Eventibus – Le pagelle dei presunti protagonisti

Massimo Zampini – 9,5

Mattatore del pomeriggio. Classico centravanti di sfondamento che, come Higuain, approfitta dei piedi buoni per arretrare venti metri e fare anche da regista offensivo. Padrone di casa, introduce gli interventi, detta i tempi, duetta magistralmente con lo storico “compare” Angelini e gli altri ospiti che si alternano sul palco. Picco della sua prestazione la violazione della privacy di cui si macchia per svelare le chat private con l’ottimista Mario Desiati (“arriveremo quinti”, “il Tottenham ce ne farà nove”) e il combattivo Pietro Sermonti (“Acchìev!”). Va in difficoltà quando, pressato alto, è costretto a balbettare un’improbabile giustificazione sulle sue responsabilità circa le cinque finali consecutive perse in Champions (barattate con la vittoria ai rigori del ’96 in un momento di debolezza). Supportato dall’affetto del pubblico di casa riesce comunque a riprendere il bandolo della matassa, dando il colpo d’ala finale con l’apprezzatissima poesia “Er gò de Schick”. Nel post-eventibus parte aggressivo tentando l’approccio spudorato con Valeria Arena, unica autrice donna presente. Ripiega in buon ordine quando nota che Momblano, approfittando degli spazi tra le linee, prova a fare lo stesso con sua moglie. A quel punto si accontenta di un saggio “tiki-taka” in salsa Roma Nord, che gli consente di controllare lo status quo e portare a casa una vittoria ampiamente meritata, senza troppi scossoni.

Luca Fausto Momblano – 9,5

L’allenatore di Juventibus, pur attribuendo i meriti della vittoria ai ragazzi, ne è artefice a pieno titolo. Controlla ogni dettaglio ma lascia agli interpreti piena libertà creativa. Pianifica la scaletta, sceglie con attenzione perfino la distribuzione di tavoli e sedie, ma si fida della sua squadra e vive ogni imprevisto come occasione e non come traversìa. Ricordandosi di essere il meno sabaudo tra i sabaudi, rende gag brillanti le aride discussioni tattiche sull’undici che schiereremo a Kiev (tra gli scongiuri e gli improperi del Zampini). La lavagna tattica umana che costruisce viene spazzata via dalla rabbia di Claudio Marchisio alias Simone Navarra (vedi sotto), lasciandoci così la curiosità su chi giocherà in porta all’Olimpiyskiy il 26 Maggio. Nel post-eventibus svela che Asamoah partirà titolare e abbozza una delle sue profezie, senza tuttavia chiarire fino in fondo: “cinque lettere”. Vedremo.

Monica Somma – 10

Oltre a “non essere esattamente un cesso” (cit. Massimo Zampini), si mostra cordiale, simpatica, a tratti perfino timida. Ti aspetti la star che se la tira, ti sorprende invece con la sua spontaneità, che finisce per esaltarne ulteriormente la bellezza e l’eleganza. Pur in un contesto ben diverso da quello a cui è avvezza, sul “palco” si disimpegna con lo stile e la bravura che ormai le conosciamo. Lei è l’unico motivo per cui Zampini e Momblano non possono arrivare al 10.

Simone Navarra – ∞

Amico e contributor di Juventibus tra i più raffinati, gioca in casa. Il suo ingresso sul palco rimarrà il momento più iconico del primo Eventibus. Chiamato da Luca Momblano, durante la lavagna tattica umana, ad impersonare il “panchinatissimo” Claudio Marchisio, risponde alla domanda “c’è ancora spazio per Claudio Marchisio nel centrocampo della Juve?” con un centratissimo e indimenticabile “io sò incazzato da undic’anni. A pochi isolati da qui, nel 2006, volevano sancire la nostra scomparsa dal calcio”. Non esattamente il “#HuaweiP10Lite” che ci aspettavamo, ma strappa gli applausi del pubblico in visibilio, che porta ancora addosso le cicatrici di quella ferita. Il post-scarica di adrenalina lo paga a cena, quando solo uno strano intruglio offerto da Leomina riesce a strapparlo dalle braccia di Morfeo.

Antonello Angelini – 8

Il giochetto “poliziotto buono-poliziotto cattivo” che realizza, da anni, con Massimo Zampini, funziona a meraviglia anche stavolta. Apre il pomeriggio facendo gli onori di casa, da romano e fondatore di Juventibus. Lo conclude spiegando ai giovani autori del sito come l’ambizione sia il motore di tutto, che accontentarsi dell’1-0 sia una forte limitazione. Argomenta che bisogna, a tal proposito, prendere esempio dal Real Madrid e, appunto, da Angelini stesso. Per esplicitare meglio il successo della sua teoria, mostra una foto sul cellulare della splendida moglie. I commensali restano un po’ spiazzati dal fatto che abbia cercato la pic della moglie su Google e non sulla fotogallery del cellulare. Ma il concetto ne esce rafforzato.

