Epurazione della rosa bianconera: istruzioni per l'uso

di Alex Campanelli |

La partita contro l’Inter ha acceso quel campanello d’allarme che qualcuno aveva già sentito suonare dopo il pareggio interno contro il Siviglia: così non va. Non è questa la vera Juventus, la squadra che dovrebbe dominare in Italia in Europa, qualcosa negli ultimi tempi sta iniziando a rompersi. Come fermare quest’emorragia prima che sia troppo tardi? Seguendo il ragionamento di chi ama “solo la maglia”, senza favoritismi di sorta per questo o quel dirigente o calciatore, vediamo cosa dovrebbe essere cambiato al più presto.

Innanzitutto l’allenatore: Massimiliano Allegri ha dimostrato di non saper gestire i tanti campioni in rosa, già lo scorso anno ha sfiduciato e sfruttato in maniera inadeguata giocatori “europei” come Morata. Cuadrado e Alex Sandro, con lui la squadra gira a una velocità e a una qualità inferiore rispetto a quella garantita dalla semplice somma dei talenti in campo. Si ostina inoltre a far giocare la squadra con il 3-5-2, modulo superato che non offre più certezze e non viene utilizzato dalle grandi squadre europee, tutte schierate col 4-3-3 o col 4-2-3-1. Non può essere lui a guidare la Juve verso la conquista della terza Champions League.

Passando alla squadra, è indispensabile innanzitutto fare piazza pulita di quei giocatori il cui livello non è all’altezza delle big europee. Una compagine che vuole vincere tutto ha bisogno di una panchina di livello altissimo che non faccia rimpiangere i titolari, come quelle di Real Madrid, Bayern Monaco o Manchester City. Via quindi i vari Sturaro, Hernanes, Lemina e Neto, mai al livello dei compagni quando chiamati in causa; al loro posto andranno acquistati ricambi di valore pari o superiore agli attuali titolari.

Tra i rami secchi da tagliare ci sono sicuramente anche quei calciatori troppo avanti con l’età che non hanno più la possibilità di dare un contributo fattivo alla causa bianconera. Alla Juve serve gente giovane con la voglia di spaccare il mondo e bruciare l’erba, non giocatori appagati ormai non più disposti a dare tutto per la maglia. Tanti saluti dunque a Evra e Dani Alves, un tempo ottimi ma ormai al canto del cigno, e anche a Barzagli, che come testimoniato dalla gara con l’Inter è il lontano parente di quello visto nelle scorse stagioni. Bene tenere Buffon, purché si individui al più presto un suo sostituto da integrare in rosa nell’immediato, magari alternandolo già al buon vecchio Gigi.

Un altro problema della Juve sono i giocatori spesso soggetti a problemi fisici, flagello che lo scorso anno ha influito pesantemente sia sulle scelte di campo che su quelle di mercato. Fuori il sempre rotto Benatia, non a caso già infortunato, così come il compagno di reparto Chiellini (peraltro non più giovanissimo), il sempre rotto Khedira e, a malincuore, anche Marchisio, che difficilmente tornerà un calciatore vero dopo il gravissimo infortunio, non il primo e probabilmente non l’ultimo.

L’aspetto che ultimamente Marotta e Paratici hanno trascurato riguarda i giocatori italiani: la Juve ha sempre vinto con un nucleo importante di italiani, che oggi però non è presente in rosa. La Signora non ha bisogno di stranieri mediocri e strapagati che non mostreranno mai lo stesso attaccamento alla maglia di un ragazzo nostrano, e può far benissimo a meno di gente come Mandzukic, riprendendosi il più giovane Zaza dal prestito e risparmiando anche sull’ingaggio, Asamoah e Pjaca, un’incognita troppo costosa in confronto a un Berardi già rodato in Serie A e in Europa.

Tanti giocatori della rosa bianconera inoltre sono sopravvalutati, pompati dalla stampa e gli altri media come successo con Pogba (ceduto comunque a troppo poco). Il più overrated è sicuramente Bonucci, ottimo con la palla al piede ma troppo superficiale nelle giocate e assolutamente insufficiente nell’uno contro uno e negli altri fondamentali difensivi, per nulla degno di raccogliere l’eredità di grandi marcatori come Ferrara e Cannavaro. Tra i sopravvalutati anche Alex Sandro (troppi 26 milioni per un terzino che non sa difendere) e a rigor di logica anche Higuain: se Luis Suarez, che lo scorso anno ha segnato più di lui e servito più assist ed è in generale più forte, è costato 87 milioni al Barcellona, perché la Juve dovrebbe sborsarne 90 per un giocatore che, tra l’altro, non ha mai vinto niente a livello internazionale?

La Juve ha inoltre bisogno dei già citati giocatori “europei”, gente con esperienza internazionale che coniughi qualità, quantità e ovviamente rapidità, perché il calcio europeo viaggia a una velocità diversa dal nostro ed è indispensabile adattarvisi se si vuole conquistare la coppa dalle grandi orecchie. Fuori quindi Dybala, a segno appena una volta (gol facile facile…) in Europa e inconsistente nelle altre gare, Lichtsteiner, Rugani e Pjanic, “forte con i deboli e debole con i forti”.

Niente da fare anche per Cuadrado: la Juventus non è una succursale delle grandi d’Europa, casi simili a quello di Morata e dello stesso colombiano lo scorso anno non devono più succedere, basta prestiti di ogni tipo.

 

Epurazione completata, ora la domanda sorge spontanea: chi gioca?