Fiera

di Riceviamo e Pubblichiamo |

zebra

TRECCANI, vedi voce: “Fiera” – significato dato ad animale feroce e quindi potenzialmente – pericoloso.
Ebbene sì, ricevuto il colpo, la ”fiera” o belva constata la ferita, si rintana al sicuro e comincia a leccarsela sapendo che a giorni sarà ben che guarita. È ferita la belva, ai meno accorti potrà sembrare indifesa, debole, ma da che mondo è mondo meglio stare al largo da un animale ferito, men che meno se si tratta di una “fiera” appunto.
Passato il peggio la belva torna a caccia, l’istinto di predatore vince su tutto e chi è preda sa che il peggio sta per arrivare. La natura stabilisce i ruoli, il predatore tende l’agguato, insegue la preda, può fallire, ma fin quando avrà la possibilità di ambire ad una preda, prima o poi la farà sua. Viceversa, chi è preda sa di vivere di fughe, di fini studi di escapologia, di mimetismi, ma prima o poi finirà in pasto alla belva. E la “fiera” sbranerà fino all’osso la preda con lauto piacere e indefinibile appagamento. Lascerà i resti agli sciacalli, ah, dimenticavo gli sciacalli, la loro competitività per la sopravvivenza è una disputa tra loro, avvoltoi e iene, bestie non annoverabili tra le nobili “fiere”.
Quindi, si parli sì di una “fiera” ferita, ma la belva è fiera, elegante, pericolosa quanto e più di prima. La ferocia farà la differenza, come sempre, e come sempre alla “fiera” le prede, agli sciacalli i resti.

 

di Francesco Giordano