Giancarlo Liviano D’Arcangelo – 8,5

Elegante, cordiale, ospitale. Figura chiave della organizzazione dell’Eventibus, penna troppo raffinata per noi. E’ un privilegio che sia dei nostri. Mezzo voto in più per la palermitanità della fidanzata.

Dario Pergolizzi – 9

Da quando è match-analyst ha definitivamente sviato il sospetto di essere più bello che intelligente. Di sostanza il dialogo con Giulio Gori sulla difesa, dove pur partendo da punti di vista diversi arrivano a un punto condiviso. L’invidiatissimo endorsement odierno della Somma gli vale un voto in più e, crediamo, alcune ore di sonno in meno.

Emilio Targia – 8

Voce autorevole e appassionata, tra favole e memoria concreta di fatti indelebili. Che siano le lacrime o la gioia gli attori principali, il suo racconto vibra di juventinità e di passione per i fatti. Porta perfino la telecamera. Meglio di Bettega…

Federica Zicchiero – 8 

Si conferma la migliore su piazza nel recensire e presentare libri che non ha letto. Lo fa con Giancarlo Liviano e io me ne accorgo solo perché lo so. Adesso lo sapete anche voi. Se mi vedrete in giro con un occhio nero, sapete già di chi è la colpa

Pietro Salvatori – 8

Uno degli ultimi polpacci di Juventibus. Invidiatissimo accompagnatore di Monica Somma, si distingue sul palco per spontaneità e capacità di presentare ospiti di cui non conosce esattamente la professione. MVP del post-eventibus.

Valeria Arena – 8

Merita mezzo voto in più per avermi atteso un’ora a Fiumicino, mezzo in meno per la scelta del B&B. Un primo indiano si presenta all’indirizzo pattuito e la porta da un secondo indiano; il secondo indiano la accompagna in un ristorante indiano dove le fa firmare un foglio (chissà cosa ci fosse scritto) e la molla ad un terzo indiano; il terzo indiano la porta finalmente all’appartamento. L’indomani mattina fa check-out con un quarto indiano (ma questo non ho avuto il piacere di conoscerlo). In pratica una staffetta 4 x 100. Partecipa all’Eventibus in prima linea impersonando Higuain nel presepe tattico vivente. Unica autrice donna presente al post-eventibus, non risente della sua unicità, supera indenne la conversazione ad alto tasso alcolico con Zampini ed il sottoscritto, si mostra ottima bevitrice e buona mangiatrice. Sa scrivere bene (lo fa per lavoro) e, dice, sa anche cucinare, incredibilmente single… sapevatelo!

Giulio Gori – 8

Stile giornalistico e competenza calcistica riuscendo a non prendersi troppo sul serio. La sintesi di ciò che Juventibus prova ad essere. Ascoltare una “c” toscana come la sua e sapere che chi la pronuncia è un super-juventino è sempre una grande emozione. Nel suo intervento riesce nell’impresa di non citare né Barzagli né Pessotto. Conclude la cena post-eventibus con un elogio alle tradizioni sociali della città che ha dato i natali a Mister Allegri, la “straordinaria Livorno”.

Davide Rovati – 7,5

Outfit un po’ elegante e un po’ hipster, si dimena come un veterano nei panni di nerd della tattica. Incalzato, cade nell’impopolarità lasciando fuori Mario Mandzukic, a vantaggio di Douglas Costa, dall’immaginario undici di Kiev. L’applausometro, però, svela successivamente che il brasiliano non è meno amato dalla tifoseria rispetto al guerriero croato, riabilitandolo definitivamente.

Jacopo Azzolini – 7,5

Si presenta con un improbabile maglioncino di color granata, forse tributo al club che più spesso gli apre le porte della tribuna stampa. Si esprime con la stessa flemma di chi si sveglia al mattino alle Bahamas e pianifica la giornata di vacanza. Il tono di voce sarebbe lo stesso anche se dovesse annunciare una strage, ma appare convincente la sua chiave di lettura per “stare vicini a Pjanic”.

Sandro Scarpa – 8

Intanto esiste e non somiglia a Bud Spencer. Twitta in tempo reale sull’account ufficiale Juventibus con tempestività e ironia, si mostra per la prima volta in pubblico e riscuote una standing ovation dal popolo del Nomentano. Alto quanto Chiellini ma senza turbante, sorriso alla Jugovic quando tocca il rigore della vita.. Sempre che fosse veramente lui.

