Federico Valverde – Scheda Scouting

di Stefano Francesco Utzeri |

Tre milioni e poco più di anime, un orgoglio nazionale smisurato che si traduce in campo spesso in una grinta unica, tanto da essere assimilato nell’intraducibile “garra charrùa”. Una passione per il calcio,che produce periodicamente svariati talenti, tanti che viene da chiedersi come sia possibile. La nuova tappa dello Juventibus Scouting Team è l’Uruguay, e il protagonista è Federico Valverde, uno dei nuovi craque del calcio uruguagio.

 

BIOGRAFIA



Santiago Federico Valverde Dipetta nasce il 22 luglio 1998 a Montevideo. 
Cresciuto nelle giovanili del Peñarol, ha fatto tutta la trafila nei Carboneros, con cui ha vinto diversi titoli nazionali a livello under. Parallelamente, è diventato elemento fondamentale per ogni selezione della CelesteNel 2015/16, a 17 anni, esordisce in prima squadra, collezionando 12 presenze nel massimo campionato uruguaiano, culminato con la conquista del titolo nazionale.

Nell’estate del 2016, dopo i corteggiamenti di diversi club europei, se lo aggiudica, appena diciottenne, il Real Madrid per una cifra intorno ai cinque milioni di euro. I Merengues lo portano subito in Europa e lo inseriscono nel Castilla, con cui disputa il campionato di Segunda Division B (terza categoria del calcio spagnolo) e contemporaneamente la UEFA Youth League, con la formazione U19 dei Blancos.

L’ottimo anno di formazione e un grande Mondiale U20 (nel quale vince il Pallone d’Argento come secondo miglior calciatore del torneo) gli valgono l’interessamento di alcuni club di seconda fascia della Liga, tra i quali ovviamente il Deportivo La Coruña, con cui sta attualmente giocando.

A Settembre 2017 arriva anche la prima chiamata in Nazionale maggiore. Esordisce giocando titolare la partita contro il Paraguay e segnando anche il gol vittoria per la Celeste.

 

NOTE SUL FISICO


 

181 cm x 76kg, dotato di lunghe leve, che a dispetto di quanto può apparire dalla presenza sul campo sono in grado di muoversi ad alta frequenza. Postura leggermente ingobbita, probabilmente a causa di un maggiore sviluppo del torace, delle spalle e degli arti superiori rispetto agli arti inferiori.

La figura poco elegante, soprattutto in possesso palla, non gli impedisce di essere molto agile anche negli spazi stretti.

Nonostante una buona statura, non sembra ancora in grado di far valere il suo fisico nei fondamentali che richiedono un certo impatto fisico. Probabilmente anche a causa di una muscolatura appena sufficientemente sviluppata.

Non ha un grande impatto sui duelli aerei (0.4 per partita) e sui contrasti (1.1). In compenso, grazie alla sua rapida progressione è un avversario temibilissimo sia negli inserimenti che negli affondi palla al piede, con cui spezza spesso raddoppi e linee di pressione avversarie.

 

PUNTI DI FORZA


 

Centrocampista completo, principalmente un calciatore di manovra e impostazione. È adatto a giocare in una mediana sia a 2 che a 3, in tutte le posizioni, e occasionalmente anche nella posizione di trequartista. E’ stato persino impiegato nel ruolo di esterno offensivo, interpretandolo in maniera personale.

Nonostante stia in campo in maniera abbastanza compassata, spesso fin troppo attento a mantenere la posizione, si attiva improvvisamente e illumina la manovra nel momento in cui riceve un pallone giocabile, e mette tranquillamente in mostra il suo quasi illimitato repertorio di giocate.

Utilizzato nel centrocampo a due (idealmente affiancato a un uomo di interdizione e corsa) può essere un perfetto ingranaggio nella manovra di squadra. Dotato di un’ottima tecnica di base, ha nella sensibilità del suo piede destro il punto di forza principale, sia sui tiri che in fase di impostazione. Dimostra forza e notevole precisione. Assieme a questa innata capacità, possiede una grande visione di gioco periferica, sul lungo e sul corto, a cui abbina una discreta padronanza (seppur scolastica) anche del mancino. Questo fa sì che nella conduzione della palla, Federico sia in grado di toccare tante volte il pallone anche ad alte velocità, rendendo la sua progressione non semplice da interrompere con un intervento pulito. Caratteristiche che ne rendono ideale anche l’impiego da mezz’ala in un centrocampo a 3.

 

 

Davvero interessante la sua capacità di tagliare il campo con lunghi traccianti tesi, che fanno guadagnare diversi tempi di gioco cogliendo alla sprovvista gli avversari  (2.1 pass. lunghi riusciti a partita). Sul gioco corto è piuttosto pulito (78.2% precisione in questa stagione), gioca con sicurezza in situazioni di pressing scomode, sapendo dosare anche le giocate di prima per spezzare i ritmi con rapidi tocchi e successive ricerche  di triangoli, aiutato dalla progressione che ha in dote. 

 

Da menzionare la capacità innata di vedere molto bene le linee di passaggio verticali e sfruttarle con improvvisi filtranti.

