Dybala trequartista a confronto coi migliori d’Europa

di Alex Campanelli |

dybala trequartista

Il 2018, in particolare nei suoi ultimi mesi, ha lasciato in eredità un’innovazione imprevista per quanto riguarda la formazione bianconera: Paulo Dybala trequartista. Abortito quasi totalmente l’esperimento di Paulo ala destra, Allegri negli ultimi tempi ha schierato la Joya da “tuttocampista“, come piace a lui definirlo, riportandolo solo saltuariamente in attacco quando Mandzukic non è stato della partita (peraltro con risultati a tratti esaltanti, ma non è il momento di parlarne).

Fino a non molto tempo fa eravamo praticamente sicuri che il nostro 10 fosse uno degli attaccanti più forti del globo, ora però la contesa si sposta su un altro piano: a che livello è Dybala rispetto ai migliori trequartisti d’Europa? Per metterli a confronto abbiamo avuto bisogno di stilare una Top 10 del ruolo, non senza sacrifici illustri. Sono infatti assenti De Bruyne (poche partite disputate nel 2018/19), Alli e Fekir (abbiamo inserito un solo giocatore per squadra) e, con molta sofferenza, Payet, al quale abbiamo preferito profili più futuribili o appartenenti a club impegnati in contesti più competitivi.

Quelli che trovate qui sotto sono dunque, a nostro avviso, i migliori 10 d’Europa nel “fungere da raccordo e punto di riferimento tra centrocampo e attacco“, indipendentemente dalla posizione che ricoprono nelle rispettive squadre, focalizzandoci invece sui compiti; proprio per questo troverete Fabian Ruiz e Coutinho, esterni sulla carta ma con precisi compiti e caratteristiche da trequartisti, così come Aouar e David Silva, mezzali solo sui campetti prepartita.

Sin qui li abbiamo ordinati per età, a fine articolo li troverete in colonna dal migliore al peggiore.

trequartista

Le caratteristiche che caratterizzano il trequartista ideale sono state suddivise in 3 tabelle. La prima rappresenta le cosiddette abilità “creative”: la creazione di occasioni da gol grazie ai key pass, l’abilità di cambiare gioco e scavalcare le retroguardie coi lanci lunghi, la tendenza al dribbling per creare superiorità numerica e l’effettiva percentuale di dribbling riusciti.

Tutte le statistiche provengono da WhoScored.com e sono parametrate sui 90 minuti di gioco

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Tra le accuse mosse più spesso al Dybala trequartista c’è la tendenza a cercare la soluzione personale in dribbling o con il tiro, e di conseguenza la scarsa vena nel mandare in porta i compagni; pur aiutato dalle palle inattive, il dato relativo ai key pass mostra invece l’opposto, piazzando Paulo davanti agli incensatissimi Isco ed Eriksen e a pochi passi da mostri sacri del ruolo come David Silva e Ozil. Il nostro 10 stacca tutti sui lanci lunghi, dato corroborato dallo stile di gioco della Juve che prevede frequenti ribaltamenti di fronte, mentre ne esce ridimensionata la sua abilità nel dribbling; pur essendo tra i calciatori a tentarne di più, mettendo dunque in costante apprensione le difese, Dybala ne porta a termine poco più della metà.

Tra le considerazioni accessorie, impressiona l’impatto di Fabian Ruiz sulla Serie A, per la quantità di occasioni create e la precisione nel saltare l’uomo, mentre in tali fondamentali un trequartista d’assalto più che di rifinitura come Reus non può che arrancare, così come viene alla luce la tendenza di Eriksen nel dialogo coi compagni piuttosto che nel tentare l’1 contro 1.

Passiamo alle abilità realizzative: oltre ai gol ogni 90′, sono stati considerati il volume dei tiri e la quantità di tiri nello specchio, escludendo i tiri fuori bersaglio ma anche quelli bloccati o finiti su pali e traverse.

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Sorprendentemente non è Dybala, pur tra i più prolifici, il giocatore che tira di più, palma che spetta al blaugrana Coutinho. L’abilità della Joya nel tiro da fuori è conclamata, eppure sono molti i trequartisti che lo sopravanzano. La spiegazione è semplice: Dybala è sempre stato un giocatore che tira molto, ma la presenza di Cristiano Ronaldo e l’allontanamento dalla porta ne hanno ridotto il volume delle conclusioni e di conseguenza la quantità di tiri nello specchio a partita. Il più grande depotenziamento rispetto alla sua posizione naturale di seconda punta è probabilmente questo.

