Facciamo chiarezza sulla squalifica di Higuain

di Maurizio Romeo |

Sono passate poco più di 24 ore dalla sconfitta del Napoli a Udine, ma ancora non si sono sopite le polemiche per l’espulsione subita da Gonzalo Higuain e per la successiva reazione che costerà molto cara al centravanti argentino. Autentico traino della formazione partenopea sino a ieri con 30 gol segnati nelle 31 partite sin qui giocate, sempre presente sinora e con un solo giallo all’attivo nei precedenti match (nonostante le sue proteste spesso plateali e reiterate), al 30° minuto di Udinese-Napoli l’arbitro Irrati lo allontana dal terreno di gioco estraendo il secondo cartellino per il fallo commesso nei confronti di Felipe. Alla notifica del provvedimento il giocatore argentino perde però testa ed è protagonista di una reazione che, vedremo nel dettaglio nei paragrafi successivi, potrebbe costargli una lunga squalifica. Se ne accorgono i suoi compagni che lo portano via dapprima dal direttore di gara e poi dai propositi del Pipita di farsi giustizia da solo nei confronti di Felipe.

Dopo quanto accaduto ieri se ne sono sentite (e lette) di tutti i colori, con opinionisti più o meno imparziali pronti a dire la propria sull’accaduto e a lanciarsi in improbabili previsioni sull’entità della squalifica, avventandosi in paragoni con altri episodi accaduti in passato che poco però hanno a che vedere con quello accaduto ieri alla Dacia Arena.

Pochi lo hanno fatto a ragion veduta e siccome noi siamo abituati a ragionare con codici e regolamenti alla mano, cercando di dare al lettore gli strumenti per far sì che possa farsi una propria opinione, abbiamo deciso di fare un po’ di chiarezza.

Come prima cosa analizziamo i fatti: perchè Higuain è stato ammonito? Le decisioni di Irrati sono state eccessive?

Andiamo quindi con ordine.

Al quarto d’ora del primo tempo, il Pipita viene colto in posizione di fuorigioco (millimetrica, ma sembra esserci) dal primo assitente De Luca e reagisce al fischio del direttore di gara prendendo in mano pallone e sbattendolo violentemente per terra in senso di protesta.

1aammonizione

Manifestazione plateale di dissenso che il regolamento ufficiale (lo potete trovare qui) prevede debba essere punito con un cartellino giallo, come evidenziato nelle linee guida in appendice alla Regola 12 (Falli e scorrettezze) a pag. 127.

DissensoRischia poi il secondo giallo dopo 15 minuti protestando nuovamente in maniera sin troppo veemente e plateale per una rimessa laterale e per un fallo subito da Kuzmanovic. L’ammonizione arriva invece pochi istanti dopo: il n°9 del Napoli, a seguito di un contatto falloso non sanzionato di Felipe, con la palla lontana reagisce di stizza cercando il contatto fisico con l’avversario e lo colpisce con un calcio sul piede sinistro, come si evidenzia nella sequenza successiva.

giphy

Non c’è alcuna contesa per il pallone (che è lontano dai due giocatori) e pertanto questo tipo di intervento sarebbe configurabile come condotta violenta (pag. 129 del regolamento) considerando la vigoria con cui Higuain cerchi il contatto con l’avversario. A livello disciplinare importa poco se il colpo vada o meno a segno.

CondottaViolenta

L’attenzione di Irrati è però inizialmente verso il pallone e sembra cogliere il contatto solo con la visuale periferica. Questo probabilmente lo induce ad avere “clemenza” verso l’argentino e a non estrarre il rosso diretto per condotta violenta che, fra le altre cose, avrebbe anche portato a una squalifica più lunga (3 giornate). L’arbitro toscano opta quindi per un secondo giallo considerando presumibilmente il contatto come una carica irregolare (pag.120)…

CaricareAvversario

…commessa con imprudenza. Inevitabile e motivata quindi la seconda ammonizione.

negligenzaSe tutto si fosse fermato a questo punto la sanzione prevista per Higuain sarebbe stata quella minima: 1 giornata, come previsto dall’articolo 19 comma 4 del Codice di Giustizia Sportiva (lo potete trovare qui).

CodiceGiustizia

Il Pipita a questo punto però perde la testa: appoggia le sue mani sul petto del direttore di gara, lo spinge e per 3 volte gli urla qualcosa in viso con rabbia, anche se non si legge il labiale le immagini sono equivocabili.

giphy

Il centravanti argentino viene poi portato via a forza mentre cerca di avvicinarsi all’avversario, ancora a terra, in modo minaccioso.  Prima i compagni e poi alcuni componenti della panchina lo portano fuori dal terreno di gioco con estrema fatica.

