E se…Chiellini simula alla Strootman e Buffon esulta alla De Rossi

di Sandro Scarpa |

 

 

Sulla falsariga di “ E se…Barcellona-Juve 7-1 ” (se non l’avete letto non siete veri Jvtb Fan) ho ipotizzato uno scenario fanta-realistico in cui è la Juve ad avere un rigore in un derby decisivo per lo Scudetto come quello assegnato alla Roma per simulazione di Strootman.

Ecco il delirio che si sarebbe generato da tale evento:

 

Dai ragazzi, è il derby decisivo, la Roma non molla e può raggiungerci se ci distraiamo col Monaco, il Toro è un osso duro, sono carichi a pallettoni, Sinisa ha fatto la conferenza stampa col capo Ultrà, il magazziniere, i figli delle vecchie glorie e tutto il comitato “Torino è solo granata“!

Partiti. Dopo pochi minuti è subito 1-0, il Gallo Belotti trafigge Buffon. Su twitter la sua valutazione supera i 150 milioni, Cairo esulta come un pazzo rifiutando offerte da Barcellona, Real e tutta la Premier. Pistocchi posta “CR7 ricorda un po’ Belotti“, Radja twitta “ooooops” e Reina: “Gallooooooo!“. TuttoNapoli twitta: Napoli, renditi conto!.  Proprio a Napoli si allestiscono al volo maxischermi abusivi per far partecipare tutta la popolazione all’impresa dei granata. I neoborbonici e De Laurentiis twittano all’uniscono: “E’ finito il Regno Sabaudo” violentando la logica e Caressa fa un messaggio a canali Sky unificati esordendo con “Italiani e Italiane, il Paese si sta risollevando!

 

Dopo pochi minuti Zappacosta penetra in area bianconera e Bonucci gli assesta un calcione facendolo volare, ma l’arbitro non assegna il rigore sacrosanto!! E’ subito polveriera! Varriale twitta: “Arbitraggio Scandaloso. Emigro anche io in America dal mio amico!“, Liguori e Giordano ordinano due metri di bavaglio giallorosso e granata. Sinisa è paonazzo e perfino Glik da Monaco promette di spaccare le gambe a Bonucci postando un fotomontaggio del suo famoso intervento nel derby con la testa di Leo sul corpo di Giaccherini.

Ma non è ancora nulla! Chiellini si avventa in area granata e, come Strootman, simula clamorosamente un calcione di Benassi, che in realtà colpisce il terreno. Orsato ci casca e da rigore alla Juve. E’ l’APOCALISSE!

Immaginate Trump e Kim Jong Un che si menano al loro primo fantomatico incontro, di più. Il sole sopra Torino che si eclissa, l’acqua del Po si tramuta in sangue, e un’invasione di rane, mosche e zanzare provoca l’istantanea moria del bestiame. Una pioggia di fuoco e ghiaccio inonda lo Stadium, poi invasione di cavallette e locuste sui social, tenebre e morte del calcio e dello sport tutto.

Twitter e Facebook vanno in tilt. “Problemi dall’Italia, Mr. Zuckerberg, non sappiamo cosa sia, ma milioni di italiani stanno letteralmente prendendo a capocciate gli schermi di smartphone e PC!“. A tutta l’Italia indignata si accodano i 100 milioni di simpatizzanti del Napoli nel mondo e i miliardi di cinesi milanisti e interisti. A Pistocchi gli si gonfia la vena alla De Rossi e prende a randellate i monitor degli studi di Premium facendo risuonare un’urlo barbarico “VAAAAAAAAR!“. Ziliani diventa verde alla Hulk, anzi, diventa Hulk coi vestiti che si strappano e gli occhi fuori dalle orbite. Radja prende la prima Ferrari sottomano e si ferma a parlare con centinaia di tifosi giallorossi gridando: “io la Juve l’ho sempre odiata, mi devi credere, mi taglio le palle piuttosto che andarci, fidate!!

Varriale si fionda al porto per prendere il primo bastimento per l’America con una valigia azzurra di cartone. Zampa urla così forte che da uccellino la voce gli si trasforma in quella del Califfo. Liguori e Giordano già imbavagliati cercano di impiccarcisi, col bavaglio. Gigi Simoni convoca al volo una conferenza stampa, promettendo di radunare una brigata “Iuliano e Libertà” per salpare alla volta di Roma, sede FIGC. Dal Fatto Quotidiano alla Gazzetta, da ForzaRoma.tot a TripleteInter.china, tutte le home page d’Italia hanno il video della simulazione di Chiellini col titolo a lettere cubitali: JUVE, NON COSI’!!

 

Le immagini impietose dell’assurda simulazione smuovono l’indignazione anche di cronisti e giornalisti neutrali, a Pardo in cronaca rischia di andargli di traverso l’abbacchio, Piccinini urla “Ccezionale! Proprio lui!! Come all’andata, dopo la bottiglietta d’acqua!“. Bergomi la vuole rivedere per ravvisare analogie con Iuliano-Ronaldo. Della Valle da Firenze annuncia una nuova linea di Hogan: le Hogan JuveMerda.

