Fiorentina-Juve story: “e allora, l’82?”

di Giulio Gori |

«Juventini ladri! Nell’82 ci avete rubato lo scudetto». «Ah, a voi un rigore inventato, a noi un gol valido annullato…». Da juventino di Firenze, con questi ritornelli ci sono cresciuto. Ho dovuto imparare a sopportarli, a rispondere al massimo che comunque non avevamo rubato nulla, che gli errori fanno parte del gioco. Nell’82 avevo cinque anni, di certo non ricordavo le azioni di quell’ultima giornata di Serie A. Per cui nella mente di un bambino prima, di un ragazzino poi, quel doppio errore era ormai scontato. Ma pesava come un macigno, perché ogni discussione calcistica finiva puntualmente con un «e allora l’82?».

Poi arrivano l’internet, i motori di ricerca, i video, Youtube e tutto il resto. E un giorno mi viene la curiosità. Le immagini tornano a quel 16 maggio 1982, siamo allo stadio comunale di Catanzaro. Al 75’, dopo un lungo assalto bianconero, Pierino Fanna interviene dopo un palo di Rossi e tira a colpo sicuro verso la porta dai cinque metri e mezzo del limite dell’area piccola. Zaninelli, il portiere dei calabresi, è fuori causa. Così è Celestini a parare il tiro sulla linea di porta con la mano sinistra. Rigore cristallino, poi trasformato da Brady. La Juventus vince 1-0.

Chissà, magari i viola hanno preso un abbaglio – mi dico – ma su Cagliari-Fiorentina avranno sicuramente visto giusto, non è possibile altrimenti. Stavolta le immagini vanno sul Sant’Elia, per Cagliari-Fiorentina. Siamo al 59’, Antognoni crossa dalla destra sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il portiere dei sardi, Roberto Corti, esce col pugno alzato per respingere il pallone, ma non lo prende. La palla sfila, sbatte letteralmente sui piedi di un inconsapevole Graziani e entra in porta. I viola esultano, ma l’arbitro annulla. Anzi, secondo testimoni dell’epoca fischia persino prima che la palla entri in porta. Perché? Perché Daniel Bertoni, in piena area piccola, si avventa su Corti e lo carica con una gomitata, nel momento esatto in cui il portiere sta saltando. Fallo limpidissimo.

Anni passati a dover sopportare la maggioranza bulgara dei compagni di classe viola che ti ripetono «ah, i’ mi’ babbo m’ha detto che nell’82 ci avete rubato lo scudetto», per poi scoprire di essere di fronte a uno dei più grandi revisionismi calcistici della storia. Perché in quelle due azioni non c’è niente di dubbio. Niente. Ma la narrativa percorre strade tutte sue. E comincia proprio quel 16 maggio, quando Daniel Bertoni dopo la partita inizia subito a far polemica: «Quando è uscito, portiero ha ciucato con su compagno». Il «compagno» sarebbe il cagliaritano Lamagni, che non «ciuca» affatto con Corti. Anzi, subisce il fallo dello stesso Bertoni che gli appoggia entrambe le mani sulla schiena. Ma la frase di Bertoni basta e avanza a riscrivere la partita e a convincere il popolo viola (e non dev’essere stato particolarmente difficile) del furto bianconero.

37 anni dopo i tifosi viola insistono a parlare dello scudetto rubato dell’82. «Firenze non dimentica», mi strillano ancora a brutto muso. E se azzardi un «ma guarda che Bertoni…», ti troncano il discorso con un perentorio «ma vorresti addirittura negare quel che è successo nell’82?», quasi fossi tu il revisionista, e con quel tono severo e offeso come se tu stessi negando la Shoah. Ma sono solo i tifosi viola a coltivare quella bufala? No, perché persino un autorevole quotidiano nazionale oggi racconta che «i bianconeri vinsero grazie a un rigore di Brady per un fallo considerato dubbio, mentre i viola pareggiarono 0-0 con un gol regolare annullato a Graziani».

E solo perché è la settimana di Fiorentina-Juventus, altrimenti avremmo letto un bel servizio sulla Terra piatta.


JUVENTIBUS LIVE