Essere Carlo Pinsoglio

di Milena Trecarichi |

Quante volte sentiamo ripetere a mo’ di battuta “Vorrei essere Carlo Pinsoglio?” e questo perché c’è chi pensa che esserlo sia il mestiere più facile del mondo. In effetti fare il terzo portiere della Juventus, giocare una o se va bene due partite (o spezzoni) l’anno in cambio di uno stipendio comunque ben superiore alla media nazionale, sembra roba da tutti anche quando non è per tutti.

Cosa vuol dire essere Carlo Pinsoglio? Vuol dire essere il primo tifoso in panchina della propria squadra, sostenere i compagni, cementare il gruppo aiutando i nuovi ad inserirsi o più semplicemente “fare spogliatoio”. Essere Pinsoglio significa avere la consapevolezza di accettare la panchina per tutto l’anno senza fiatare o frustrarsi, saper aspettare il proprio momento e magari neppure capita, ma significa anche essere consapevoli di rappresentare un punto di riferimento per i compagni, non a caso nelle esultanze dopo i gol è sempre uno dei primi ad essere cercato dai compagni, così come nei selfie di rito post partita oppure durante gli allenamenti. Oltre che comunque rappresentare la società. Quel Carlo Pinsoglio, che come Padoin a suo tempo, è diventato la mascotte dei tifosi, dei compagni (“È più forte di me” ripete scherzando Szczesny). Professionista esemplare, mai una parola fuori posto, mai un titolo.

Essere Pinsoglio significa anche, da un anno, diventare uno dei più cari amici del Re, sì proprio Cristiano (non a caso il portiere era presente alla festa di compleanno per i “pochi eletti” del portoghese). Essere Pinsoglio significa girovagare in prestito tra varie squadre di serie B, serie C, fare la “gavetta vera” per poi coronare il sogno nel 2018 di debuttare in Serie A e di diventare per ben due volte campione d’Italia con annessa vittoria di coppa italia e supercoppa.

Mestiere ingrato quello del terzo portiere, in tanti ci provano, in pochi ci riescono per mancanza di attitudine e di caratteristiche. Sì, anche per fare il terzo portiere bisogna possedere delle peculiarità (più umane che tecniche a un certo livello) adatte a svolgere alla perfezione questo compito apparentemente facile. Questo l’ha capito anche la Juventus, che ha scelto a tal proposito di rinnovare di anno in anno il contratto del suo terzo portiere, motivo per cui si pensa che l’attuale in scadenza a giugno 2020 venga rinnovato per un’altra stagione, poiché non sussistono motivi per non andare avanti. Anzi. In una squadra forte, ben vengano i Ronaldo, ma ben vengano anche i Pinsoglio. Se sono pure amici, tanto meglio.


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