 

 

Possiede un tiro dalla lunga distanza preciso e potente che gli ha regalato diverse soddisfazioni nelle rappresentative giovanili dell’Uruguay. La specialità lo rende un buon tiratore di calci di punizione diretti, anche da distanze notevoli.

Insomma, un riferimento per lo sviluppo della manovra, ma che non bisogna limitare al presidio delle zolle nei pressi del cerchio di centrocampo, per poter sfruttare egregiamente la sua capacità di muoversi e pensare in verticale.

 

DEBOLEZZE


 

Se nella fase di possesso Federico mostra già enormi qualità, non si può dire altrettanto quando la palla ce l’hanno gli avversari. Pur mantenendo una atteggiamento tattico corretto rispetto al compito di turno (viene ancora spostato spesso, pur essendo un ottimo e duttile centrocampista sia a 2 che a 3 questo non giova al suo bisogno di consolidamento e specializzazione), come accennato sembre essere fin troppo prudente. Non è particolarmente reattivo, tende ad evitare i contrasti (appena 1 vinto a partita in questa stagione e nessun cartellino rimediato). Ha una bassa frequenza di intercetti riusciti (appena 0.9 intercetti a partita)

Queste debolezze si uniscono alla scarsa efficacia nel gioco aereo, e sono sintomo di una capacità ancora limitata nell’utilizzo della -tutto sommato – buona fisicità di cui è dotato.

Inoltre, se da un lato è da rimarcare la sua capacità di accendere i match con giocate estemporanee e illuminanti, dall’altro pare essere ancora un po’ troppo sornione e tendente a scomparire per alcuni momenti della gara.

 

MATCH REPORT


 

Titolare contro l’Atletico Madrid, ha giocato contro i Colchoneros una gara molto ordinata come tutta la sua squadra.

La formazione galiziana si è schierata con un classico 433, che in fase di non possesso mutava in 4141. Federico ha ricoperto il ruolo di mezzala sinistra, con la possibilità di andare a giocare il pallone e cercare la ricezione tra le linee. In non possesso si stringeva come interno della linea 4, posizione congeniale al suo metodo di copertura degli spazi.

Nei primi minuti si è limitato a mantenere la posizione, toccando pochissimi palloni.

Al 17’ ha accesso il suo cervello calcistico attaccando l’halfspace tra terzino e centrale palla al piede, scaricando all’ala e sovrapponendosi per liberare il tiro di destro del compagno Bakkali.

Al 22’ ha sfoggiato un inusuale tempismo di intervento, portando via in scivolata un pallone a Gabi.

Al 32’ mette in mostra tutta la sua inespressa forza fisica, ripulendo in mezzo al campo un pallone “sporco” e avviando la ripartenza.

Al 34’ ragiona con calma e gioca ordinatamente un pallone, scambio di prima e apertura.

Tra il 34’ e il 35’ fa due uscite molto aggressive, non proprie del suo gioco, una fuori tempo e una con i tempi di giusti (palla recuperata).

Anche al 45’ sbaglia l’uscita, tuttavia la fisicità gli permette di riparare all’errore.

Al 49’ ricevuto un pallone tra le linee offre un buon key pass sul taglio del compagno Cartabia, che arriva dopo Oblak.

Al 52’ rompe le linee dell’Atletico con un triplo scambio, tutto di prima, e attacca l’area di rigore, dopo lo scarico all’esterno.

Al 60’ primo cambio gioco, che taglia tutto il campo in orizzontale.

Al 70’ altro cambio gioco, che sposta la palla sul lato debole della difesa avversaria, in area di rigore.

Al 76’ gioca di sponda dalla fascia, liberando spazio centralmente per l’attacco all’area di rigore, tuttavia sarà lui stesso in area di rigore a sciupare tutto, con un tocco troppo debole.

Dopo l’ingresso di Pedro Mosquera, si sposta sull’esterno sinistro (ruolo già ricoperto in stagione col precedente allenatore del Depor), ma in questa posizione appare un pesce fuor d’acqua e la sua prestazione si spegne progressivamente,

 

JUVENTUS(?)


 

In ottica Juventus, Federico Valverde sarebbe ciò che manca ai bianconeri per riproporre il centrocampo a 3.

L’uruguaiano possiede infatti caratteristiche tecniche e fisiche che coniugate e sviluppate possono renderlo una mezz’ala box-to-box di livello.

Tuttavia, è ancora piuttosto acerbo e nonostante possegga le caratteristiche atletiche adatte ad una squadra fisicamente dominante come la Juventus, non ne fa ancora un utilizzo concreto e persistente. Al momento, inoltre, deve ancora adattarsi ai ritmi del calcio professionistico europeo e avere più continuità all’interno della partita, poiché appare ancora ancora piuttosto intermittente e prevalentemente legato alla fase di possesso.

Insieme al “gemellino” Bentancur sarebbe un investimento complementare al progetto tecnico di ricostruzione del centrocampo che la Juventus dovrà gioco forza affrontare nel futuro prossimo; magari passando proprio dal Rio de la Plata.

Altre Notizie