La flessibilità della Juve passa da Alex Sandro

di Jacopo Azzolini |

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Il successo ottenuto dalla Juventus nel derby è pesantissimo non soltanto in termini di classifica e di calendario (il Napoli se la deve vedere sia con Inter che Roma), ma anche per come pareva essersi messa la partita alla luce dell’infortunio di Higuain, che ha di fatto costretto Allegri a sperimentare e cercare soluzioni alternative vista l’assenza di una prima punta di ruolo. I bianconeri, infatti, sono comunque riusciti a centrare piuttosto agevolmente il successo contro una delle squadre più in salute del campionato.

Entrambi gli allenatori presentavano novità che sulla carta rendevano non semplice definire l’assetto tattico delle due compagini. Se per il Toro è stato fatto overthinking (si è visto un classico 433 con Ansaldi ala a tutti gli effetti sulla stessa linea di Iago e Belotti), la Juve ha mostrato, con Alex Sandro esterno, uno schieramento più flessibile: il brasiliano, fin da subito, ha agito infatti molto stretto verso il centro, con Asamoah alto a dare ampiezza a sinistra. Sull’altro lato, invece, Costa partiva più largo.

Con l’infortunio di Higuain (la sua sofferenza era visibile in particolare dalla totale rinuncia ad andare in pressing sul portatore di palla), i bianconeri – anche se con un interprete diverso – hanno replicato quanto fatto vedere in Juve-Genoa di Coppa Italia, ossia schierare un falso nueve (questa volta è toccato a Costa).

Non è scorretto dire che i veri attaccanti siano stati gli interni, che colmavano il vuoto alle spalle dell’ex Bayern. Rispetto a Dybala, poi, Douglas ha dato ancora meno riferimenti al centro, partendo anche da posizione più larga. Ne è un esempio il gol vittoria, dove il brasiliano è partito da sinistra, col centro dell’area riempito da Alex Sandro, Sturaro e Khedira. Paradossalmente, pur senza mezzali di grande livello tecnico negli ultimi metri, questa soluzione ha dato molta imprevedibilità alla Juve, con un elevato movimento senza palla in zona d’attacco.

Per il resto, i bianconeri hanno sofferto anche meno di quanto fosse logico aspettarsi contro un Toro che pure è privo di grande varietà nelle soluzioni offensive. Se nella prima parte di gara i granata hanno a tratti creato dei pericoli con qualche break e inserimento dell’ala su tracce interne (Iago Falque, su servizio di Ansaldi, non è arrivato di un soffio su una delle situazioni classiche del Toro di Mazzarri), nella ripresa non hanno praticamente mai dato la sensazione di poter creare anche solo qualche presupposto per fare male.

Il palleggio è stata davvero poca cosa e non è riuscito a disorganizzare minimamente la struttura difensiva della Juve. Con l’ingresso di Niang hanno provato a insistere sulla sinistra con decise percussioni a testa bassa dell’ex Milan, ma De Sciglio lo ha tenuto piuttosto bene (nota di elogio per il terzino, reduce da ottime prestazioni difensive).

Soffrendo anche meno di quanto fosse logico aspettarsi, Allegri ottiene quindi altri 3 punti importantissimi. Oltre a un Bernardeschi entrato bene come forse mai in stagione, sarà interessante vedere come ora il mister toscano intenda gestire il ritorno di Dybala, visto che il suo inserimento nel 433 era una delle incognite maggiori. Sperando che Higuain non abbia alcun problema grave, ovviamente.