Cosa aspettarsi da Fagioli, simbolo della “new wave” Juve

di Valerio Vitali |

Storicamente la Juventus ci ha impiegato sempre molto tempo per lanciare i giovani calciatori, ma in questo periodo storico non si può non dare qualche possibilità a Fagioli. Il centrocampista, prodotto del vivaio bianconero, va comunque dosato gradualmente in termini di minutaggio. Di lui sia anche Allegri (a suo tempo) ne parlo’ in termini entusiastici.

Lo stesso Pirlo in questi giorni ne ha esaltato le qualità ieri nel post partita con il Crotone: “Ha il calcio nella testa ma soprattutto guarda sempre in avanti e non è cosa da poco”. E’ ovvio che a oggi, parametrando proprio Pirlo come punto di arrivo per quel ruolo in mezzo al campo, ne deve passare di acqua sotto ai ponti. D’altronde ieri per Fagioli si trattava della prima presenza in Serie A (aveva già esordito pero’ in Coppa Italia).

Certamente l’inserimento nell’impianto di gioco è stato piuttosto “soft”. Entrare in campo sul 3-0 allo Stadium contro il Crotone è un aiuto psicologico indubbio. Farlo in Champions, come sarebbe potuto essere con il Porto, è tutt’altra storia. La personalità pero’ non gli manca nell’andarsi a posizionare per ricevere il pallone e nell’andare a battere i calci piazzati. Nel normale percorso di crescita che il classe 2001 (ha da pochissimo compiuto 20 anni) deve affrontare c’è inoltre il peso della maglia Juve. Una maglia che inevitabilmente, per storia e obiettivi non puo’ essere paragonata a quella dei due terzi dei club di Serie A.

In questa stagione pero’, dove Pirlo non ha mancato di far debuttare molti ragazzi dell’Under 23 in momenti alquanto delicati, ci potrebbe essere più spazio anche per lui. Basti pensare ai prossimi appuntamenti che attendono i bianconeri, Spezia e Benevento su tutti. Con la concomitanza di Arthur fuori per infortunio, il suo minutaggio in campo potrebbe aumentare da qui al termine dell’annata calcistica, come giusto e doveroso che sia per un club come la Juventus che punta ad un ringiovanimento e ad un “rinnovato entusiasmo”.

Nell’analisi complessiva che va fatta su Fagioli vanno comunque utilizzati saggezza e tempo, senza correre il rischio di “bruciarlo” subito. Caricargli troppe responsabilità tecniche (a maggior ragione nella fase di costruzione dove questa squadra difetta) non farebbe bene al ragazzo per la sua naturale fase di crescita. Le aspettative sono alte, vista anche la carenza di “piedi buoni” che passa alla Continassa già da qualche tempo in mediana, così come le chance di vederlo titolare nel medio-breve termine. Puo’ essere davvero Fagioli il simbolo di questa “new wave” juventina, che vede tra gli altri molti ragazzi dell’Under 23 e alcuni della Primavera. A dimostrazione che un ricambio generazionale, anche a Torino, si puo’ effettuare.