Finalmente i calciatori. Anzi, no

di Giacomo Scutiero |

A tre giorni dall’inizio della Fase Tre, siamo giunti al vertice tra governo e Regioni per le riaperture di scala larga. La locuzione chiave deve essere soltanto una: buon senso.

L’unico obiettivo è ricominciare. “Partiamo e poi vediamo” è l’approccio culturale italiano, approccio non condiviso da chi è a capo dello sport nostrano: Giovanni Malagò non comprende la sfida medici-Comitato tecnico scientifico come non comprende perché non esiste alcun accordo coi calciatori in caso di nuovo stop.
Il punto è e resta la quarantena collettiva anche nel caso di un singolo contagio; il tema riguarda il Comitato, dunque il governo, che vuole in primis tutelare il Paese. Il CONI, come la parte medica, è mai comparso al tavolo decisionale; detto questo, Malagò pensa che la Serie A riparta il 13 Giugno “al 99 per cento”. Oggi altro vertice potenzialmente rilevante, tra Federcalcio e Lega.

Proprio ieri chiacchieravamo dell’assenza dei veri protagonisti, i calciatori. Ed eccoli. L’associazione presieduta da Damiano Tommasi comunica che la voce del protocollo sanitario relativa ai casi di contagio non è idonea perché mette a rischio la conclusione del torneo.
L’AIC parla di un concreto se non probabile “nuovo stop dopo il ritorno in campo, che vanificherebbe tutti gli sforzi profusi”. I giocatori richiedono un protocollo chiaro e soprattutto attuabile nelle prossime settimane, a prescindere dalla curva dei contagi in essere. Non sono soltanto parole perché, per esempio, più della metà delle società non intende recarsi in ritiro con un mese di anticipo rispetto alla data di inizio del campionato. Tradotto: due settimane di isolamento al massimo, non quattro.

In stretta correlazione con quanto detto sopra, la bagarre dei medici. La commissione scientifica è certa di ripartire in sicurezza il 13 Giugno perché il protocollo consente di intervenire prontamente “qualsiasi cosa succeda”. Il responsabile sanitario della Lazio continua a minimizzare la potenza del virus e si trova di fronte ad un caso di violazione delle misure: il “Corriere della Sera” ha fotografato la partitella dei biancocelesti tre contro tre, azione non consentita; il dottor Pulcini scarica la responsabilità sulla società, che deve chiarire l’accaduto.
Episodio similare in Austria, dove il Lask Linz è sotto indagine per aver svolto allenamento con l’intera rosa.

A proposito di gruppo, l’unico club italiano a norma con gli alloggi singoli per l’intera formazione è la Juventus; Juve che ha ritrovato mister Sarri dopo due mesi, al seguito delle sedute individuali alla Continassa. A Genova, buone news per la Sampdoria ed i quattro contagiati: doppio tampone per tutti e otto esiti negativi.
C’è chi ancora si contagia come quelli del Besiktas: positivi in otto, ma comunque la Super Lig non ripartirà prima del 12 Giugno.

Un’altra associazione ha preso la parola, quella degli agenti dei calciatori: “Il calcio deve essere rispettato come gli altri settori imprenditoriali. I protocolli sanitari delle aziende non obbligano alla chiusura di un ramo dell’impresa in caso di contagio”. Tale giocatore, tale procuratore.