All’opposto di quanto visto sopra, qui è Reus a primeggiare per abilità realizzative, pur con un volume di tiri contenuto, segnano invece il passo centrocampisti più puri come Isco, Fabian e Aouar, oltre al classicheggiante Ozil. Interessante la prolificità di Silva nonostante i pochi tiri tentati, mai così elevata nella carriera dello spagnolo.

Chiudiamo con le abilità conservative e accessorie, tra le quali abbiamo inserito, oltre alla quantità di passaggi e alla percentuale di riuscita, anche la capacità di far respirare la squadra e spezzare il gioco subendo falli, i palloni controllati in maniera errata e la capacità nell’intercetto, fondamentale nell’ottica di Allegri.

dybala trequartista

Già nella scorsa stagione, avevamo sottolineato la profonda differenza d’impatto nella manovra tra Isco e Dybala, e sin qui cause e conseguenze sembrano immutate: la Juve non supporta il gioco di Paulo e lo coinvolge limitatamente nella manovra, è semmai il numero 10 a dover innescare con iniziative personali l’offensiva bianconera. Pur toccando pochi palloni, l’argentino risulta il migliore in percentuale nel distribuirli ai compagni, così come il nostro è di gran lunga il trequartista a subire più falli, un’osservazione facile da fare osservandolo in campo e che trova immediato riscontro nei dati. Bassa classifica, invece, per quanto riguarda gli intercetti, ma era lecito attenderselo da quello che di fatto è sempre stato un attaccante con pochi compiti in non possesso; sorprende infine la statistica relativa ai controlli errati, inficiata (ipotizziamo) dall’elevato traffico nel quale spesso si trova a gestire i palloni, raramente liberato dalla pressione dai compagni.

Un giocatore fortemente associativo come Isco non poteva che essere quello con più passaggi effettuati, mentre Reus si comporta quasi da attaccante in maniera simile a Paulo, con una sensibilità maggiore negli intercetti ma minore nello scambiare la sfera. Fenomenale, ma non lo scopriamo certo oggi, il controllo di David Silva, ottimo anche in distribuzione e in non possesso, molto interessanti inoltre le qualità complessive di Fabian Ruiz, tra i più impegnati in distribuzione ma anche diligente negli intercetti e preciso nei controlli.

Chiudiamo con un gioco, provando a mettere in ordine i nostri trequartisti dal migliore al peggiore. L’equazione con la quale è stata stilata la classifica sottostante è la seguente: stabilendo un peso identico per ogni colonna, al migliore in un determinato fondamentale è stato attribuito un punteggio di 10, andando poi a scalare sino ad assegnare un punto al peggiore, e così via per tutte le colonne. Chi fosse interessato ai punteggi di ogni giocatore nei singoli attributi può consultare la tabella qui.
Ecco il risultato:

dybala trequartista

Se Massimiliano Allegri si è spesso detto soddisfatto delle prestazioni di Dybala, anche quando l’argentino ci è sembrato spaesato o poco incisivo, evidentemente è perché il nostro 10 presenta, ad alti livelli, molte delle caratteristiche tipiche del trequartista ideale, indipendentemente dal sistema di gioco. Paulo non è poi così distante da due che per anni sono stati riconosciuti specialisti in un ruolo che lui ha appena imparato a scoprire, e precede mestieranti consumati dai compiti simili ai suoi come Silva e Ozil, surclassati così come Eriksen, abbagliante nei suoi picchi ma complessivamente meno efficace di PD10.

Dybala è fin qui sempre stato un attaccante (non inganni il 4-2-3-1 nel quale fungeva principalmente da seconda punta), probabilmente continuerà ad esserlo per indole, ma nella posizione cucitagli attorno da Allegri non è poi così facile chi spicca in tanti fondamentali come lui: non i trequartisti puri, come Silva e Ozil, ma nemmeno quelli più votati all’attacco come Reus. L’eccellenza di Isco e James, non a caso i due calciatori più duttili del lotto, impiegati frequentemente nelle posizioni più disparate e con parecchi compiti, non è una chimera per Paulo, che al momento è una grandissima seconda punta e un ottimo trequartista; poter disporre di un giocatore in grado di saper interpretare questi due ruoli a questo livello è merce rara per ogni club al mondo.

P.s.: quanto sentiremo parlare di Fabian Ruiz e Aouar nel 2019? Probabilmente tantissimo.