Verso Empoli-Juve: il contesto giusto per vedere una manovra più fluida

di Jacopo Azzolini |


Per l’Empoli è sempre difficile iniziare una nuova stagione. Infatti, le pesanti operazioni in uscita che avvengono in ogni sessione di mercato costringono la società toscana a dover ripartire sempre da capo, perdendo buona parte dei propri punti di riferimento. Se a ciò si unisce persino il cambio dell’allenatore – partito verso lidi più prestigiosi -, è facile capire come la continuità di rendimento non possa certo essere scontata.

In estate, oltre a Giampaolo, se ne sono andati molti protagonisti della stagione scorsa. In particolare: Zielinski, Paredes (entrambi erano ad Empoli solo in prestito), Tonelli e Mario Rui, ossia buona parte dell’ossatura. In entrata è arrivato – in prestito e non – il solito mix di giovani (tra i quali Pereira, Tello e José Mauri) e  giocatori d’esperienza (Pasqual e Gilardino, le classiche occasioni di mercato).

Differenza di uomini a parte, il nuovo tecnico Martusciello (già vice di Sarri e Giampaolo) non ha modificato lo schieramento tattico della squadra, continuando a puntare sul 4-3-1-2 che tanti buoni risultati ha dato in passato. In questa scelta influisce la presenza di Saponara, il profilo perfetto per essere schierato dietro le punte. Ed in effetti, il modulo di base dell’Empoli è piuttosto chiaro e privo di equivoci, a differenza di quanto succede a formazioni più flessibili.

4-3-1-2

 

All’Olimpico di Roma, l’Empoli ha raggiunto un possesso palla nettamente più elevato rispetto ai propri standard: ben il 61% (la media stagionale si aggira intorno al 44%). Di certo, ciò è stato aiutato dall’avversario che ci si trovava davanti, visto che la Lazio si rivela spesso molto attendista.

Ora chi agisce davanti alla difesa è il classe ’96 José Mauri, in prestito dal Milan. La personalità non manca di certo al centrocampista argentino: anche a Roma è stato il giocatore con più passaggi effettuati, per non parlare del buon lavoro in fase di non possesso (record di palle recuperate). Tuttavia, c’è ancora fisiologica inesperienza, che a volte si traduce in un’eccessiva voglia di strafare. Nel secondo tempo, l’occasione di Keita nasce da un suo brutto errore in cui invece di scaricare il pallone prova con scarso esito a liberarsi di tre uomini. Nella sfida contro l’Inter il secondo gol di Icardi è arrivato proprio in questa maniera, con lo svarione in quella circostanza causato da Buchel. Quindi, si sta parlando di un centrocampo non impeccabile nel disimpegno.

 

Oltre a José Mauri, le principali fonti di gioco sono state Pucciarelli, Croce e Pasqual. L’attaccante ha ora un ruolo ancora più cruciale rispetto al passato. La scelta di puntare su una prima punta più classica (e quindi statica) come Gilardino è una piccola rivoluzione nel dettame tattico empolese, caratterizzato negli anni precedenti da giocatori più agili e veloci. All’ex Nazionale non si può ovviamente chiedere lo stesso lavoro di Maccarone, visto che il Gila è essenzialmente un finalizzatore che necessita di essere messo nelle condizioni di pungere ( contro la Lazio è stato l’uomo più impreciso di tutta la gara).

 

Se però l’Empoli ha il peggior attacco dei principali campionati europei (appena 2 gol segnati, tutti allo sciagurato Crotone), è anche perché l’attaccante biellese non è riuscito a sfruttare nel migliore dei modi proprio quelle situazioni per cui è stato ingaggiato.

 

Ciò responsabilizza ulteriormente Pucciarelli, che ora si carica sulle spalle buona parte del peso offensivo toscano. Per quanto sia sempre stato un giocatore piuttosto mobile, ora l’attaccante pratese è più totalizzante nelle offensive dei suoi, con la licenza di svariare su tutto il fronte d’attacco. Contro la Lazio è stato il più pericoloso, tirando 4 volte in porta, centrando un palo e servendo nel primo tempo un assist d’oro per Gilardino. La sua Heatmap aiuta a rendere l’idea dell’enorme lavoro svolto.

pucciarelli

 

