Le fasi lunari di Gonzalo Higuain

di Silvia Sanmory |

(…) tutto ciò che in somma qua giù perdesti mai, là su salendo ritrovar potrai”.

(Astolfo sulla Luna – Orlando Furioso, Canto XXXIV)

La Luna fa perdere la ragione, è capricciosa, a lei si attribuiscono fenomeni tra il mito e la leggenda. Ma se devo scegliere un unico aggettivo per descriverla, quello più rappresentativo è incostante.

Il nostro satellite che si barcamena tra novilunio,  fase crescente, plenilunio e fase calante mi rimanda a Gonzalo Higuain.

Quando nell’estate del 2016 i bianconeri lo strappano al Napoli, la stampa mette in risalto che si tratta di un colpaccio, uno dei migliori attaccanti del campionato a disposizione della Juventus per tentare di vincere la tanto sospirata Coppa dalle Grandi Orecchie. E i presupposti ci sono tutti, Pipita nella sua prima stagione realizza 32 reti, molte delle quali utili per assicurarsi il sesto scudetto e la vittoria della Coppa Italia; invece non brilla, anzi, è decisamente in fase calante, tanto da risultate uno dei peggiori in campo,  proprio nella finale di Champions contro il Real Madrid…

Nella sua seconda stagione bianconera il suo continuo crescere e calare lo consacra come un fuoriclasse discontinuo che alterna picchi di grandezza (come il gol contro l’Inter a San Siro) a “estraniazioni”. Un fuoriclasse che non riesce a gestire le sue potenzialità tecniche a causa di una discontinuità atletica ed emotiva.

La forma fisica altalenante di Gonzalo, spesso oggetto di satira sui social e tra i tifosi, mi ha fatto pensare ad un precedente della storia juventina, il centravanti Bruno Nicolé, ai tempi di Sivori e Boniperti, che tendeva ad ingrassare ad ogni minima pausa agonistica tanto che questa situazione compromise la sua carriera. L’Higuain che si ripresenta in bianconero ad inizio campionato 2019/2020 sembra però rinato, raggiunge  picchi di velocità  da 30 – 31 km /h nelle prime partite dove assesta un gol pesante al Napoli e nelle sfide europee segna contro il Bayer Leverkusen. Decide la partita nei minuti finali di Inter- Juve, gioca un match di altissimo livello contro l’Atalanta tanto da realizzare due reti, la seconda nata da un’intuizione di Dybala che a fine partita dirà: “Con Higuain mi intendo con lo sguardo, siamo una bella coppia”.

La fiducia del Pipita galoppa, è lontano il ricordo della sfida contro la Juve in casacca rossonera del novembre 2018, rigore sbagliato, espulsione,  dicembre difficile e l’addio alla serie A ad inizio 2019, destinazione Chelsea.

Ma i corsi e ricorsi storici sono in agguato.

22 dicembre 2019, finale di Supercoppa italiana a Ryad, vittoria netta della Lazio. Tra i responsabili del fallimento juventino c’è anche Higuain, palloni giocati quasi inesistenti, “un fantasma in mezzo al campo”, assente nonostante sia presente. Rendimento insufficente pare per condizione fisica non ottimale ma soprattutto per “distacco” mentale. I dati statistici parlando di una media realizzativa più bassa rispetto a quella con il Milan. Ma sono solo numeri perché Gonzalo (per il quale nutro una particolare simpatia, lo devo ammettere) in questa nuova stagione con la Vecchia Signora ha saputo ritagliarsi un ruolo nel tridente bianconero dimostrando di essere spesso uomo squadra (con sei assist all’attivo) più che bomber solitario, “meno egoista” (secondo le parole di Maurizio Sarri) sia da titolare sia quando entra a partita in corso.

Questa sua nuova capacità di mettersi al servizio della squadra può essere produttiva e stimolante per il nostro numero 21 che potrebbe tornare ad essere spettacolare. Come una luna piena.