Tutti gli errori di mercato della Juventus

di Milena Trecarichi |

Due giorni a Juventus-Sampdoria. A che punto è l’entusiasmo, parola d’ordine della nuova di Agnelli?

Entusiasmo per il nuovo allenatore: NOVE.

Entusiasmo per il mercato: GIUDIZIO SOSPESO!

Due premesse doverose per evitare strali e commenti apocalittici:
– Il Covid ha paralizzato l’economia globale, con ripercussioni inevitabili sul mondo del calcio;
-La Juventus si ama, sempre.

Tutte le big europee hanno registrato perdite più o meno ingenti, le premesse di un mercato “povero”, sono state ampiamente rispettate, salvo rare eccezioni (Chelsea su tutti). La Juventus, però, si porta dietro dei problemi strutturali, da almeno due anni, da prima dell’avvento del coronavirus. Tante le operazioni di mercato che hanno sortito effetti negativi sul bilancio, accompagnati da un riscontro altalenante sul rettangolo verde.

Eccone alcune tra quelle più eclatanti:
HIGUAIN: 90 milioni si sono dimostrati alla lunga un investimento mal riuscito, vista la minusvalenza di 18.3 mln, causa rescissione del contratto. Primo anno ottimo da parte del Pipita, secondo buono, ultimi due disastrosi. Poco per giustificare un investimento di tale portata.

BERNARDESCHI e DOUGLAS COSTA: 80 milioni complessivi per i loro cartellini.  Il primo non ha rispettato le stimmate del predestinato, il secondo ha passato più tempo in infermeria che in campo. Aspettative deluse e ingaggi che li rendono difficili da piazzare (4.5 mln il primo, 6 mln il secondo).

PARAMETRI ZERO: dai rinnovi sanguinosi a calciatori datati come Khedira (6 mln) e Matuidi fino all’ingaggio di Ramsey e Rabiot (ingaggio da 7 mln per entrambi). Operazioni poco lungimiranti per vari motivi. Matuidi ha rescisso il contratto rinunciando all’ultimo anno per cui la piccola minusvalenza è compensata dal risparmio generato, Khedira sta trattando la buonuscita, Rabiot ha dato ottimi segnali post-Covid ma l’ingaggio resta alto rispetto al suo valore, Ramsey non si è integrato per vari motivi. Fare cassa con uno dei due per arrivare ad un centrocampista top, appare complicato, ma il mercato è ancora lungo, never say never.

SECONDE LINEE: Rugani e De Sciglio percepiscono 3.5 mln e 3 mln. Qualora vi fosse una squadra interessata, non sarebbe in grado di corrispondergli quelle cifre. Motivo per cui, Romero che ha un ingaggio nettamente più basso, ha avuto più richieste sul mercato.

Tutti si chiedono come abbia fatto la Juve ad acquistare dal Genoa il difensore argentino per 26 mln, per poi girarlo in prestito all’Atalanta. La società ligure ha acquistato Sturaro per 18 mln, trattasi quindi di favori reciproci, tra società in ottimi rapporti. Quanto al prestito all’Atalanta, si fa fatica a pensare come la Juve non sia riuscita ad inserire nemmeno un obbligo di riscatto.

Operazioni deficitarie, quelle sopracitate, che hanno costretto ad alcuni sacrifici che hanno impoverito la squadra in alcune zone del campo: lo scambio Cancelo-Danilo prima tra tutte,con ipervalutazione di entrambi che quindi rende difficile la cessione del terzino ex-City.

La Juventus non ha certo sbagliato tutto, altrimenti non avrebbe dominato 9 anni in Italia (con due finali champions in mezzo). Gli acquisti di Dybala, Bentancur, de Ligt, Demiral, Cuadrado, Ronaldo, lo scambio Pjanic-Arthur, Kulusevski sono state tutte grandissime operazioni di mercato.

Gli errori commessi però sono stati parecchi e la Juventus ora non è più in una posizione di forza in questa sessione di mercato, né in materia di cessioni (prigioniera del monte ingaggi che provoca rescissioni o prestiti senza obbligo di riscatto), nel sul versante entrate (i club sanno bene le lacune bianconere e sparano cifre alte, ultima quella per l’acquisto di Dzeko).

A furia di rimandare il processo di rinnovamento, La Juve ha avuto la sfortuna di trovarsi ad attuarlo solo ora in un momento drammatico dal punto di vista economico per il calcio. Basti pensare l Real Madrid -0 acquisti e alcuni giovani ceduti- e Barca -impantanato tra esuberi e vicenda Messi-. Anche il PSG -dopo una finale UCL persa- si è limitato a prendere Florenzi in prestito. Chelsea a parte, si sono mosse “poco” City (Ferran Torres ed Aké, con Sané e Silva in uscita), Liverpool (colpo Thiago), United (Van de Beek) e Bayern (Sanè, forse Dest).

Il domino europeo che avrebbe dovuto vedere coinvolta la Juventus, non è partito.

Era lecito non aspettarsi colpi da novanta, ma nemmeno aspettare due mesi per l’arrivo di un centravanti: dalla telenovela Milik-Dzeko, al passaporto di Suarez, per tornare al punto di partenza, cone due mesi bruciati. Non è stata una mossa vincente né a livello di immagine, né a livello pratico, perché con la Samp la coppia d’attacco sarà Cr7 e Kulusevski. Se la Juve avesse avviato per tempo il taglio degli esuberi avrebbe potuto tenere alcuni uomini (Cancelo, Kean) e avere la forza per affondare il colpo su altri elementi che si sono mossi a cifre davvero basse in questa sessione (Van de Beek, Thiago Alcantara).

La scelta di Pirlo è un ventata d’aria fresca e di entusiasmo (per ora), mancata lo scorso anno. Sul mercato invece ci si aspettavano ben altre tempistiche e decisioni per poter accompagnare quell’entusiasmo nella scelta del mister.

Quando si ama una persona, si impara ad amare anche i suoi difetti, a perdonare i suoi sbagli, motivo per cui, la Juventus si ama sempre, ma gli errori e i difetti restano, e speriamo non ci costino cari.