Chi non sta assolutamente rendendo come ci si aspettava è Riccardo Saponara, una delle principali delusioni di questo avvio di stagione. A parte l’opaca prestazione (tanti errori nella trequarti rivale), i numeri globali non fanno altro che evidenziale il netto calo rispetto alla stagione passata, sotto praticamente tutti gli aspetti. Ciò è un grave problema per Martusciello, visto che si sta parlendo dell’uomo che teoricamente dovrebbe dare quel qualcosa in più, soprattutto alla luce del calo di qualità a centrocampo.

saponara-squawka

 

Chi, dimostrando grande personalità, ha provato a caricarsi sulle proprie spalle la squadra è stato Daniele Croce, uomo simbolo della formazione toscana e probabilmente il migliore in campo dei suoi. Gran lavoro in fase di interdizione (8 palloni recuperati) accompagnato da lunghe transizioni. Non a caso, è entrato nelle 2 principali occasioni dell’Empoli, ossia il colpo di testa di Gilardino e la traversa di Pucciarelli. Nel primo caso si è fatto 40 metri palla al piede servendo poi l’attaccante toscano sulla sinistra, dal cui cross è nata la chance; nella ripresa, invece, è stato proprio lui ad effettuare il perfetto traversone che  Pucciarelli ha scaraventato sulla traversa.

 

RICETTA: Pur disputando complessivamente un buona gara ed aver costruito diverse occasioni, anche a Roma l’Empoli è uscito dal campo senza ottenere nulla, né in termini di punti né in termini di reti. La ripresa dei toscani è stata caratterizzata da un baricentro molto alto e da uno schieramento iper offensivo: Martusciello ha giocato più di mezzora con 3 punte, senza contare Saponara dietro. Ciò ha ovviamente prestato il fianco alle ripartenze rivali (e la Lazio è una squadra strutturata per esaltarsi principalmente in queste situazioni).

Tra le formazioni di medio-bassa classifica, l’Empoli è tra le più propositive e “spregiudicate”, indipendentemente dalla situazione di punti. La squadra del presidente Corsi segue una propria filosofia tecnica che, nel corso delle ultime stagioni, l’ha portata a farsi apprezzare a più riprese nel panorama calcistico italiano. Verosimilmente, non si assisteranno alle barricate che spesso accompagnano la Juventus. Sembra altresì improbabile che in fase di non possesso l’Empoli scelga di adottare quella diga centrale in mezzo al campo che nelle recentissime partite ha messo in difficoltà la manovra bianconera. Sia perché sarebbe insolito per le caratteristiche toscane, sia perché a Martusciello mancano forse proprio i mediani per utilizzare con successo tale tattica.

Quindi, l’Empoli è una squadra che gioca e che lascia giocare l’avversario, contro cui sarà possibile vedere partite più piacevoli e divertenti rispetto a certe ultime uscite. L’atteggiamento dei toscani è molto meno speculativo se confrontato ad altre compagini di simile livello, pertanto si ha più facilità nel costruire la manovra. Questa situazione poco prima del gol laziale aiuta ad avere già qualche indicazione: i tre di centrocampo sono piuttosto stretti, la fase di non possesso  non prova nemmeno a coprire tutti i possibili spazi. Il cambio di gioco imbecca un Anderson non seguito da alcun avversario, pertanto il brasiliano ha tutto il tempo di puntare l’uomo.

Inoltre, osservando i gol subiti contro Inter, Crotone e Lazio, vanno sottolineate le lacune difensive nei cross rivali, visto che i difensori dell’Empoli hanno dimostrato a più riprese di andare in difficoltà nel leggere i movimenti dell’avversario: dopo Icardi e Sampirisi, è stato Lulic ad approfittare di errate scelte di valutazione.

La Juventus, come già detto, fa fatica nel costruire gioco nella trequarti rivale quando l’altra squadra copre con efficacia le linee centrali davanti l’area di rigore. Con l’Empoli non dovrebbe essere una gara di questo tipo. Di conseguenza, a prescindere dal risultato, sarebbe positivo dimostrare una manovra più fluida, una maggiore facilità nel costruire occasioni  da rete e, più in generale, nel sapere cosa fare del pallone una volta arrivati nell’ultimo quarto di campo. Perché vincere sarà anche l’unica cosa che conta, ma con gli investimenti fatti in estate è lecito attendersi qualcosa di più anche nel gioco. Vero, la stagione è ovviamente appena iniziata e le squadre di Allegri ci mettono sempre un po’ prima di ingranare definitivamente. Tuttavia, domenica può essere il palcoscenico giusto per iniziare a vedere qualcosa di più piacevole.