Emre OUT, cosa mancherà in Champions?

di Giulio Gori |

Emre Can fuori dalla lista Champions? Un errore. E non perché Maurizio Sarri possa aver fatto delle valutazioni sbagliate su chi, tra i suoi centrocampisti, è più avanti o più indietro nell’assimilazione dei nuovi concetti di gioco. Ma perché il tedesco rappresenta una fondamentale «exit strategy» per affrontare i momenti di difficoltà.

Emre Can affianca a una interessante tecnica di base, una fisicità notevole e doti di corsa e di velocità fuori dal comune. E lascia piuttosto perplessi la decisione di privarsi di un giocatore di tali qualità, ampiamente superiori a quelle di chi finora è stato titolare. Nella sua carriera recente Sarri ha sempre affiancato a mezzali tecniche mezzali dinamiche (Croce e Vecino, Hamsik e Allan, Kovacic e Kanté, Khedira e Matuidi) e, in questo momento, nella rosa della Juventus, dietro il francese non sembra esserci un’alternativa disponibile per la Champions: Rabiot e Khedira sono giocatori tecnici, ma statici e lenti, il «motorino» Ramsey è convalescente da mesi, mentre una potenziale mezzala come Bentancur non è stato preso in considerazione nel ruolo.

Quindi il rischio è di trovarsi a disputare la Champions, nel caso in cui Matuidi sia assente o abbia bisogno di rifiatare, senza una mezzala «di gamba». E di dover mandare in campo il duo Khedira-Rabiot, in teoria eccellente per mettere in campo le idee di Sarri, ma sicuramente in difficoltà sia nel ripiegare rapidamente sui contropiede avversari, sia nel momento in cui la squadra dovesse abbassarsi (per rifiatare o per bravura degli avversari).
In quelle situazioni c’è bisogno di chi corre molto e corre veloce, di chi è capace di strappare, ripiegare all’indietro per recuperare sugli avversari fuggiti, o correre in avanti per andare a rubare la palla durante un possesso avversario.

La trama di Sarri sembra buona, sembra funzionare, ma nel calcio non si fa possesso palla per novanta minuti, non si recupera sempre il pallone nella trequarti avversaria. E la Juve ha quindi bisogno di chi sappia fare anche altre cose rispetto a quelle che rappresentano la nuova filosofia e che magari pur riescono per gran parte di una partita. Ma mai per tutta. Sarri lo sa, la scelta di schierare Vecino, Allan, Kanté, Matuidi, rientra in questa logica. Per questo risulta difficile riuscire a trovare una spiegazione valida per l’esclusione di Emre Can dalla lista Champions, una competizione nella quale ha già dimostrato con due diversi allenatori di poter essere un attore di primissimo piano.