Romanzo Dybala: un gol così…

di Leonardo Dorini |

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Il Romanzo Champions ci presenta di nuovo i colchoneros allo Stadium 259 giorni dopo la scoppola del 12 marzo; ci si chiede quali possano essere le sensazioni dei calciatori e di Diego Simeone a tornare qui dopo la disfatta di primavera: “siamo della vostra casa bellissima per giocare una bella partita”, dice in conferenza stampa il Cholo, dove risponde molto sul campionato spagnolo, e un po’ su Cristiano Ronaldo: “orgoglio ferito?” cade dalle nuvole; “la sostituzione? sono cose vostre” e ribadisce la grande ammirazione per il campione…”lo abbiamo sofferto siempre”, dice.

Sarri si era presentato in conferenza con il Pipita Higuain, che ha parole sagge e misurate, ricordando “i migliori anni” con Sarri e le nuove sfide per completare una stagione che è solo all’inizio: sembra una forza tranquilla e determinata con l’idea “fissa” di restare alla Juve e mostrare quanto vale.

Squadra con diverse novità: Ramsey sulla trequarti, due terzini nuovi nuovi, freschi freschi, belli riposati; Khedira a riposo (niente battute!), Dybala e CR7 là davanti. Si inizia con belle trame, velocità, squadra che, si vede subito, vuole dar prova di saper fare quel che Sarri cerca di marcirle in testa: velocità, possesso, tecnica. Dybala è pirotecnico, manda Trippier al bar, anzi al pub, e a momenti fa espellere Hermoso, che lo piglia per il collo non sapendo più cosa fare. Una parata per parte, la Juve non trova l’ultimo passaggio, come direbbero quelli bravi.

2 minuti di recupero e punizione da posizione impossibile; la Joya è lì, con un ghigno sardonico sul volto, aspetta il fischio; non abbiamo le prove, ma abbiamo pensato: “Adesso tira la sassata”; e lui la tira davvero, la sassata, Mr. Oblak non ci capisce nulla e nulla può: 1-0. “Dybala ha fatto una cosa che non gli può consigliare nessuno; anzi, gli si direbbe che cazzo tiri in porta” ha detto Sarri in conferenza post-partita con il volto paterno.

Ripresa di lotta e di governo: loro partono forte, noi ci sistemiamo, siamo ordinati, rischiamo poco. Tratti di calcio intenso, tosto, quello che fa pensare davvero al Romanzo della Champions; loro picchiano, quanti gialli hanno preso? C’è un pestone su CR7, che getta via il parastinchi incazzato; VAR, niente rosso e per ringraziare il Cholo dà ordine di non restituire il pallone.

Non c’è molto in palio, è vero: loro alzano il tasso tecnico col gioiellino portoghese e Lemarr, ma noi teniamo bene. La linea a 4 non si scompagina quasi mai; de Ligt è una potenza solida, quasi tetragona, ma rapida quando serve: un treno chiamato de Ligt, che fa una diagonale da antologia su Correa: il pubblico esulta come un gol.

Alvaro, amico mio, sarai sempre il benvenuto allo Stadium, soprattutto se manchi il gol del pareggio, che però ci avrebbe comunque promossi al primo posto e forse era off side.

Simeone esce di nuovo sconfitto dallo Stadium, forse si augurerà di non tornarci troppo presto.

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