Firenze-Torino solo andata, la storia: da Baggio a Berna passando per Felipe Melo

di Giulio Gori |

Sei acquisti in trent’anni, con risultati non sempre buoni. La direttrice Firenze-Torino, una delle più scivolose per condurre una trattativa di mercato, visto il carattere e gli umori dei tifosi viola, ha regalato alla Juventus un fuoriclasse, qualche buon rincalzo e diverse delusioni. Vediamo chi sono, dal migliore al peggiore, i giocatori acquistati dalla Fiorentina.

Roberto Baggio: 10 e lode

115 gol in 200 partite, valanghe di assist e di giocate magnifiche, uno scudetto, una Coppa Uefa, un Pallone d’Oro. Con la fascia di capitano al braccio. La storia del calcio. Per molti, si tratta del più forte giocatore italiano di ogni tempo, ma per molti juventini non è mai scoppiato del tutto l’amore. Complice una prima stagione non esaltante (ma totalmente ripagata dalle quattro successive) e quel rigore di Firenze che il Divin Codino si rifiutò di tirare. A ben vedere, Baggio, un rigore ai viola lo batté e lo segnò: era il 25 aprile del 1993; in quel caso, nessuna sciarpa viola raccolta, anzi l’esultanza sotto la curva bianconera, come a ricordare che il vecchio amore era ormai acqua passata.

Emiliano Moretti: 6+

Arrivato giovanissimo alla Juventus e rimasto solo 6 mesi, il difensore Emiliano Moretti fu acquistato come rincalzo, senza la pretesa di farne un fuoriclasse, e si dimostrò un giocatore affidabile: un po’ troppo lento, ma rigoroso e attento. Soprattutto, un autentico portafortuna. Non solo per le sue buone prestazioni in campionato, ma per i risultati in Champions: nelle tre partite che disputò (due delle quali da titolare), la Juve vinse tutte e tre le volte, con un bilancio di 9 gol fatti e 0 subiti. Per un 21enne senza prima di allora alcuna esperienza internazionale, fu il viatico per una dignitosissima carriera.

Neto: 6

Acquistato come possibile erede di Buffon, il portiere brasiliano arrivato da Firenze non ha saputo mantenere le promesse. Stile essenziale alla Dino Zoff, carattere introverso alla Szczesny, Neto alla Juventus ha quasi sempre fatto vedere buone prestazioni, ma non ha mai convinto al punto da poter ambire di diventare davvero il numero 1 del futuro. Il talento c’era, l’autorevolezza per dare sicurezza al reparto arretrato molto meno. Il suo acquisto resta comunque uno degli smacchi peggiori mai inferti ai Viola.

Bernardeschi: 5

È l’acquisto più controverso della recente storia bianconera. Un giocatore dotatissimo, che tuttavia ha deluso gran parte delle aspettative. Ha alternato prestazioni magnifiche, quasi sempre nelle partite più complesse e in cui ad altri giocatori tremerebbero le gambe (col Valencia in dieci uomini, a Torino contro l’Atletico, all’Amsterdam Arena), a tante tante partite incolori. Letteralmente regredito negli spazi stretti del gioco sarriano, ha nella nuova gestione di Pirlo l’occasione del riscatto: Bernardeschi ha bisogno di spazi in cui correre e il nuovo allenatore bianconero sembra voler andare in quella direzione.

Bojinov: 4

Il giovane talento scoperto da Pantaleo Corvino ha stupito l’Italia da ragazzino, ma non ha poi confermato le aspettative una volta diventato adulto. In realtà, già a Firenze la sua parabola sembrava in discesa. Alla Juventus è arrivato nell’anno della B, dove non è mai riuscito a insidiare il regno dei titolarissimi. Si è perso, con 7 gol (pochi, ma comunque il dato migliore da ricordare), assieme alle tante meteore della nostra stagione cadetta.

Felipe Melo: 1

A vederlo giocare a Firenze sembrava un portento. A Torino un disastro: scarso, falloso, inutile, rissoso, tra impeccabili assist agli avversari e grotteschi autogol. Sembrava quasi che, rispetto all’esperienza viola, avesse deciso volontariamente di mettersi in sciopero. Il resto della carriera ci ha raccontato un’altra verità: era scarso per davvero.


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