Emre Can, l’incompreso

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Renato Zerbone 

Questa vorrebbe essere la storia di Emre Can, ovvero un inciso sulla sua esperienza in bianconero. Per il momento, il turco-tedesco è ancora in forza alla Juventus, ma dopo quanto è (o non è) accaduto in occasione della gara di Coppa Italia contro l’Udinese, credo ne abbia sancito la fine già in questa sessione di mercato. Infatti, Sarri ha dichiarato che gli rimanesse un cambio, e che avesse due opzioni: Emre Can o Marco Pjaca. Premesso che mi aspettavo Can titolare, specie dopo le dichiarazioni di Paratici di qualche giorno fa, dove diceva che l’ex-Liverpool veniva ritirato dal mercato, l’inserimento di Pjaca mi ha sorpreso. Per carità, nessun problema con il giovane croato: ha avuto un tremendo infortunio, rivederlo in campo è stato assai piacevole. Ma non vedere entrare il n. 23 è stato un segnale inequivocabile: Emre Can non rientra nei piani di Sarri. Nemmeno per uno spezzone di partita ormai in ghiaccio, nemmeno per un saluto ai tifosi. Gli è stato negato persino il canto del cigno.

Vediamo di ripercorrere la carriera di Can sotto la Mole. È arrivato nell’estate 2018, forse la peggiore per un calciatore normale. Già, perché insieme con lui, è sbarcato a Torino Cristiano Ronaldo, il più forte al mondo. E di fronte a un simile mostro sacro, qualsiasi altro arrivo è passato in secondo piano. Lui, inoltre, era stato prelevato dal Liverpool a parametro zero, era quindi un colpo degno di nota. In fondo, si trattava di un titolare della Germania, allora ancora Campione del mondo, non di un centrocampista proveniente da una semisconosciuta squadra di Serie B. Ma lo spettacolo del calcio ha leggi severe, se arrivi alla Juve o in una qualsiasi altra grande squadra insieme con Ronaldo, è ovvio che la notizia del tuo arrivo avrà un’eco assai minore di quella del portoghese. Dura lex, sed lex.

Con Allegri ha avuto diverse occasioni, spesso ha disputato delle buone gare. E in assenza di CR7, aveva avuto anche il ruolo di rigorista. Il suo punto più alto lo ha toccato nella partita di ritorno degli ottavi di Champions League contro l’Atletico Madrid del marzo dell’anno scorso. Di quella gara rimangono come ricordi la splendida tripletta nel Re, la prestazione di Bernardeschi, ma soprattutto l’impiego di Emre Can nell’inedito ruolo di terzo difensore di destra. Sembrava fosse il suo ruolo naturale. È perciò un giocatore estremamente duttile, può giocare sia da difensore sia da mezzala, sia come play davanti alla difesa. Poliedrico.

Invece, temo sia ai titoli di coda. E da umile tifoso, non mi capacito di come sia possibile che un giocatore così versatile sia ceduto. Su tanti giornali si legge che Emre Can non sia adatto al gioco di Sarri, ma, se non ricordo male, si diceva la stessa cosa di Matuidi e Khedira, quando il tecnico toscano arrivò alla corte della Signora. Invece, sia il francese sia il tedesco, nella prima parte della stagione, erano diventati titolari inamovibili. Nonostante i vari infortuni, l’inizio stentato di Rabiot, le prime prove opache di Ramsey e Bernardeschi, per Emre Can non c’è quasi mai stato posto. Mi rincresce davvero molto, anche se credo che la Società si sia infastidita non poco quando, durante le due soste autunnali per le nazionali, Emre Can dalla Germania dichiarò a chiare lettere, attraverso la stampa, il proprio disappunto per lo scarso impiego che gli aveva riservato Maurizio Sarri. Se la memoria non m’inganna, credo anche che il tedesco si affrettò a pubblicare un tweet di scuse circa il tono delle rimostranze espresse per tali ragioni.

Ma sono cose che capitano. Oggi nella Juve giocano tantissimi campioni, lasciare il proscenio non piace ad alcuno, è ancora vivo il ricordo del siparietto tra Sarri e Dybala in occasione della sostituzione dell’argentino nell’ultima di andata all’Olimpico di Roma. Spero di sbagliarmi. Spero che contro il Parma in campionato, Emre Can venga schierato fra i titolari, anche per via della gara dei quarti di Coppa Italia in calendario per mercoledì 22 gennaio. Ci sarà bisogno di turn-over per qualcuno, ecco che potrebbe giungere l’ora di Emre Can. Vedremo.


JUVENTIBUS LIVE