Juventus 2019/20: il punto sugli esterni offensivi

di Alex Campanelli |

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Indipendentemente dall’allenatore della Juventus 2019/20, a bocce ormai ferme è giunto il momento di tracciare i consueti bilanci di fine stagione. Tra i più importanti c’è sicuramente quello relativo al rendimento degli esterni della Juve, i quali per i motivi più vari non sono riusciti a offrire prestazioni in linea con il loro spessore tecnico e/o al livello delle precedenti annate in bianconero. Una lacuna non da poco, considerando quanto la Juventus di Allegri ha puntato sul gioco sulle fasce in questa stagione, e al contempo uno spunto interessante in ottica mercato, con un paio di nomi in lizza su tutti.

Osservando qualche statistica generale, preoccupa soprattutto la scarsa prolificità delle ali bianconere: il più presente in zona gol, nonché il più impiegato, è stato Bernardeschi con 3 reti in tutte le competizioni, mentre sia Douglas Costa che Cuadrado si fermano a una sola marcatura. Per quanto riguarda gli assist, il migliore è stato Cuadrado con 4 passaggi vincenti, alla pari con Bernardeschi che però ha giocato 500 minuti in più, zero assist invece per Costa. L’involuzione dal punto di vista del gioco e la mannaia degli infortuni sono solide attenuanti, certo, ma i numeri appena elencati non rendono giustizia alla caratura tecnica dei laterali offensivi della Juve. Esaminiamone il rendimento uno alla volta.

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Tra i giocatori già di proprietà, è impossibile non partire da Douglas Costa. La stagione dell’11 brasiliano è semplicissima da suddividere in due momenti: prima e dopo lo sputo a Di Francesco. Nonostante qualche battuta a vuoto, il Douglas di inizio 2018/19 era quello che ci eravamo abituati ad ammirare: superiorità numerica costante sul suo lato grazie a dribbling e accelerazioni, pericolosità elevatissima a destra come a sinistra, grande capacità di incidere a partita in corso. All’episodio sopra menzionato poi sono seguiti gli infortuni e la progressiva perdita di fiducia da parte di Allegri e forse anche del giocatore stesso.  La mezz’ora contro l’Ajax aveva fatto ben sperare, poi il nulla. Al netto dei problemi incontrati, ma anche della novità rappresentata dal cambio di allenatore, è fondamentale ricordare che Douglas Costa è sicuramente uno dei migliori 5/10 esterni d’Europa e che NESSUN giocatore che non arrivi a costare cifre iperboliche riuscirebbe a portare alla Juventus la combinazione tra rapidità e qualità che possiede l’ex Bayern. Da mettere tra gli incedibili.

Interlocutoria, per certi versi, è stata anche la stagione di Juan Cuadrado. Come Costa, anche lui è stato protagonista di una prima parte di campionato positiva e in linea coi suoi standard, poi il grave infortunio al menisco l’ha fatto sparire dai radar per oltre 4 mesi. Con tutte le attenuanti che si è soliti riservare ai giocatori che rientrano da problemi fisici importanti, va comunque constatato come Cuadrado, al rientro in campo, non abbia praticamente mai offerto prestazioni oltre la soglia della sufficienza. Allegri l’ha schierato con continuità dal 1′ per fargli ritrovare la forma, complice l’esclusione dalla lista Champions, ma il colombiano è sembrato la pallida copia di sé stesso, con la gara contro l’Atalanta come unica eccezione e solo grazie all’assist per Mandzukic. Cuadrado è, come Douglas Costa, difficile da replicare: possiede un dribbling meno stilisticamente pulito rispetto al brasiliano, ma è ugualmente imprevedibile e soprattutto è capace di coprire l’intera fascia destra, fondamentale in non possesso e nelle diagonali difensive. Considerando però che l’ex viola ha appena compiuto 31 anni, eventuali offerte interessanti andrebbero sicuramente valutate. A patto di avere l’alternativa in mano, ovviamente.

