Fischiare la Juve nel 2019

di Gianluca Garro |

Fischiare la Juve nel 2019. Ecco, questo è uno dei temi su cui non si può rimanere imparziali. Quindi si può affermare con una certa tranquillità: fischiare la Juve del marzo 2019 è FOLLE.

Il fatto avviene durante l’interlocutoria partita con l’Empoli. Collocata dal calendario subito dopo una lunga sosta del Campionato, coincisa con diverse partite più o meno impegnative delle diverse compagini nazionali. Il primo tempo è stato indubbiamente inguardabile, lo ammettiamo con una certa facilità. Gli 11 messi in campo da Allegri sembravano la controfigura di se stessi. Poi nel secondo tempo, la volontà di non perdere l’occasione di accorciare il cammino verso l’ottavo scudetto ha permesso agli juventini di salire e trovare alcune azioni interessanti, una delle quali ha portato all’ennesimo gol di Moise Kean che in questo momento è baciato dalla magia del goleador e speriamo che dura.

Il problema di cui vogliamo parlare qui (perché di problema si tratta) è rappresentato dai fischi che dai loggioni, no scusate, dalle tribune dell’Allianz Stadium sono piovuti sul capo dei bianconeri nell’ultima parte del primo tempo e poi al fischio dell’arbitro che decretava la fine della prima parte di gara.

Sì, i fischi. A questa Juve. FISCHI.

Qui non si tratta di dover discutere se è giusto o no fischiare una squadra così, che certo, spesso non gioca bene, ma che dà delle soddisfazioni incredibili da 8 anni. La questione non esiste. Fischiare la Juve, lo ripetiamo è da pazzi.

Però i tifosi molto spesso (nel senso buono) fanno parte della categoria pazzi. E’ vero, ammettiamolo, siamo tutti un po’ folli a seguire il calcio quotidianamente. Ad essere così innamorati senza una ragione apparente (e infatti chi non lo è, come alcune mogli o fidanzate o amici che hanno altre passioni, ci guardano con quella tipica sufficienza e compassione).

Quindi analizzando quanto accaduto – fenomeno sottovalutato dai giornali (distratti dall’eterno e incomprensibile sciopero del tifo degli ultras) e scientemente ignorato dalla Società Juve – si possono fare alcune considerazioni.

Alcuni tifosi della Juve ormai sono loggionisti (n.d.A. quegli spettatori dei teatri dell’opera che di solito siedono nei loggioni ai lati del palcoscenico e rappresentano gli aficionados, molto competenti e severi nel giudizio, pronti al fischio se ritengono l’opera male interpretata). Di solito siedono nelle tribune ovest ed est e sognano una Juve sempre con la mentalità vincente che attacca e sbrana tutti dal primo all’ultimo minuto. Una Juve champagne, che possa accontentare il loro fine palato. E se non è così fischiano. Fischiano i giocatori sì, ma soprattutto quel caprone di Allegri che sognano in un’altra panchina perché non l’hanno mai amato.

E perché lo fanno? Perché noi siamo come il Real Madrid, rispondono. Alzando un solo sopracciglio alla maniera di Ancelotti, imbeccano l’interlocutore sgomento affermando che bisogna far così, perché noi siamo la nobiltà d’Europa e la Juve deve giocare sempre “a calcio”. L’interlocutore si chiede se la Juve a giorni alterni magari militi nel campionato di pallavolo o pallacanestro non capendo al volo che il loro riferimento è solo il calcio di Guardiola. O di Sacchi, o forse, ma dico forse, di Klopp.

Quindi: “basta con queste paure e con questo gioco sparagnino”. “Non ci interessa nulla delle condizioni dei giocatori, della stagione, questa Juve deve sempre vincere di 2-3 gol di scarto”. “Tutte le partite, con tutti gli avversari, a prescindere”. “Bisogna sempre proporre calcio a mille, perché siamo la Juve”. “Non ci interessa se c’è stata la sosta, non ci interessa se vinciamo qualunque cosa da anni, o se andiamo vicini a vincere la Champions, o se in pochi anni dalla serie B siamo tornati ad essere una delle 3-4 squadre più forti d’Europa, se con noi gioca Ronaldo”. “Non ci interessa, noi fischiamo perché siamo scontenti. I giocatori devono conquistarci ogni partita e siamo implacabili e severissimi, perché noi capiamo di calcio, anche se tagliamo i giudizi con l’accetta. Mica Allegri, che apparentemente è un allenatore vincente, e invece nella realtà è una capra? Mica la Società Juve che in crescita da anni? No, noi non siamo semplici tifosi, noi vogliamo dire la nostra, secondo le nostre convinzioni di tifosi di calcio che non hanno mai giocato a calcio!”

Che cosa può fare l’interlocutore sgomento dopo queste parole? Sconsolato, chiedersi ma sono questi i tifosi? E sconsolato rispondersi: purtroppo (o per fortuna, direbbero loro) sì.