A questo punto, prima di avventurarsi in previsioni, è utile rammentare che ciò che le decisioni dal giudice sportivo in merito a sanzioni è squalifiche vengono prese usando essenzialmente solo due strumenti:

  1. Gli atti ufficiali, o referti, compilati dagli arbitri e dagli emissari della Procura federale
  2. Il codice di giustizia sportiva che definisce l’entità delle singole sanzioni

L’entità della squalifica dipenderà quindi da ciò che Irrati e i suoi collaboratori abbiano riportato nei loro referti: fondamentale sarà ciò che avrà scritto in merito all’intensita del contatto delle mani sul petto (l’espressione del direttore di gara nelle riprese tv fa capire che non l’abbia reputato un contatto fortuito) e alle parole che il giocatore del Napoli gli ha urlato in faccia. Certo, se vi fossero i referti pubblici come auspicato da noi solo una settimana fa, tutto sarebbe già molto più chiaro, ma al momento dobbiamo accontentarci..

C’è un precedente abbastanza recente, paragonabile per certi versi a quello visto a Udine con il quale possiamo aiutarci fare una breve riflessione, ovvero quello fra Borja Valero e Gervasoni in un Parma-Fiorentina di 2 stagioni fa che costò al giocatore viola una squalifica di 4 giornate.

Il giocatore spagnolo della Fiorentina pagò caro il fatto di aver colpito con il braccio dell’arbitro: subì infatti una squalifica di 4 giornate (1 per il rosso e 3 per il contatto con il direttore di gara), poi ridotte a 3 in appello dalla Corte di Giustizia Federale. Una chiave per capire quanto possa essere l’entità della squalifica di Higuain può quindi arrivare da una lettura delle motivazioni di quella decisione (le potete trovare qui).

PrecedenteValero

Nello specifico i passi più importanti sono due.

Il primo:

E’ ben vero che taluni precedenti arresti di questa Corte e di altri Organi di giustizia, invocati in reclamo al fine di ottenere l’annullamento e/o una riduzione della squalifica, hanno sanzionato con due giornate effettive di gara episodi fattuali sostanzialmente identici a quello di specie, ma accompagnati da espressioni ed epiteti nei confronti degli ufficiali di gara; ritiene tuttavia la Corte che la condotta del calciatore di cui al presente procedimento sia qualificabile come irriguardosa indipendentemente dall’accertata circostanza che tale condotta non è stata accompagnata da frasi e/o epiteti di sorta.

Come già detto quindi tutto dipenderà da cosa il direttore di gara avrà scritto nel suo rapporto: considerando l’atteggiamento di Higuain al momento dell’espulsione e che le immagini abbiano mostrato il suo urlo reiterato in faccia ad Irrati, codice alla mano sarebbe lecito attendersi una squalifica di almeno 4 giornate (1 per il doppio giallo e 3 per l’atteggiamento offensivo e irriguardoso), difficilmente riducibile in appello per le motivazioni sin qui elencate e per una frase categorica scritta proprio dalla Corte Federale all’interno di quello stesso comunicato.

Ritiene in definitiva la Corte, in conformità ad indirizzo ormai granitico, che la propria decisione debba venir fondata esclusivamente sulle risultanze degli atti ufficiali, senza consentire ad emergenze estranee, anche solo affievolita rilevanza sulla formazione del proprio convincimento.

COMUNICATO UFFICIALE N. 336/CGF (2013/14) – CORTE DI GIUSTIZIA FEDERALE 

Un’ultima postilla desidero dedicarla al paragone improprio con quello accaduto solo due settimane fa nel derby di Torino, ovvero il famoso testa a testa fra Bonucci e Rizzoli, un caso decisamente mediatico.

Le immagini nella loro interezza mostrano infatti come siano andate le cose.

BonucciRizzoli

Il difensore bianconero protesta proprio con Irrati, arbitro addizionale di quell’incontro, che ha appena indicato come falloso il contatto fra Alex Sandro e Bruno Peres inducendo il direttore di gara Rizzoli a fischiare il calcio di rigore in favore del Torino. L’arbitro bolognese sbaglia però a mio avviso nella gestione dell’episodio: si avvicina e si frappone fisicamente fra i due allontanando il giocatore della Juventus e solo a seguito del reiterarsi delle proteste estrae il cartellino giallo senza però che i due vengano mai a contatto. La vicinanza delle due teste, viste in fermo immagine estratti ad arte e postati sui social, è però solo frutto della prospettiva schiacciata dal teleobiettivo (vedi qui). Sono proteste eccessive che sono semmai punite in ritardo, comunque all’interno della stessa azione, con un cartellino giallo.

Il paragone più corretto sarebbe con le plateali proteste di Zaza al termine di Juventus-Empoli e colte dalle telecamere TV all’indirizzo dell’arbitro Calvarese reo di non aver concesso un rigore per un fallo ai suoi danni.

ZazaCalvarese

Il giocatore lucano, peraltro anche già ammonito, ha rischiato tantissimo perchè le sue frasi, non propriamente da educanda, avrebbero meritato un cartellino rosso diretto seguito codice alla mano da 2 giornate di squalifica per atteggiamento irriguardoso.

Proteste eccessive e inutili: si può capire il nervosismo per un rigore non assegnato, ma rischiare di prendere una squalifica alla fine di una partita in cui si è portata a casa comunque una vittoria importante è davvero da polli e Zaza deve ringraziare che nè Calvarese né i suoi collaboratori abbiano sentito i suoi epiteti che, rispetto a Higuain, perlomeno ha avuto l’accortezza di non gridare in faccia.