Firenze dopo il 3 a 1: i ladri e le pere

di Giulio Gori |

«È stata tutta colpa di quel goal a freddo». «Guardi che avete segnato voi per primi…». «Appunto noi eravamo freddi, loro caldi e incazzeti…». La frase onirica di Oronzo Canà, dopo una disfatta della sua Longobarda, tanto onirica non è. Perché Firenze è una città meravigliosa, in cui l’iperbole, il paradosso diventano realtà. Si fanno carne. E calcio: «Sì, il rigore su Bernardeschi forse non c’era. Ma Orsato l’ha dato apposta per avere la scusa per arbitrare tutta la partita contro di noi». «A ben vedere, il rigore vi ha avvantaggiati: ha condizionato la nostra partita, se non fossimo passati in vantaggio, uh quanti tiri vi avremmo fatto…».

Sono frasi, vere, che mi son sentito dire da amici viola con cui abbiamo assistito assieme a Juventus-Fiorentina. Ma, mentre i tifosi bianconeri si domandavano se a Firenze regnasse un silenzio di tomba, dopo il 3-1 incassato a Torino, da qua, da Firenze, toccava rispondere che al contrario di silenzio non ce n’era affatto: «Senza parole… Un arbitraggio così dall’82 non si vedeva .. Schifosi», si leggeva sui social; mentre su siti specializzati, persino in quelli in genere dai toni più sobri, ecco cosa spuntava: «Arbitro Orsato & C., 5. L’assistente di porta lo costringe a dare il rigore che lui non aveva concesso. Da quel momento fischia a senso unico: i falli sono solo viola. Permette a Bonucci e Chiellini di strapazzare Kalinic senza mai intervenire».

Traduzione, i viola si lamentano degli arbitri anche quando gli arbitri – in piena buona fede – sbagliano in loro favore. Sul piano calcistico potrebbe sembrare un fatto poco significativo, ma a ben vedere non lo è; perché chi subisce un errore arbitrale (più corretto chiamarlo così anziché torto) ha due possibilità: lamentarsi e crearsi un alibi alla sconfitta, o mettersi a combattere più di prima per ribaltare il risultato. La Juve, da sempre, ha scelto la seconda strada; chi invece imbocca sempre e soltanto la prima, come i viola, diventa prevedibile. Al punto da lamentarsi dell’arbitro anche quando il tuo gioiellino ha fatto un carpiato da dieci. Viene proprio voglia di dire non si ruba in casa ai ladri.

E chapeau a quel giovane cameriere juventino, che, in pieno centro storico di Firenze, si è fatto stamani via dei Neri in su e giù con un bel sorriso stampato e in mano un piatto con tre pere. Che poi, si sa, al di là delle chiacchiere, contano sempre e solo le pere.