Willy Signori – 9

Annuncia la sua presenza, poi disdice per imprevisti familiari. In realtà nessuno sa se ci fosse o meno perché nessuno lo ha mai visto in faccia. Poteva essere chiunque dei presenti nel pubblico, tranne l’amico che auspicava Dybala in panchina fisso. Su questo ci sbilanciamo: non era Willy. In molti millantavano perfino. L’anonimato nel destino.

Francesco Alessandrella – 7,5

Avvocato matrimonialista, sfrutta il pomeriggio per proporsi ai tanti presenti che hanno lasciato le mogli sole in casa per essere presenti al Nomentano e per testimoniare il clima idilliaco vissuto dagli Juventini a Napoli. Pescegatto orgoglioso.

Michael Crisci – 8

Dalla Brianza a Roma, andata e ritorno in giornata. Solo per interpretare (benissimo) Matudì in una lavagna tattica vivente interrotta da Claudio Marchisio indignato. Stima e simpatia sincere.

Leomina 8,5

I suoi pezzi, sebbene ancora inspiegabilmente indisponibili su Spotify, sono l’inno dei lettori di Juventibus. Tutti conoscono i ritornelli. Secondo solo alla Somma nelle richieste di selfies del pubblico, si produce in un magistrale duetto con Pietro Sermonti sulle note di “Intervengo da Cesena…”. Protagonista assoluto del post-eventibus, i suoi zuccherini sotto alcool hanno il merito di rianimare parzialmente Simone Navarra.

Mike Fusco 8,5

Seguito da moglie, figlio e Lapo (il cane), il pusher preferito di Massimo Zampini si presenta con un raccoglitore in stile Azzeccagarbugli contenente tutte le perle giornalistiche degli “ammiratori” della Juventus. In ogni istante può partorire la giocata che vince la partita. Il Dybala di Juventibus.

Toccoditacco – 7,5

Mister 13.000 followers colpisce sempre per la sobrietà sabauda che si contrappone all’originalità spiazzante dei suoi tweet. Per la prima volta non ha una camicia bianca e, mezzo voto in meno, per la prima volta non propone locali pieni di… (vabbè ci siamo capiti) per il dopo cena. Forse perché si trova a 800 chilometri da casa.

Maurizio Romeo – 7,5

Un’istituzione a cui non puoi non voler bene. Il Gigi Buffon di Juventibus, e non a caso è un portiere. Fa un viaggio infinito, tra andata e ritorno, per spiegarci qualcosa sul VAR ma i tempi lo impediscono quasi del tutto. Ah… l’ultima volta che lo avevo incontrato, quattro anni fa, aveva la maglia di Darko Kovacevic: l’ho trovato molto migliorato.

Alexander Supertramp – 7,5

Altro volto ignoto ai più, perché fin qui hanno parlato per lui le sue immagini, i fotomontaggi e le invenzioni grafiche. A Roma si è svelato. Raccoglie i cartoncini con le migliori frasi su “cos’è per te Juventibus” e rischia una costola per le risate continue provocate dalla vicinanza di Leomina.

Stefano Utzeri – 7,5

Partecipa alla lavagna tattica e alla cena post-eventibus. E’ la voce sarda del sito ed il contatore ufficiale dei gol presi dalla Juve in campionato. Anche lui, come il sottoscritto e Valeria Arena, prende un aereo per essere presente. Grande attaccamento alla maglia.

Macellaio del Nomentano – 3

Infastidito dalla nostra presenza, va via mormorando improperi e urlando “ve saluto e ve ringrazio, forzaroma e abbasso à lazio”. Avesse atteso fino all’ultimo si sarebbe potuto godere “er gò de Schick”. Voto 3 in onore dei suoi scudetti.

Giovanni Lentini – 4.5

Si sposa nel giorno di Juventus-Inter, si rifiuta di fare da autista a Monica Somma. L’Armageddon quando?

Il Pubblico 10

Merita lo stesso voto della Somma perché la raggiunge in bellezza. Oltre 200 persone composte, divertite, affezionate, familiari. In molti hanno affrontato viaggi lunghi per esserci. Il clima di amicizia che si respirava, tra gente che si vedeva per la prima volta, è difficile da spiegare ai non presenti. L’atmosfera era notata anche dai passanti non interessati. In un contesto così si sarebbero trovati a loro agio, pur non condividendo magari i contenuti, perfino tifosi di squadre avversarie. Un pubblico del genere è un segno, pur flebile, di speranza per il calcio italiano ed un incentivo, per noi, a continuare su questa strada.