Quei diversi Sì di FIGC e Lega

di Giacomo Scutiero |

Quando il ministro dello Sport ha ripetuto il ritornello dei giorni scorsi, abbiamo pensato che il buongiorno non si vedesse dal mattino. Il campionato riprende soltanto se saranno adempiute le misure di sicurezza, eccetera, eccetera.

Vincenzo Spadafora al Senato inizia il suo discorso ponendo il calcio in secondo piano rispetto alla salute ed al lavoro; il ministro falla già dall’inizio, perché il calcio è lavoro per moltissimi e questi sono massaggiatori, autisti, giardinieri e non Cristiano Ronaldo e Messi. Purtroppo spesso, l’effetto che il signore di cui sopra dà è questo: un intervistato cui chiedono il pronostico della partita e che risponde “1 oppure X oppure 2”.

La giornata è da segnalare soprattutto per il pomeriggio del doppio Sì. Il presidente della Federcalcio invia una lettera in cui comunica che le osservazioni del Comitato tecnico scientifico vengono accolte ed il protocollo sarà riadattato in vista dei primi allenamenti collettivi di lunedì prossimo. C’è da dire che questo potrebbe spostare poco o niente, perché la FIGC non avrebbe potuto fare altrimenti: se non fosse arrivato questo Sì, manco saremmo giunti al 18 Maggio con un po’ di speranza.
Il secondo OK è dell’assemblea di Lega con tanto di data per il restart del torneo, 13 Giugno: sedici società votano questa data, quattro preferiscono il weekend successivo del 20/6.

In occasione della conferenza del Decreto Rilancio, il presidente del Consiglio non fa accenno alle manifestazioni sportive; visto il passo compiuto dalla Federazione, è più che possibile che nei prossimi giorni il governo s’interessi direttamente anche del calcio. Meglio, il calcio stesso non aspetta altro.
Un’altra questione è viva e tiene ancora banco: la voce alta dei medici che portano avanti una sorta di vertenza sindacale perché respingono l’attribuzione della totale responsabilità circa l’attuazione del protocollo. A maggior ragione, i dottori fanno notare di non essere in possesso di alcun contratto con i club e chi lo ha non lo vede depositato in Lega. Sì all’assunzione responsabile del rischio, ma come sempre con la condivisione delle società. In Serie B, sono partite già due lettere di dimissioni.

E poi ci sono le televisioni. La Lega ribadisce di attendere i pagamenti di SKY, DAZN e IMG pari a circa 230 milioni, perché facenti parte del rapporto coi licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021. Dunque, nessuno sconto alle piattaforme anche se il dialogo resta aperto.
Lontano da qui, è palpabile l’irritazione dell’UEFA ed intuibile il rischio che corre il nostro Paese. L’interpretazione dell’isolamento allargato nel caso di un positivo è una minaccia per Champions, Europa League e nazionali. In Inghilterra, i professionisti producono un documento dove richiedono l’assenza di qualsiasi sanzione nel caso non vogliano scendere in campo perché ritenuto eccessivamente rischioso.

A proposito di calciatori, in questa fase fanno rumore la loro assenza ed il loro silenzio a parte qualche eccezione. D’altra parte, i gruppi organizzati di tifosi di tutta Europa firmano un manifesto contro le competizioni senza pubblico: “Non è solo business, stop alle competizioni fino a quando non si potrà tornare allo stadio”. Pochi scommettono sul fatto che vengano ascoltati. Intanto, tra due giorni inizierà la Bundesliga; potrebbe spostare qualcosa se non tanto.