Fate un bel respiro, fino a Cristiano…

di Luca Momblano |

Fate un bel respiro, chiudete gli occhi e immaginate che la vostra squadra del Cuore inchiostri il Migliore del Mondo, uno dei Tre Migliori Giocatori di Sempre nella Storia del Football.
Brividi. Solo Brividi.
I Brividi che solo chi prova la crudezza carnale di quelle emozioni che il Calcio ti provoca può capire.
E allora penso a questi ultimi anni, il tourbillon è un vortice emotivo che fatico a controllare.
Penso al primo Juve-Milan della Juve di Antonio. È cominciato tutto quella sera.
La notte della Rinascita con un Super Gol di Marchisio di un anno indimenticabile terminato da Imbattuti lottando, trattati giustamente da underdog, fino al Gol di Mirko nella notte di Trieste, dopo un pomeriggio intero passato a camminare da solo sulla spiaggia per stemperare la tensione.
Lacrime, ricordi e eterna gratitudine a chi, da Campione del Mondo era sceso all’inferno attraversando un deserto di bollenti delusioni, di dileggio e di frustrazioni fino al ritorno alla Vittoria.
Per noi Gobbi lo Sport è ambire e competere per la Vittoria. Il Trionfo è l’unica cosa che conta.
Perché crediamo nel lavoro, nel sacrificio, nel merito.
E crediamo ai Sogni affianco ai quali, di solito, mettiamo una data.
Da allora, sono passati 7 anni ed è un flash continuo.
Il gol di Fernando a Madrid in una notte dove uscimmo sconfitti dai Migliori con una memorabile litigata con metà della curva Blanca.
Ma è a loro che da sempre guardiamo ammirati.
Alla loro fierezza, al loro istinto da squali al minimo odore del sangue, alla loro Classe, alla loro giusta arroganza di chi sa di essere la squadra Migliore.
Ci arriveremo, penso.
Intanto il tempo passa e ci godiamo Pogba che spadroneggia dandoci la sensazione che diventerà il nuovo Dio del Calcio.
E poi Carlitos coi suoi slalom pazzeschi, i suoi gol impossibili e quella garra del Campione che alza l’asticella ad ogni partita.
È già la Juve di Max.
È la Juve di Pirlo, di Vidal. In questo gioco di ricordi il brivido torna indietro al giorno dell’addio di Alex Del Piero.
Ci ricordiamo più quello che tutto ciò che ha fatto in 19 anni di Juve.
Un Mito, Alex, il Capitano che dopo il Bianconero no Mas.
E poi Antonio che ci molla nei giorni del ritiro dopo averci riportato all’apice col gioco e con una squadra da cui nessuno poteva ottenere più di lui.
E mollandoci in quel modo ci sembra tutto finito, ci sentiamo orfani.
È lui la Juve di quegli anni. È lui il Conducator.
Festeggiano tutti quelli che sono tornati a odiarci dopo averci compatito vedendoci nelle mani di Cobolli e Felipe Melo.
Via l’Uomo della rinascita, per tutti siamo morti.
Arriva Max.
Sputi e insulti quel giorno. Noi tifosi non abbiamo ancora imparato che a Torino raramente sbagliano.
Il 2015 è un Anno pazzesco, la notte di Dortmund dice che è l’anno nostro. Penso a Morata, alle lacrime in piccionaia al Bernabeu dopo un pomeriggio rinchiuso al Thissen Borsemiza a mirar capolavori.
E penso a Giorgio che se li mangia tutti come un Cannibale. È ovunque, lui e Arturo ci portano a Berlino.
Cristiano quella notte piange.
È uno dei momenti più alti di questi anni.
Volo a Tokyo a fine maggio per lavoro, di notte arriva la telefonata.
Un biglietto, se lo vuoi torna.
E torno.
Torno il giorno della partita direttamente a Berlino, una città bellissima dove sette su dieci sono Blaugrana.
Ci sentiamo già miracolati a esser lì, mi illudo che il cielo possa essere ancora azzurro come nel 2006, in fondo ci sono 39 Angeli a spingerci alla vittoria, ma loro sono Dei del Calcio. E Trionfano.
Giochiamo da Juve 13 minuti in tutto e quasi bastavano a cambiare una storia che pareva già scritta. Mi giro e guardo quella stronza con le grandi orecchie di plastica gigantesca alle nostre spalle.
Ci voleva il miglior Pavel quella notte lì. Buio.
Cambiamo tutto, via i migliori. E non sembra funzionare.
Ne arriva uno che come l’ho visto il primo giorno ho detto che era il Mio.
Ha il 17 come Re David, ha il marmo sugli zigomi e non ha paura di nessuno.
Ti Amo Mario.
Ancora Scudetti.
Balliamo il Tango e con Dani Alves penso che la nostra notte arriverà. Troppo forte e troppo matto.
Ad Aprile mentre i miei Amici ricostruivano una scuola distrutta dal terremoto, andiamo alla Guerra ancora contro il Barcellona.
Dani li conosce e sa come si fa.
Leo (il 19) platineggia da dietro per Mario che dalla fascia mette un missile che il Bambino con la 10, dopo aver tagliato il campo impatta, come un rasoio, una palla tesa per il 2-0, ancora una volta ai più forti del mondo.
Mi dico Alberto, quest’anno l’Ossessione finisce, stanne certo. Siamo i più forti. E siamo consapevoli.
Mi giro indietro e mi accorgo che abbiamo cancellato anche il Grande Torino, 6 scudetti in Fila.
Volo a Londra, affitto una Golf e Guido fino a Cardiff. Io e Silvio compagni eterni sempre assieme.
Un sentimento sinistro, la tranquillità del mondo Madridista.
Un massacro, nonostante Mario.
Delusione massima, lezione durissima.
L’Alieno ne fa due, vince e non fa prigionieri.
Si cambia ancora, un anno più vecchi, ancora in Champions una Grande Notte a Londra e poi ancora Real, ancora Lui.
In mezzo ai 41.000 vedo coi miei occhi a meno di 20 metri di distanza il gol più bello mai visto dal vivo, un Alieno che rovescia in porta, da 2 metri e 40 cm, la palla che chiude le nostre speranze.
Tutti in piedi, curva Sud compresa per una meritata e decisiva Standing Ovation. 0-3 e tutti a casa.
I leoni sono feriti, non morti.
Al ritorno è la Juve a essere Aliena nella più incredibile delle rimonte.
Mario è meglio di Cristiano fino a quando un ominicchio inglese decide di privare il mondo dello spettacolo dei supplementari per decidere quali delle due squadre sarebbe andata a prendersi la Coppa a Kiev.
Nessuno ci avrebbe fermato dopo una simile impresa. E a sentenziarci è ancora l’Alieno che si prende la qualificazione e la quarta Coppa in 5 Anni.
Lo abbiamo temuto fino ad odiarlo, insultato, applaudito come forse nessun altro Club rivale ha mai fatto.
Fino ad una settimana fa quando si è materializzato un sogno.
Benvenuto Alieno Dio del Calcio, ora sei della Juve e sai già qual’e la tua Missione.
Portaci quella Cazzo di Coppa.
Per noi, per te e per quelli che non ci sono più che avrebbero solo voluto vederti far gol per i nostri colori.
Fino alla Fine Cristiano.
Fino alla Fine.
di Alberto Trevisan