Effetto Stadium: i prezzi Juve e il resto d’Europa

di Sergio Sersim |

Poco più di una settimana fa qui su Juventibus ci domandavamo che fine avesse fatto l’effetto stadium, che nei primi anni tanto era sulla bocca nostra quanto su quella degli avversari. A una domanda che non cercava risposte precise e tantomeno colpevoli, in tanti hanno risposto legando questo presunto disinnamoramento a due fattori principali:

– l’aumento dei prezzi (un biglietto più caro quindi toglie elettricità all’aria che si respira nei 90 minuti?)
– la conseguenza dell’effetto teatro voluto dalla Juve (ma con percentuali di rinnovo del 95%, i tifosi non sono sempre gli stessi?)

Pur non condividendo questi pensieri, da loro e per loro nasce questo post. Alla luce del notevole incremento estivo, nel panorama internazionale dove si colloca la Juventus per quanto riguarda i prezzi? Siamo ancora distanti dai i nostri competitor, in linea o li abbiamo addirittura superati?

Per rispondere alla domanda, sono stati confrontati i prezzi degli abbonamenti e dei biglietti singoli delle principali squadre europee. Per ragioni di semplicità il raffronto  si basa esclusivamente su abbonamenti e biglietti venduti sotto la categoria “Adulti”, escludendo i posti Premium/Vip.
È doverosa una premessa: per quanto accurato, il paragone è da considerare puramente indicativo in quanto gli stadi hanno capacità diverse e alcuni abbonamenti garantiscono anche le partite europee (PSG e Arsenal in primis).

Per penuria di informazioni è stato impossibile calcolare il prezzo medio degli abbonamenti dell’Arsenal e del Barcellona, ma sono comunque presenti i valori più bassi e alti. Come si evince dalla tabella, il prezzo medio dell’abbonamento bianconero è tra i più cari in Europa, inferiore solo a quello del Tottenham (parzialmente rimborsato dalla società, visti i ritardi dei lavori del nuovo stadio) e probabilmente a quello dell’Arsenal, storicamente l’abbonamento europeo più caro negli ultimi dieci anni, prima che venisse spodestato dai concittadini. Colpisce il Manchester City, club tanto spendaccione quanto attento alle tasche dei propri tifosi. Real Madrid e verosimilmente Barcellona si collocano un gradino sotto le squadre inglesi. L’abbonamento più accessibile è del Bayern Monaco, in linea con le politiche popolari della Bundesliga (non è nemmeno il più caro in Germania). Interessante invece il discorso relativo al PSG: il pacchetto da 430€, destinato alla curva, include tutte le partite della Coppa di Francia e della Champions League, finale esclusa.

Nella tabella sottostante trovate invece il confronto relativo ai biglietti delle singole partite. Nuovamente, il paragone è indicativo. In Inghilterra le partite sono divise per categorie e i prezzi sono fissi: quelli riportati identificano le partite di categoria A, ovvero le migliori. Discorso analogo per il Bayern Monaco, i cui prezzi sono fissi per tutto il campionato, indipendentemente dall’avversario.
Per le altre squadre, i prezzi riportati riguardano le partite della settimana ovvero Juventus-Frosinone, Real Madrid-Girona, Barcellona-Vallaloid, Atletico Madrid-Villareal e PSG-Montepellier, tutti match con avversari in zona retrocessione, eccezion fatta per la sfida in terra francese.

Anche in questa situazione troviamo la Juventus in testa, con una media di 109€ necessari per poter assistere ad una partita contro un avversario mediocre. Nettamente inferiori i prezzi delle squadre inglesi, soprattutto se si considera che sono relativi ai big match. La Premier League sta portando avanti da anni una politica per la quale il biglietto per assistere a qualunque match in qualunque stadio dovrebbe costare in media 35€. Il City, lo United e il Liverpool sono i tre club che più si avvicinano a questa soglia. Diverso il discorso per Arsenal, Chelsea e Tottenham, non a caso tutte squadre di Londra. Bayern Monaco e Atletico Madrid, nonostante lo stadio nuovo, i club più virtuosi. Barcellona, Real Madrid e PSG in linea con le tariffe bianconere.

Insomma, la Juventus si attesta come uno dei club più costosi in Europa, d’altronde la politica societaria è molto chiara: lo stadio è più piccolo degli altri (ma non sottodimensionato), l’abbonamento uno status, la partita un evento. Pur condividendo questi pensieri, la sensazione è che la società sia giunta al limite di ciò che può chiedere in termini monetari. Per i prossimi anni appare realistico il mantenimento dello status quo, con un congelamento dei prezzi, come peraltro già accade da anni negli altri paesi (lo United ha i prezzi bloccati da sette anni).

L’Allianz Stadium sarà pure un’esperienza, ma non si possono ignorare evidenti limiti territoriali. Lo stadio si riempie in larga parte grazie a tifosi che arrivano da tutta Italia, la città non raggiunge il milione di abitanti (meno di 2 nell’area metropolitana) e non è una destinazione gettonata dai turisti. Al contrario, Londra conta 9 milioni di residenti (14 nell’area metropolitana) e 19 milioni di turisti l’anno.
Che la Juventus riesca a permettersi prezzi più alti dei club radicati in metropoli come Londra, Parigi, Madrid e Barcellona è un miracolo che ben descrive i sacrifici portati avanti dai propri tifosi.

Post Scriptum
A conclusione di questo post sembra quasi doveroso allegare due lettere che il Bayern Monaco destinò ai propri tifosi e che marcano un’enorme differenza comunicativa, forse culturale, rispetto a chi invita i propri tifosi ad andare al circo.

“Questa è stagione è stata già piena di successi” (siamo nell’anno del triplete, con la finale di CL ancora da disputare, ndr) così il presidente Uli Hoeness, Presidente del Bayern Monaco, ai giornalisti. “Ma non è stata granché sportiva. Quando vinci gran parte delle gare con ampio scarto, devi domandarti se i soldi dei tifosi siano stati ben spesi. E siccome non riteniamo che i tifosi siano gatti domestici da mungere, abbiamo deciso di rimborsarli per quella che si è rivelata una stagione a senso unico. Dopo tutto, nessuno dovrebbe pagare per guardare qualcuno giocare a FIFA 13 con il livello principiante e noi sicuramente non necessitiamo i loro soldi. Certamente non li vogliamo. Noi non siamo avidi come gli inglesi.”

Il Presidente del Club Uli Hoeness (sugli abbonamenti a basso costo ndr) : “Avremmo potuto chiedere più di £104. Ipotizziamo £300. Avremmo ottenuto un guadagno superiore di 2 milioni, ma cosa sono 2 milioni per noi?”
“In una trattativa questa cifra ti porta via al massimo cinque minuti. Ma per un tifoso la differenza tra £104 e £300 è ampia”
“Non crediamo che i tifosi siano mucche da mungere. Il calcio dev’essere di tutti.”
“Questa è la più grande differenza tra noi e l’Inghilterra.”