebbe un dilettante: ancora quel braccio che attrae la sfera beffarda, ma a differenza di Lecce gli dei del calcio – se esistono – e il buon senso decretano che non è calcio rigore. La partita va avanti e tu sei il solito Matthijs: dai sicurezza, imposti con classe, chiudi con ferocia e precisione, sovrasti di testa. Con buona pace di chi ti ha già etichettato, di chi si riempie la bocca di cifre, ingaggi, milioni.

Ma manca ancora qualcosa. Manca il bagliore. Ed è il destino dei grandi quello di scegliersi il momento in cui ricominciare a brillare. Il bagliore arriva e acceca, perché vale un derby, tre punti e un contro sorpasso. Scusate se è poco. Scusate se è poco, diglielo pure tu, perché tra un altro fallo di mano e il gol partita che tinge ancora una volta Torino di bianconero ci sarebbe stato un abisso. C’è però un’ultima cosa che vorrei dirti, caro Matthijs: ne saresti comunque riemerso da quell’abisso, perché in fondo la tua era solo sfortuna. Che finalmente possa svanire. Che tu possa esultare ancora e ancora allargando le braccia; lasciamo che il pallone per un attimo pensi di raggiungerti e colpirti.

Deciderà poi di rimanere lì dove l’hai calciato, al riparo dentro la rete.

Il giovane Holden, in un momento di malinconia, fruga tra i vecchi ricordi e ritrova un odore “come se fuori piovesse anche quando non pioveva e voi eravate nell’unico posto piacevole, asciutto e caldo del mondo”. C’è chi quel posto lo identifica con due braccia, chi con una casa, chi con una voce, chi lo sta ancora cercando. Tu, caro e giovane Matthijs, stasera hai trovato il tuo.


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