El Cul de Sarri – aforismi sulla fortuna

di Sandro Scarpa |

Maurizio Sarri è un uomo fortunato nel suo percorso iniziale alla Juventus?

La gente ha paura di quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. In una partita la palla colpisce il palo e può andare in rete o uscire fuori. Con un po’ di fortuna va oltre e allora si vince. Oppure no e allora si perde. (Match Point)

Il tiro deviato di Chiellini in gol a Parma, il surreale autogol di Koulibaly al 93°, gli errori sotto porta della Fiorentina, il palo di Vecino sul 1-1, la traversa di Santander al 93°, il rigore su/di Ronaldo col Genoa al 95°, l’incredibile slalom di Douglas Costa al 93° a Mosca.

Sono episodi felici che portano punti, morale e tranquillità o Sarri ha raccolto il giusto, grazie a volume di gioco, tecnica e profondità della rosa e a pressing, altezza del baricentro e ricerca degli scambi al limite  che -a sprazzi- la Juve sembra aver recepito?


Non basta essere fortunati. Bisogna anche avere la fortuna di rendersene conto. (Anonimo)

E’ andata così per Paratici che ha visto fallire i tentativi di cedere Dybala, Higuain, Khedira, Matuidi e Cuadrado e si è ritrovato ad avere 5 titolari decisivi per questo inizio di stagione.

Così Sarri si è ritrovato in rosa due interni seri e affidabili (Sami e Blaise) che gli hanno fruttato un approccio sicuro al Mondo Juve, senza l’impaccio di cavarsela con nuovi arrivi (Rabiot, Ramsey) decisamente non pronti, mentalmente o fisicamente.

Meglio ancora è andata col doppio –felice, a posteriori– stop prima a De Sciglio (con Danilo che entra e stappa Juve-Napoli, primo spartiacque del Sarri bianconero) e poi al terzino brasiliano, con Cuadrado che diventa la chiave tattica dell’autunno juventino.


Gli sciocchi aspettano il giorno fortunato. Ma ogni giorno è fortunato per chi sa darsi da fare. (Buddha)

E’ andata così per altri due sfortune occorse a uomini fondamentali: il crac di Chiellini ha accelerato l’apprendistato sul campo di un de Ligt sempre più solido; lo stop a Douglas Costa ha imposto a Sarri una soluzione (trequartista e 4312) da imbastire e sperimentare e non ancora stabilizzata del tutto (Bernardeschi, Bentancur, Ramsey e lo stesso Douglas provati nel ruolo), ma che diventerà un’arma tattica fondamentale nel corso della stagione.


Non aspettare che il vento gonfi la vela della tua fortuna. Soffiaci dentro te. (Ugo Ojetti)

Così ha fatto Sarri. Sfruttando la polmonite per studiare, lavorare, ripensare e sottrarsi al clamore mediatico degli esordi. Inventando o re-inventando de Ligt sul centro-sinistra, Cuadrado terzino destro, Matuidi terzino sinistro e Higuain centravanti non più egoista ma iper-altruista.


La vita è una ruota della fortuna. (P. Roth) / La fortuna è un dio fra gli uomini, più che un dio. (Eschilo)

Un uomo che lascia il posto in banca per allenare tra i dilettanti, che dai campetti di periferia arriva grazie al suo lavoro ad essere apprezzato nel mondo, alla squadra del cuore, ad alzare una Coppa Europea e infine ad allenare la Ssquadra più importante d’Italia e uno dei due giocatori più forti e vincenti del pianeta, non è un uomo fortunato. Ha creato la sua fortuna. E così sa di doverla ulteriormente piegare al suo volere, col lavoro, con la passione e con le scelte: la scelta -mai operata da altri nell’ultimo decennio- di sostituire due volte in tre giorni Ronaldo con punteggio in bilico. Entra Douglas e segna, entra Dybala e segna. Non è fortuna, questa è la volontà di un uomo, anche contro gli Dei, trasformata in Fato.


Tutti noi abbiamo sfortuna e fortuna. L’uomo che insiste e che continua ad andare avanti – nonostante la sfortuna – è l’uomo che, quando arriva la buona fortuna, è pronto a riceverla. (Robert Collier)

Lo diceva Antonio ConteSarri stia tranquillo, ora è dalla parte dei forti!. I malpensanti hanno pensato scioccamente che si riferisse ad arbitri, a forza politica. Uno come Conte sa cosa vuol dire “essere dalla parte dei forti”, è quell’ambiente solido e vincente che stempera ed eclissa polemiche, quel club che costruisce per vincere, quei calciatori forti, esperti, professionali, quegli uomini con i quali puoi dare il tuo meglio: allenare, creare, ricevere.

Lo diceva anche Allegri: alla Juve posso fare solo ciò che devo, allenare. Lo dice Sarri “mai trovato un uomini così professionali”. Ora Sarri è un uomo fortunato per questo: è alla Juve.


La fortuna non dona mai; presta soltanto. (Proverbio svedese)

Per questo Sarri non si accontenta di fortuna, punti e vittorie. Quasi mai vista una Juve “nuova” vincere così tanto dall’inizio, mai sentito un allenatore dire -certo con serenità- che così non va, che la squadra ha giocato male, che molto non è riuscito, che si è arrabbiato -per i gol presi, per il pressing mancato, per la gestione quando bisogna triturare, per i tiri concessi, per la troppo individualità, per il fatto di essere troppo bassi, per la superficialità dopo il vantaggio-.

Sarri sa che la fortuna presta e che “l’unica buona fortuna che molti grandi uomini hanno mai avuto è nata con la capacità e la determinazione di superare la sfortuna.”  (Channing Pollock)


Gli altri e i superficiali pensano sia fortuna, ma non lo è affatto.

La gente non conosce la propria fortuna ma quella degli altri non le sfugge mai. (Pierre Daninos)