Nel frattempo, in un Paese ormai agli albori di una guerra civile, con interrogazioni parlamentari a raffica, posti di blocco per fermare juventini o simpatizzanti, scioperi generali e serrate straordinarie, cortei chilometrici e manifestazioni oceaniche, Dybala riceve il pallone da Orsato, riuscito a liberarsi a stento dalla furia omicida di Sinisa, Glik e De Sanctis, nel frattempo giunti a nuoto da Monaco.

Dybala va sul dischetto e con freddezza trasforma il rigore: 1-1! A quel punto, goccia di fuoco che fa traboccare la lava incandescente su un’Italia già ribollente, il Capitano Gigi Buffon, corre per 50 metri fino alla panchina del Torino, allarga le braccia, apre le mani e mostra i genitali, irridendo Mihajlovic e i granata: TIE’!!! SUCA!!!

Perfino la D’Amico inorridisce. Poi tutto è molto confuso. Prima dell’intervento di esercito, teste di cuoio e caschi blu, la gara prosegue con un altro rigore negato ai granata e con l’ingresso in campo del vecchissimo capitano, Del Piero, che gioca ancora a 40 anni, dopo rinnovi a cifre multimilionarie e si rende ridicolo con episodi come scherzi in panchina, pallonate ad avversari e 5 minuti finali da fermo.

 

Il giorno dopo nel Paese è la rivolta, dopo questo ennesimo scempio, dopo il 13° rigore alla Juve, la seconda simulazione nel derby di Chiellini, dopo il gestaccio di Buffon, già reo di aver apostrofato anni prima “Zingaro di merda!” un avversario, l’Italia si stringe a coorte come mai prima d’ora. Vanno bene il fascismo, la mafia, le tangenti, la corruzione, i rifiuti tossici, va bene tutto, ma una simulazione così, un derby così funestato da errori arbitrali catastrofici, a pochi giorni dall’incredibile furto ai danni della Roma col mani oltraggioso di Toloi a Bergamo, è INSOPPORTABILE per la popolazione tutta.

Le truppe della resistenza AntiJuve sono in marcia. Simoni, Pistocchi, Monti e Moratti da nord, Alvino, Auriemma, Giuntoli e Sarri da Sud, raggiunti nell’occasione da Pulvirenti (indulto straordinario), De Laurentiis e Varriale dall’America, centinaia di migliaia di italiani che confluiscono a Roma, unendosi a Radja e i suoi tifosi, e sfilando coi vessilli “O Juve radiata o morte!” e “Glie’ Scandaloso!!“. Le case degli juventini vengono segnate col logo nuovo vergato col sangue e a Milano, a Roma e Napoli un’ordinanza lampo impone ai tifosi bianconeri di andare in giro col logo ben visibile stampigliato sugli abiti, come una lettera scarlatta. Nel pomeriggio, l’annuncio delle sole 2 giornate di squalifica a Chiellini e il vergognoso appello annunciato dalla Juve provoca migliaia di tumulti nel Paese: la radiazione sarebbe stata già una carezza, twitta Zazzaroni, Chiellini e i suoi compari vanno esiliati, #FinoAlConfino. Bonolis appronta al volo una maratona televisiva “JuveThon”, 30 ore per le vittime delle malefatte Juventine con la sfilata di tutti colori che hanno subito danni morali e materiali. La Commissione Antimafia cambia nome d’urgenza in Commissione AntiJuve, le camere si sciolgono e Mattarella proclama lo stato di calamità in tutto il Paese.

 

Finalmente, a tarda sera del day after, dopo una marcia infinita, la folla ululante, alzando al cielo l’edizione straordinaria della Gazzetta “Oggi è morto il calcio!” si raduna a Roma sotto il balcone di Sua Santità, l’unico sommo pontefice che può riportare la pace in questa valle di lacrime, sgominare il Male Supremo bianconero con la sola imposizione delle mani. Tra il boato della folla, Lui si affaccia con sguardo severo e sorriso bonario. È lui, è lui! Dicci qualcosa, PECORARO! Dacci un segno, liberaci dal male!

E Pecoraro, nel silenzio carico di attesa di tutto il popolo esclama: fratelli, ho sentito in un’intercettazione, l’Altissimo che mi ha parlato ed affidato un compito: “Pecoraro, guiderai il tuo Popolo verso una terra promessa, dove la Juve non potrà raggiungervi! Radunerai il tuo Popolo e da Roma a piedi attraverserete con sicurezza il Mar Tirreno verso Barcellona, terra di tiki taka, calcio spettacolo e fair play, dove non esiste il bianconero e Roma, Napoli, Milan, Inter potranno finalmente vincere e prosperare in pace!”. E’ il trionfo! La folla urlante si abbandona ad una notte di baccanali e festini vari, tutti festeggiano lo Scudetto Morale, dell’Onestà, del BelGioco, della Penombra e di Mezzogiorno, si sgozzano Agnelli sacrificali e si scrivono i 10 comandamenti della nuova Era Post-Juve.

Il giorno dopo però Pecoraro smentisce sé stesso: l’intercettazione non era vera, nessuna voce dall’alto, solo un’interferenza di Radio Maria mentre il PM ascoltava “Tutto il calcio minuto per minuto” al cesso.

 

L’Italia ricade così in un Medioevo che durerà secoli. In attesa del “Rinascimento del calcio italiano col derby cinese” vaticinato dal Profeta Caressa.