Evra e il passaggio del testimone: le statistiche in Dinamo – Juve

di Alex Campanelli |

All’uscita delle formazioni ufficiali di Dinamo Zagabria – Juventus il mood generale dei tifosi bianconeri era più o meno questo: “Ma come, gioca Evra ma non Alex Sandro? Ma quindi il titolare è ancora lui dato che gioca in Champions? Perché non lui con l’Empoli e Sandro in coppa?”. Al di là del fatto che il brasiliano ha giocato da titolare, restando sempre in campo per 90′, tutte le gare di campionato sino ad oggi, la presenza di Patrice viene vista quasi come un peso, soprattutto dopo l’ormai arcinoto errore che permise al Bayern Monaco di pareggiare negli ottavi di finale della scorsa Champions.
Terminato in goleada il match, con prestazioni positive da parte di tutti gli 11 in campo, resta comunque la sensazione che il terzino francese sia decisamente vicino al canto del cigno e che sempre più spesso sarà lui a doversi accompagnare in panchina, col principale compito di dar fiato ad Alex Sandro in vista delle gare ritenute più complicate.

Un confronto totale coi due brasiliani sarebbe ingeneroso, oltre che insensato, vale invece la pena soffermarsi sul coinvolgimento complessivo nel gioco del numero 33: Evra ha giocato in tutto 88 palloni, numero elevato giustificato da una gara dominata dalla Juve, ma è stato uno dei bianconeri meno coinvolti nell’azione, davanti ai soli Pjanic e Higuain e parecchio dietro a Dani Alves, che svetta coi suoi 123 palloni giocati. Allo stesso modo, Evra è terzultimo sia per passaggi totali che per passaggi completati (56 e 44, percentuale di riuscita del 79%), con Bonucci e ancora Alves in testa alle due graduatorie. Diamo inoltre un’occhiata alla heatmap generale della Juventus:

heatmap-vs-dinamo

Lo sbilanciamento a destra della manovra della squadra di Allegri è dovuto a tre fattori principali: la presenza di un accentratore di gioco come Dani Alves, sempre tra i più coinvolti in ogni azione offensiva, l’inserimento non ancora ottimale di Pjanic sul centro sinistra (meno della metà dei palloni giocati rispetto ai compagni di reparto) e la tendenza della squadra ad appoggiarsi sempre meno all’out di sinistra quando è occupato da Patrice piuttosto che da Sandro, atteggiamento peraltro evidenziato dal focus statistico sul brasiliano nella gara col Siviglia.

Nulla da dire sulle stat difensive, discrete contro una squadra che comunque ha imbastito ben poche trame interessanti: 6 duelli vinti su 12, 2 duelli aerei vinti su 3, 4 respinte (miglior bianconero), 2 intercetti e 2 palloni recuperati. Evra è anche andato al tiro due volte, da dentro l’area di rigore, senza tuttavia centrare lo specchio della porta.

Una gara attenta e ordinata, senza squilli particolari, decisamente sopra la sufficienza ma che lascia un po’ di amaro in bocca se paragonata alle recenti prestazioni di Alex Sandro, che aveva comunque bisogno di rifiatare. Nel corso del cammino europeo della Juventus serviranno sicuramente l’esperienza, il carisma e l’abilità nel gioco aereo di Evra, ma resta l’impressione che questa sarà la stagione del definitivo passaggio del testimone. Patrice ci tiene quanto noi a chiudere in bellezza.