Caso Suarez e modalità d’esame: la spiegazione del professor Massei

di Manuel Panza |

Da ormai 24 ore l’argomento Suarez è in primo piano in ogni testata giornalistica calcistica a causa della presunta irregolarità riguardante l’esame di italiano svolto dal Pistolero a Perugia.

A tal proposito durante Casa Juventibus è stato contattato Giorgio Massei, esperto delle certificazioni di lingua e direttore di una scuola per stranieri nelle Marche, che ha parlato di ciò che sta accadendo e ha sfruttato l’occasione per fare chiarezza sulle modalità della prova.

Conosco personalmente i coinvolti, abbiamo collaborato e sono degli encomiabili professionisti. Chi ha fatto l’esame di una certificazione linguistica sa che sono prove molto lunghe dove si misurano tutte le competenze, qui invece parliamo di un test per la cittadinanza che è differente: non essendoci una finalità specifica è un test alleggerito. Con il Covid la prova è stata ulteriormente semplificata, è diventata solo orale e dura 10-15 minuti massimo. Se andate nei siti dei centri di certificazione vi forniscono già i modelli e le domande che potrebbero essere fatte. Ovviamente poi un conto è parlare della simulazione di esame e un altro è anticipare nel dettaglio ciò che sarà chiesto“.

Tutto chiaro fin qui, ma come viene svolto l’esame? È davvero così difficile?
Si parte da una breve presentazione per poi passare alla seconda fase che riguarda le sfere di interazione sociale minime, perché qui non si parla di persone che vogliono il B1 normale e quindi non hanno interessi accademici o relativi ad ambiti linguistici che normalmente verrebbero testati. Successivamente viene chiesto di descrivere a piacere una di queste situazioni: un viaggio fatto recentemente, un libro letto recentemente o un film visto recentemente. Dopo si passa a un dialogo in cui si parla di lavoro, di curriculum e anche di ambiti sociali. La competenza è minima e, come detto, non paragonabile al B1 normale“. Dunque non serve conoscere un italiano così avanzato per sostenere un esame per la cittadinanza che, ribadiamo, è diverso dalla solita prova per il B1.

Aggiungo un’altra cosa, a volte per un ispanofono è come se ci fosse già il livello B1 anche senza studiare, come quando gli italiani vanno in Spagna: noi parliamo nella nostra lingua ma riusciamo comunque a capire e interagire. Non c’è la necessità che si parli bene ma basta conoscere le regole basilari. Ora non voglio giustificare a priori ma temo che l’esame venga percepito come se di fronte ci fosse la prova di maturità, ma le competenze richieste sono molto gestibili. Non voglio dire che non ci siano responsabilità ma qui si sta travisando il tipo di prova”.

La notizia principale di oggi è quella riguardante la presunta intercettazione dell’avvocatessa Maria Turco, che avrebbe promesso di portare nuovi studenti stranieri al dg dell’Università per Stranieri. Ma è davvero un vantaggio così rilevante?

I numeri di certificazioni in Italia sono alti, ci sono migliaia e migliaia di studenti interessati. A chi potrebbe far avere queste certificazioni la Juventus? Non c’è una mole di stranieri esagerata, ne potrebbe mandare forse due o tre all’anno? Tutt’al più si potrebbe dire che avere calciatori famosi che ottengono la certificazione a Perugia può essere positivo per la pubblicità e per la risonanza“.

La data anticipata: “Questa è un po’ un’anomalia, si possono fare delle sessioni straordinarie se ci sono tanti studenti che giustificano la nuova data. In ogni caso decide l’università, la particolarità magari è la tempistica con il quale è stato dato il certificato. Di solito gli studenti lo hanno in mano dopo un po’ di attesa però non so bene quali sono le regole, penso che anche questo sia a discrezione dell’università“.


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