Maresca, niente più Inter. Nessuno stop per chi sbaglia con la Juve

di Mauro Bortone |

Essere anti-juventini in Italia va di moda. È una predisposizione che permette persino di farsi accreditare come “liberi”, tanto che qualcuno ne ha fatto anche una specie di “professione”. Ma essere juventini può essere un atteggiamento militante, dichiarato o un po’ più subdolo.

La premessa è d’obbligo, perché nella settimana in cui il Cio pensa ad escludere l’Italia dai giochi olimpici per l’assenza d’indipendenza politica del Coni (lo stesso organismo su cui pesa una sentenza sportiva condizionata dalla politica, quella di Juventus-Napoli che di fatto sta falsando il campionato in corso), si torna a parlare di arbitri, moviola, di Var, in concomitanza con il risultato di una squadra, l’Inter, che non riesce a vincere una partita sulla carta abbordabile e scatena la tempesta mediatica.

Così Maresca, l’arbitro oggetto di insulti e del “sei sempre tu! Anche al Var!” di Antonio Conte e causa dell’entrata in campo di Lele Oriali, viene fermato e nel futuro prossimo non potrà arbitrare i nerazzurri: colpa di quella frase finale in cui invita i dirigenti dell’Inter ad accettare i risultati? O ritenuto responsabile indiretto del pareggio del Friuli? Non è dato saperlo. Una campagna mediatica contro il direttore di gara che sembra un po’ come la storia della mancata espulsione di Pjanic in Inter-Juve, ovvero una buona storia da usare per giustificare un risultato sgradito, evitando di parlare di calcio.

È strano, però, notare come ogni volta in cui qualcosa giri male all’Inter, nasca un putiferio di polemiche, di veleni, di recriminazioni come quando, a novembre, la mancata assegnazione di un rigore a Perisic contro il Parma aveva portato il designatore Nicola Rizzoli, nel più classico dell’ufficio reclami, a presentarsi negli studi di Sky Calcio Club, per scusarsi a nome della categoria dell’errore.

Sarà certamente invece una casualità il fatto che l’arbitro Pasqua, che non vede una cintura su Bernardeschi in Juve-Verona (e non venga richiamato al Var), continui ad arbitrare ancora. Ugualmente sarà una casualità che Orsato, che giudica in Juventus-Torino da giallo l’entrataccia di Lukic su Bentancur, lasci proseguire sempre su Lukic un secondo fallo pochi minuti dopo e sventoli il rosso contro Pinsoglio in panchina, continui ad arbitrare senza problemi.

Una terza casualità è che Doveri, che in Juventus-Atalanta non tira fuori il cartellino rosso per le entrate di De Roon su Cuadrado e Romero su Arthur, non sia stato fermato. Una quarta casualità, ma è davvero l’ennesima fortuita coincidenza, riguarda La Penna che, in Juventus-Fiorentina, dimentica un doppio giallo a Borja Valero e non vede un rigore di Dragowski su Bernardeschi, continui anche lui ad arbitrare.

Infine, solo poche ore fa, ma anche questa è una casualità, la Gazzetta dello Sport aveva pubblicato sulla propria homepage un articolo su Juve-Bologna dal titolo “Sacchi non convince”, indicando tra le righe nell’arbitro la ragione della sconfitta dei felsinei.

Per non parlare dell’ennesima casualità: la grande attenzione mediatica ai deferimenti e alle multe dei dirigenti Juve, a discapito di Lele Oriali che calca il campo con più continuità di Eriksen. Senza dimenticare che un arbitro come Fourneau, per un Crotone-Juventus, è stato eletto dai tifosi di mezza Italia “icona” di “giustizia” per una direzione giudicata “punitiva” nei confronti dei bianconeri. Con la Juventus, in fondo, gli errori restano tali. Con gli altri generano veleni e casi di Stato. Direbbe Zampini: “Sono anni bellissimi”. E a noi forse piace poterli raccontare così.