Tutta l’emozione della prima europea bianconera di Sarri

di Leonardo Dorini |

Quante partite ci sono state, dentro questa partita? Quella tattica, accorta, trattenuta del primo tempo? Le folate del secondo? La gloria dell’uno-due devastante? La consueta pausa sui calci piazzati? Un accenno di pressing offensivo all’ottantesimo? O la serpentina di CR7 al 93.44, che fa dire ad Adani che lui “passa attraverso i corpi”?

Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà una Champions ricca di emozioni: “accade l’impossibile” recita il claim di Sky, e per una partita di debutto nel girone è accaduto parecchio.

Il romanzo del calcio ci ha portato un Atletico Madrid che aveva terminato la sua corsa contro la Juventus e la riprende di nuovo con i bianconeri; ci ha raccontato che al Wanda abbiamo preso altri due gol, più o meno allo stesso modo (cross, mischia…quella cosa lì che ci dà così fastidio); ma prima ne avevamo fatti due noi, e questa è una bella innovazione.

Che Champions sarà quella di Sarri, ci chiedevamo. Dobbiamo giocare con entusiasmo, aveva detto il Mister nel pre-partita. E chi mai se lo sarebbe aspettato questo secondo tempo? La Juve disegna geometrie armoniche, intelligenti; belle nella razionalità.

A Lione, Cuadrado era entrato da quel lato dell’area e aveva tirato una sassata: voleva crossare? Voleva tirare? Non lo sapeva nemmeno lui, ma è entrata. Al Wanda lo ha rifatto, ma molto meglio: CR7 e Higuain erano lì ad aspettare l’imbeccata a centro area, ma poi hanno alzato le braccia al cielo di fronte al gioiello del colombiano.

Sempre a  Madrid, ma nell’altro stadio, Matuidi ronzava come una zanzara fastidiosa e ondeggiante in area piccola, e aveva messo il 3-0 di rapina; al Metropolitano  ha fatto un gol da centravanti puro, dopo un cross da antologia, dentro un’azione da manuale: l’inserimento della mezzala, direbbero quelli bravi.

Sarà la difesa a zona a farci prendere questi gol su palla inattiva? Ma che ne sappiamo, noi cultori del romanzo del calcio…però ricordiamo Monaco, ricordiamo lo United in casa, ricordiamo il Wanda di febbraio 2019 e non ci pare una grande novità.

Però la Juve c’è: il Pipita non mette il 3-1, perde il tempo per servire CR7, o forse no, non lo perde il tempo, è solo che voleva segnare lui; e CR7 al 94 prova a vincerla, semina tre avversari, fa un tiro che 9 volte su 10 entra: paura eh!?

Tocca al Bayer Leverkusen, il primo di ottobre. Stay tuned, il romanzo della Champions prosegue.


JUVENTIBUS LIVE