Luci e ombre pure per Federico Bernardeschi, che al momento inseriamo tra gli esterni ma che potrebbe, a seconda del nuovo progetto tecnico, essere impiegato da mezzala così come da trequartista centrale/mezzapunta. La prima parte di stagione aveva fatto ben sperare, con il gol partita al Chievo seguito da tante prestazioni convincenti e un’intesa sempre crescente con Cristiano Ronaldo; poi il provvisorio passaggio al rombo di centrocampo, con Dybala più adatto di lui nel ruolo di rifinitore, e i problemi fisici che l’hanno tenuto ai box a fine 2018, gli hanno tolto lucidità e sicurezza. L’impressione è che Berna sia un giocatore che ha bisogno di trovarsi al massimo della condizione fisica per rendere in maniera adeguata (tutti abbiamo negli occhi la splendida prestazione al ritorno con l’Atletico), e nel contempo gli va costruito intorno un sistema che gli permetta di muoversi tra le linee, coi compagni a creare il vuoto intorno a lui; si spiega così, in parte, il suo clamoroso flop con l’Ajax. In due stagioni non siamo ancora riusciti a capire quanto vale davvero Bernardeschi e se può essere un giocatore importante per la Juventus, proprio per questo non è assolutamente il momento giusto per cederlo; tra i compiti più importanti del nuovo allenatore ci sarà quello di costruirgli una dimensione definita e forse definitiva. Verdetto rimandato di un anno.

Se la Juventus deciderà di intervenire sul parco esterni in estate, con ogni probabilità il nome più gettonato sarà quello di Federico Chiesa. Anche il laterale della Fiorentina viene da una stagione non esattamente rose e fiori: nel corso dei mesi abbiamo imparato a conoscerne molto bene caratteristiche, pregi e difetti, e soprattutto a identificare quegli angoli da smussare per inserirlo di diritto tra le migliori ali d’Europa. Di Chiesa in ottica Juve avevamo già parlato mesi fa, ora a campionato finito va osservato come, nonostante la pessima Fiorentina degli ultimi mesi, il figlio di Enrico abbia chiuso la stagione con 12 reti all’attivo (miglior marcatore stagionale dei viola) e 3 assist (secondo dietro a Biraghi), oltre a 4 rigori conquistati (migliore della Serie A assieme a Lasagna). Numeri che non vanno paragonati a quelli dei nostri esterni, ma che giustificherebbero un investimento importante, a patto che Chiesa venga considerato fin da subito parte integrante del progetto Juve.

L’altro candidato, salito agli onori della cronaca solo di recente, sembra essere Riccardo Orsolini, per il quale la Juventus possiede una clausola di controriscatto da far valere qualora il Bologna decidesse (com’è probabile) di esercitare l’opzione d’acquisto. Da quando Sinisa Mihajlovic l’ha imposto come titolare sull’out di destra, il rendimento dei felsinei è schizzato alle stelle (complici gli arrivi di Soriano e Sansone), così come quello dell’esterno mancino, che non aveva mai ricevuto piena fiducia da Pippo Inzaghi. I numeri di Orsolini nelle ultime giornate sono impressionanti, tanto che il ragazzo ha attirato su di sé l’attenzione di diversi club, Milan su tutti; 8 gol (più 2 in Coppa Italia) e 5 assist in campionato, per un giocatore che è stato impiegato continuativamente dal 1′ solamente nella seconda parte di stagione, sono un bottino di primo livello considerando anche che, pur essendo un classe ’97 come Chiesa, Orsolini è alla prima stagione intera in A. Rispetto al viola, Orsolini è un giocatore che vive di spunti e guizzi, non ha l’impatto di Chiesa in ogni zona del campo e appare decisamente meno pronto, ma sarebbe un investimento più sensato (oltre che meno oneroso) come alternativa fissa dei titolari, non come potenziale concorrente, almeno nelle gerarchie iniziali, un po’ come accaduto con Spinazzola.

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L’impressionante ruolino di marcia di Orsolini da marzo ad oggi, nettamente il migliore tra gli esterni della Serie A

Come sarà composto il parco esterni della Juventus 2019/20? Molto dipenderà dalle posizioni di Cristiano Ronaldo e Dybala, che non abbiamo volutamente inserito nella nostra analisi in quanto decisamente più attaccanti che ali. Se almeno uno dei due verrà riportato in posizione centrale, congiuntamente all’incognita relativa al ruolo di Bernardeschi, è molto probabile che serva un ulteriore innesto. La palla passa a Paratici e, ovviamente, al nuovo allenatore della Juve.


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