Edoardo, il primo Agnelli alla guida della Juventus, 97 anni fa

di Mauro Bortone |

Era il 24 luglio 1923 quando Edoardo Agnelli, figlio del fondatore del colosso Fiat Giovanni Agnelli, diventava presidente della Juventus. Iniziava così, in un giorno d’estate, un’epoca i cui effetti proseguono ancora a quasi cento anni di distanza.

La lunga avventura di una famiglia, che legava il proprio nome a quello di una squadra di calcio, sembrava nascere quasi per caso. Eppure c’era alla base di quel sodalizio un obiettivo ben chiaro fin da subito: il successo, facendo della vittoria il marchio di fabbrica, il principio endemico di una nuova Juventus.

Arrivano i migliori giocatori sulla piazza, a partire dai talenti argentini Raimondo Orsi e Luis Monti, per dare vita al mito della “Vecchia Signora” iniziato con uno scudetto nell’agosto del 1926 dopo uno spareggio col Bologna. Edoardo Agnelli diventa l’interpreta di una Juventus nazionale, che, in seguito all’abolizione della separazione del calcio settentrionale da quello meridionale, si ritrova a giocare un campionato nel cosiddetto girone all’italiana: alla guida del club fu capace di ottenere sei scudetti in dieci anni, inanellandone ben cinque di fila, proprio nella nuova veste di campionato unitario.

Era la prima volta che una squadra italiana riusciva a reiterare la vittoria del campionato per un quinquennio intero: sembrava un’impresa incredibile, persino irripetibile. Ci vollero tredici anni perché qualcuno riuscisse ad eguagliarla, ovvero il grande Torino.

Per circa ottant’anni, però, nessun altro ha saputo battere quella striscia, vincendo sei campionati di fila: ci è voluta un’altra Juve, ancora targata Agnelli, per vincerne addirittura otto di fila e per trovarsi a tre punti dal possibile nono scudetto consecutivo.

A dimostrazione che, da Edoardo ad Andrea, passando per Gianni o Umberto, la storia vittoriosa della Juve non prescinde da quella familiare degli Agnelli. Un connubio tanto profondo che nessun’altra realtà calcistica può vantare un rapporto antico e simbiotico che è alla base di molti successi. Tutto nasce, dunque, da quella felice intuizione di Edoardo, in un giorno d’estate, come questo. Diventando emozione, a strisce rigorosamente bianconere.


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