E se Dani avesse ragione?

di Francesco Falzarano |

Come sempre le parole di Dani Alves fanno rumore e creano dibattito, e tendono a pesare come un macigno.  Sinceramente sarebbe il caso di analizzarle in quanto tali, ma facciamo un passo indietro.

Una premessa è d’obbligo. L’esterno brasiliano non è andato via da Torino nel modo adatto, e non si è congedato “a cinque stelle” dall’ambiente Juventus. E’ andato a Parigi, dove lo aspettava uno stipendio faraonico, e una città capace di soddisfare le “voglie” della fidanzata-modella. Bene, questa premessa è fondamentale, perchè l’addio infelice alla vecchia signora non deve offuscare i concetti di certe parole.

E’ facile intuire che il popolo bianconero è alla ricerca della Champions League, senza mezzi termini e senza mezze misure, e non solo, ma anche a ragion veduta. Il calcio è cambiato, questo è un dato di fatto. In Europa vinci se riesci ad imporre il tuo gioco, a prescindere da chi si ha di fronte. Devi avere una tua personalità, ed un tuo imprinting qualitativo e offensivo,  non speculando costantemente sugli avversari, portando, in modo insito dentro di te, una mentalità “italiana” ormai obsoleta. Perché giocando in modo speculativo la Juventus si è ritrovata si in finale, ma con tre difensori centrali di ruolo, un terzino puro schierato come esterno d’attacco a destra, ed un centravanti sacrificato sull’esterno d’attacco a sinistra.

Il Real ci ha dimostrato quanto la qualità possa pagare. In quel di Cardiff buona parte dello stile di gioco della Juventus è morto, e Dani Alves, seppur in modo colorito, lo ha detto. Ha detto quella che è la vera forza delle squadre che vincono in Europa. Tecnica, coraggio, personalità, prendersi dei rischi senza esasperare l’aspetto tattico. Possono anche essere lette in questo modo le parole del brasiliano, e sicuramente non stiamo parlando dell’ultimo arrivato, visto che la carriera ed i trofei sono dalla sua, e che forse il Giugno scorso è stato l’unico ad entrare in campo come se “giocasse al parco”,e non una finale di Champions. Vero, la Juve è arrivata in fondo con il suo calcio, ma ci chiediamo a cosa serve prendere tre goal in tutta la competizione se poi ne prendi quattro in finale. Forse sarebbe il caso di giocare per fare goal e non per non subirne. E’questa la chiave di lettura definitiva da dare alle parole del terzino del PSG.

Quindi, aldilà dell’addio, di una parola al momento sbagliato, e quant’altro, il concetto di “divertimento” espresso è forse molto lontano dal significato insito della parola, e probabilmente molto più vicino alla realtà del prato verde e che il prato verde ha dimostrato.

E allora, contestualizzando da un punto di vista differente le parole di Dani Alves, voi cosa ne pensate? Forse il modus giocandi  della Juventus dovrà mutare, perché seppur convincente, questo in Europa non è stato “vincente”? Forse sarebbe stato meglio ripartire con questa idea e filosofia nello spogliatoio bianconero?